Tofana di Rozes (m.3225), Parete Sud - via Terzo Spigolo (Pompanin-Alverà)
Dettagli
- Accesso stradale: dal passo Falzarego scendere verso Cortina, fino ad individuare a sx una strada sterrata, percorribile in auto, che sale al rif. Dibona (cartelli). Lasciare l'auto nel parcheggio vicino al rifugio.
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Avvicinamento:
dal parcheggio prendere l'evidente e largo sentiero che sale verso la Tofana ed il rif. Giussani. Quando si incontra il cartello per la Ferrata Lipella, seguire questo sentiero (sx) che sale verso la base della parete. Ad un certo punto seguire una evidente traccia che punta dritto verso il canale formato dal Terzo Spigolo, a sx di esso (guardando la Tofana dal rifugio, è il terzo spigolone da dx).
Entrare nel canale e salire pochi metri. La parete da salire è quella di dx (sosta assente). (0h45 circa) - Discesa: seguire le evidenti tracce che traversano e scendono, passando per roccette con qualche passaggio di arrampicata facile. Ad un certo punto una traccia traversa decisamente a sx (faccia a valle) e passa nei pressi di ruderi militari. NON seguire questa traccia, più esposta e complessa, ma seguire la traccia che scende più diretta per ghiaione. Si incontra quindi la grossa ed evidente traccia che arriva dall'uscita delle vie del I° Spigolo. Seguirla a sx (faccia a valle) fino alla traccia di sentiero che costeggia le rocce che delimitano a sx il canalone e che porta al rif. Giussani o al rif. abbandonato appena più a valle del precedente. Attenzione, la traccia non è unica. Si tratta di terreno facile ma infido, con zone esposte e ghiaietti ripidi (prestare molta attenzione, anche a non fare cadere sassi su altre persone sottostanti). Possibile trovare neve a seconda delle stagioni.
- Difficoltà: V+ (ricordatevi , siete in dolomiti...)(cfr. nota in calce).
- Sviluppo: 23 lunghezze per circa 830 metri di sviluppo (compresi alcuni tratti facili).
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Attrezzatura:
nuts e friends, martello e chiodi non indispensabili ma utili (serve soprattutto il martello per ribattere eventuali chiodi insicuri e per rinforzare le soste). Noi per la salita abbiamo utilizzato solo nuts e friends (ma con martello e chiodi attaccati all'imbrago...).
Molto utili cordini vari e kevlar per le clessidre. - Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: estate (vedi note).
- Tempo salita: 8-10 h per la salita e 1 h per la discesa per andare a riprendere il sentiero. Poi altri 45' per arrivare alla macchina.
- Primi salitori: A. Alverà, U. Pompanin, 1946.
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Riferimenti bibliografici:
- Stefan Wagenhals & amici, "Cortina d'Ampezzo" le più belle arrampicate, http://www.loboeddition.de
- ALP Grandi Montagne # 17 - Tofane, Cinque Torri, Scotoni
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Cartografia:
- Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
- Kompass foglio 617 - Cortina d'Ampezzo, Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
- Relazione
- Lunghezza 1, I: salire sulla prima evidente cengetta, arrivandoci da sx dal canale e poi percorrerla verso dx fino ad un chiodo vecchio con cordino sotto ad un diedro (tralasciare un chiodone sulla cengia, resto di un vecchio tratto di ferrata).
- Lunghezza 2, V: salire il diedro grigio sopra la sosta per roccia grigia compatta. Superare uno strapiombino (chiodo poco sotto). Uscita su terrazzino a sx, sosta con chiodo da rinforzare.
- Lunghezza 3, II/III: traversare a sx su facili rocce, fino alla sosta sotto un grosso diedro chiuso in alto da un tetto.
- Lunghezza 4, V+, IV: salire il bel diedro, usando la parete di dx ben lavorata (utili friends per la fessura formata dal diedro, presente un chiodo brutto). Raggiungere il tetto ed uscirne a sx (1 chiodo), per continuare nel diedro-camino seguente, più stretto e più facile, fino alla sosta.
- Lunghezza 5, IV/IV+: salire le rocce più facili sovrastanti, quindi invece di proseguire dritti su parete-fessure verticali, obliquare verso dx su placche compatte fino ad arrivare alla sosta sotto ad un camino-diedro.
