Torre Venezia (m.2337) - Parete Sud, via Tissi
Dettagli
- Accesso stradale: dal paese di Listolade, alcuni chilometri vicino ad Agordo (Valle Agordina), si individua la stradina che sale alla Capanna Trieste, dove si lascia l'auto.
- Avvicinamento: dalla Capanna Trieste superare la stanga e seguire la sterrata che passa sotto alla Torre Trieste e poi vicino al Rifugio Vazzoler (1h). Continuare ancora per la sterrata fino a quando si può salire verso la parete sud della Torre Venezia, arrivando all'attacco (circa 1h30 dalla Capanna Trieste, 0h20 dal Rifugio Vazzoler).
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Attacco:
nei pressi di un grosso ed evidente masso appoggiato alla parete, alla sua sx (sosta assente).
Diverse cordate hanno attaccato molto più a sx, verso il grande diedro, seguendo una linea più diretta (soluzione non verificata). -
Discesa:
andare dritti verso nord qualche metro, senza scendere verso le pareti; si individua facilmente e vicino un grosso ometto con traccia marcata che indica la via di discesa. Seguire la traccia fino ad una freccia sulla parete che indica di scendere verso la parete (dx). Seguire la traccia in discesa con qualche passo facile su roccette, fino a trovare un enorme anello di calata. Ogni anello di calata indica a quanti metri, direttamente in verticale, si trova il successivo anello. Noi abbiamo fatto solo due doppie lunghe, saltando alcune doppie, e siamo arrivati sul fondo della parete.
Da lì tracce e ometti indicano di scendere a dx (faccia verso la parete da cui si è scesi).
La traccia scende fino a trovare un facile canale da seguire. Noi abbiamo trovato ancora neve e quindi, individuato più sotto un chiodo con cordino, ci siamo calati da lì (attenzione, meglio rinforzare la calata!!!!) fino alla traccia che, invece di continuare nel canalone, prende a dx (faccia a valle) e poi raggiunge un sentiero che va verso il Rifugio Vazzoler (circa 1h30); da lì tornare alla Capanna Trieste sullo stesso sentiero dell'andata (tot 2h30 circa).
In alternativa si possono evitare delle doppie arrampicando in discesa sulla via normale, come riportano diverse vie (soluzione non verificata). - Difficoltà: V+/VI (forse qualche passaggio di VI+).
- Sviluppo: circa 600 metri.
- Attrezzatura: rinvii, serie di nut e friend (fino al n°3 BD), cordini vari, martello e chiodi non indispensabili ma utili per emergenze, due mezze corde da 60 metri.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: dolomia di buona qualità.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno. Attenzione alla neve nella discesa ad inizio stagione.
- Tempo salita: 8h00/10h00.
- Primi salitori: Attilio Tissi, Giovanni Andrich, Attilio Bortoli, 28/08/1933.
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Riferimenti bibliografici:
- Buscaini G., Le Dolomiti Orientali - le 100 più belle ascensioni ed escursioni, Zanichelli
- Kelemina O., Civetta (introvabile...)
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+/V- (da non sottovalutare): salire dritto per rocce arrotondate e poco proteggibili, tendendo leggermente a sx e cercando sempre i punti più deboli. Si arriva ad una cengia vicino ad un mugo con cordone. Da qui probabilmente si va a sx sulla cengia , dove in fondo si vede un cordone (non verificato). Noi siamo saliti più verticalmente fino ad una sosta con cordini e chiodi, ben visibile (poco proteggibile).
- Lunghezza 2, V+, poi IV: dritto sopra la sosta per fessura verticale (1 chiodo visibile qualche metro sopra) fino ad uscire ad una zona più facile con mughi. Qui andare verso sx cercando i passaggi più facili fino a trovare una sosta sotto uno strapiombo.
- Lunghezza 3, V, poi III: salire il diedro strapiombante sopra la sosta, poi uscirne a sx e continuare obliquando a sx fino ad una sosta.
- Lunghezza 4, IV+: salire una rampa verso dx; si arriva ad una cengia con sosta. Rinviare lungo e continuare a sx su speroncino fino alla sosta.
