Pizzo Torrone Orientale (m.3333) - via Osio-Canali allo spigolo sud

Pizzo Torrone Orientale (m.3333) - via Osio-Canali allo spigolo sud

Dettagli

  • Avvicinamento: dal bivacco Manzi - 2538 m, seguire il sentiero Roma (segnali) fino al Passo del Cameraccio - 2959 m, dopo aver risalito quel che resta del piccolo Ghiacciaio del Torrone Orientale (ore 1). Il passo è situato alla base dello spigolo sud del Torrone Orientale.
  • Attacco: dal Passo del Cameraccio spostarsi a dx del filo di spigolo e alzarsi circa 20 m lungo una serie di placche inclinate, fino ad un diedro-fessura, coricato a dx, posto sulla linea di una larga fessura ad S.
  • Discesa: con 3 doppie sul filo, ritornare alla spalla. Abbassarsi sul fianco SE (sx scendendo), e traversare a sx (faccia a valle) fino ad un blocco con cordone e maillon (trascurare altri ancoraggi malsicuri). Calarsi 50 m fino ad una sosta con 2 ch. Calarsi 35 m fino ad una cengia con ometti. Seguire la cengia a dx (faccia a valle) fino ad un ancoraggio con 2 ch. Calarsi per 25 m ed attrezzare una sosta. Traversare circa 50 m verso dx (faccia a valle) su placche lavorate, dapprima in discesa, poi risalendo ad un marcato spuntone con cordoni. Scendere nel canale (o calarsi 50 m) fino ad un ometto. Traversare a dx (faccia a valle) su cengia fino ad una lama con cordini. Calarsi 50 m fino ad un ancoraggio su cordoni. Calarsi 30 m fino alla S2 (2 ch.) della via di salita. Ultima calata di 50 m (appena sufficiente). (3h00)

    Discesa originale (desueta, solo per informazione): dalla cima percorrere un tratto verso N fino ad una spaccatura dalla quale si scende direttamente per la parete SO, dapprima in arrampicata, poi con 2 calate da 40 m. Si arriva così ad una serie di cenge e roccette friabili che scendono verso dx raggiungendo il nevaio sottostante. Si prosegue in discesa lungo il nevaio fino allo sperone roccioso a dx (faccia a valle) della parete SO del Torrone Or. Si scende lungo le facili roccette dello sperone fino ad una cengia che va seguita verso dx, fino ad un punto di calata per una doppia da 40 m che permette di scendere sul ghiacciaio basale.
  • Difficoltà: TD (passi di V+/VI e A0/A1).
  • Sviluppo: 380 m (18 lunghezze).
  • Attrezzatura: nuts, friends fino al 3 (Chamalot), e qualche chiodo.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 6h00.
  • Primi salitori: Jack Canali, Roberto Osio, 18/07/1956.
  • Riferimenti bibliografici: Miotti G., Gogna A., Dal Pizzo Badile al Bernina, Edizioni Zanichelli
  • Cartografia:
    • Meridiani Montagne, Pizzo Badile, scala 1:40.00,
    • Kompass, foglio n° 92 - Chiavenna, Val Bregaglia, scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III+, 30 metri: nel diedro-fessura e poi su dritto per una fessura camino. S1 su sasso incastrato.
  • Lunghezza 2, III, 25 metri: ancora nella fessura canale fin sotto ad uno strapiombo, a sostare in una nicchia. S2 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 3, III, 30 metri: leggermente a sx per guadagnare il filo di spigolo, poi per placche adagiate fino alla sosta. S3 su 1 chiodo + 1 nut incastrato.
  • Lunghezza 4, IV/V, 50 metri: per placche fessurate, prima leggermente a dx, poi traversando a sx fino ad una nicchia, da cui si esce a dx, per un diedro aperto, ad una cengia erbosa. S4 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 5, II, 15 metri: spostarsi a dx per cengia e risalire il canale fino a sostare alla base di un lungo diedro. S5 su 1 nut incastrato.
  • Lunghezza 6, V/V+, 40 metri: risalire il diedro (3 ch.) fino a sostare sullo spigolo al termine di esso. S6 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 7, IV, 10 metri: innalzarsi per lame e spostarsi a sx dello spigolo; sostare alla base di una fessura strapiombante. S7 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 8, A1/VI, 30 metri: seguire la fessura (6 ch.) fino al ballatoio di sosta. S8 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 9, V+/IV+, 45 metri: dal ballatoio innalzarsi a dx (1 ch.), per poi riprendere la fessura verticale a sx fino a doppiare lo spigolo; continuare per ripide placche articolate e riprendere lo spigolo su un netto gradino. S9 su 2 chiodi.
  • Lunghezza 10, III/IV+, 35 metri: su per lo spigolo fino ad un caratteristico tratto orizzontale che conduce ad un piccolo intaglio; traversare a dx e risalire un diedrino fino all'intaglio sovrastante. S10 su spuntone.
  • Lunghezze 11, 12, 13, II/III, circa 100 m: tenendosi a sx del filo, per gradoni, raggiungere la grande spalla e percorrerla fino alla base del ripido salto superiore. Soste su spuntoni.
  • Lunghezza 14, IV+ e A0/V+, 50 metri: appena a sx del filo per un diedrino ed il muro fessurato che segue (3 ch.); poi leggermente a dx ancora sul filo che si segue fino al gradone di sosta. S14 su 1 chiodo + spuntone.
  • Lunghezza 15, IV+/V, 45 metri: a dx del filo in un diedro, poi ancora a sx per diedro, lame verticali e placca, fino a sostare in una nicchia. S15 su 2 chiodi.
  • Lunghezze 16, 17, 18, IV/III, circa 70 metri: per lo spigolo fino ad una forcella, poi per cresta che si adagia, fino alla vetta. Soste su spuntoni.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Davide Rogora e Claudio Camisasca, 14 e 15 luglio 2007.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.