- Lunghezza 6, IV: continuare per il diedro-camino fino ad una sosta su cengia prima di una zona più abbattuta sopra la quale c'è una parete rossastra e repulsiva.
- Lunghezza 7, III+: continuare per rocce facili e raggiungere una cengia sotto la parete rossastra.
- Lunghezza 8, II/III: andare lungamente a dx sulla cengia (ometti), fino ad arrivare ad una sosta su clessidrona sotto un grosso diedro.
- Lunghezza 9, V: salire il diedro, iniziando prima sulla parete esterna dx della lama che lo forma e poi, appena possibile, entrando nel diedro. Nel diedro arrampicare prima in spaccata e poi sulla sua faccia sx, fino alla sosta.
- Lunghezza 10, IV+: continuare per camino più facile fino a sostare prima della grande cengia.
- Lunghezza 11, II: salire per circa 50m su terreno facile su crestina detritica, fino a sostare dove iniziano le rocce rossastre dello spigolone.
- Lunghezza 12, IV: ancora rocce facili fino ad una nicchia sotto una parete rossastra con grossi buchi, dove si sosta su clessidra.
- Lunghezza 13, V: salire dritti sui buchi e poi su roccia più difficile arrivando alla sosta.
- Lunghezza 14, V+: salire ancora fin sotto ad uno strapiombo ammanigliato, fino ad una nuova sosta.
- Lunghezza 15, V+: continuare a sx verso chiodo poco visibile, poi ad un altro chiodo e quindi traversare nettamente a sx (tralasciare un chiodo nuovo che punta dritto verticalmente), fino ad una nicchia.
- Lunghezza 16, V+: salire lo strapiombo di dx e poi continuare fino ad una grossa nicchia (tiro breve).
- Lunghezza 17, V+: superare lo strapiombo di sx, poi traversare verso dx fino allo spigolo, da risalire fino alla sosta.
- Lunghezza 18, V+: continuare in camino-diedro fino alla sosta.
- Lunghezza 19, II/III: continuare su terreno facile per circa 100m fino a poter entrare da dx nella grande caverna visibile dal basso.
- Lunghezza 20, I: traversare a sx per tutta la stupenda grotta (ottimi posti da bivacco), fino ad un visibile chiodo con cordone alla fine (meglio sostare su grossi blocchi subito prima).
- Lunghezza 21, V+: traversare a sx in piena e magnifica esposizione. Si trova un primo chiodo con cordone, poi altri due chiodi accoppiati ed un vecchio cordino su clessidra. Sosta dopo circa 10m.
- Lunghezza 22, IV+: salire la stupenda placca grigia scura leggermente a sx della sosta, fino ad arrivare all'inizio di una cengia-rampa.
- Lunghezza 23, I: traversare tutta la rampa verso dx fino al termine della via.
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Note:
salita gratificante, molto alpinistica e poco frequentata. Decisamente una via consigliabile, ma solo per cordate esperte. La chiodatura è molto scarsa, con soste da rinforzare e pochissimi chiodi in via. Molto utili kevlar per le clessidre e friends.
Nonostante diverse relazioni riportino che la via è molto da cercare, non mi è sembrata difficile da individuare, anche se in effetti la ricerca dei passaggi più logici fa perdere del tempo...
I tiri dove è più complicato orientarsi sono, secondo me, i numeri 5, 13, 15.
IMPORTANTE: data la lunghezza della via potrei avere descritto non esattamente qualche tiro. Documentarsi anche con altre relazioni.
Nota sulle difficoltà indicate: a seguito di alcune osservazioni ricevute sulla relazione in merito alle difficoltà indicate ci riferisce Walter: "Per quanto riguarda la relazione , solitamente metto i gradi come li interpreto io e in dolomiti spesso sono un pò più "largo" rispetto alle relazioni originali, questo perchè noto una grande disparità verso i gradi della nostra zona."
Sul periodo consigliato: data la favorevole esposizione è possibile trovare la via in buone condizioni già a inizio stagione. Tenere presente però che nel colatoio finale e in discesa è possibile trovare neve-ghiaccio (attenzione!! Informarsi prima).
La parete asciuga velocemente anche dopo recenti piogge, tranne che nel terzo tiro (è l'unico che abbiamo trovato bagnato dopo la pioggia abbondante della sera prima della salita). - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 10 luglio 2006.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.