- Lunghezza 5, V: dritto sopra la sosta, passo verticale, poi andare a sx evitando una zona difficile e poi dritto alla sosta con mugo. In realtà noi non abbiamo verificato questa soluzione (ma un'altra cordata è salita in quel modo); dopo il tratto verticale sopra la sosta abbiamo attraversato a dx orizzontalmente e appena possibile, con tratto verticale da proteggere, siamo saliti ad una cengia erbosa (clessidra con cordone) e da lì abbiamo attraversato delicatamente a sx, camminando sul mugo (!) dopo il quale c'è il terrazzino con sosta non visibile.
- Lunghezza 6, V+/VI: salire la spaccatura sopra la sosta, poi appena possibile traversare a sx e salire per placca a prendere una fessura/diedro faticosa al cui termine c'è un mugo ed un terrazzino con sosta (V+/VI, qualche chiodo).
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Lunghezza 7, VI:
salire sopra la sosta (possibile assicurarsi con friend dopo pochi metri) e raggiungere un chiodo con fettuccia. Da qui inizia un bellissimo traverso a dx delicato (qualche chiodo) fino ad un punto in cui un chiodo più in alto indica di salire per poi traversare ancora a dx.
Si sosta su clessidra con cordone (esile! Da rinforzare con friend; più sotto a dx visibile un altro chiodo). - Lunghezza 8, III/IV: su dritti sopra la sosta (chiodo più in alto a dx) e da qui andare verso sx cercando le zone più facili (sosta con chiodo + mugo).
- Lunghezza 9, III/IV: salire ancora verso sx per facili rocce e qualche passaggino, fino a trovare la sosta.
- Lunghezza 10, VI: traversare a dx (salendo e aggirando uno speroncino); si arriva ad un terrazzino con sosta. Si continua qualche metro a dx e si sale poi dritto verso una fessura verticale, per arrivare ad una spaccatura che si sale all'esterno a dx fino ad un grosso spuntone orizzontale alla cui dx c'è una cengetta con chiodo + clessidra (un solo chiodo all'interno della spaccatura).
- Lunghezza 11, VI/V+: salire nella spaccatura fino ad una fessura larga verticale (un chiodo alla sua base ed un altro chiodo nascosto poco più sopra) quindi continuare fino ad una sosta con chiodi alla base di un'altra fessura evidentemente difficile. Non salire la fessura (!), rinviare molto lungo alla sosta e traversare verso dx fino ad una zona più facile da risalire per raggiungere una sosta all'interno di un grosso diedro.
- Lunghezza 12, VI: continuare per placca fino ad una spaccatura a sx. Salire in spaccata-opposizione la spaccatura, uscirne a dx e continuare su placca più liscia (chiodo). Arrivare ad un altro chiodo da cui attraversare a sx ad un chiodo arancione; salire dritto ad una zona con buoni appoggi. Da lì attraversare in spaccata a sx ad altri appoggi e ancora a sx alla sosta.
- Lunghezza 13, VI: dritto fino ad uno strapiombino e poi incunearsi nella fessurona sovrastante, arrampicando in spaccata/opposizione (qualche chiodo sulla faccia dx), fino al suo termine. L'uscita dalla fessurona è più facile a sx, poi continuare fino ad un terrazzino e da lì andare a dx per roccette facili e poi dritto verso mughi su cui sostare (attenzione! Tiro di 60-62m), praticamente sulla cengia sommitale (fine della via) che circonda la vetta vera e propria.
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Note:
raccomando sempre di documentarsi con altre relazioni e informazioni, la relazione potrebbe contenere qualche errore non voluto.
Salita molto bella e di soddisfazione, da non sottovalutare. In molti casi la via è da cercare e si presentano diverse possibilità di salita.
Chiodatura minima, da integrare con friends, soste attrezzate, eventualmente da rinforzare.
Di solito molto frequentata.
Abbiamo pernottato alla Capanna Trieste, l'accoglienza della nuova gestione merita sicuramente una fermata.
Nota settembre 2021: si segnala una frana in parete che ha interessato la via. Maggiori dettagli: https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/frana-sulla-torre-venezia-civetta-danneggiata-la-tissi-altre-classiche-dolomiti.html - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Simone Rossin del 30 maggio 2009.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.