Becco Meridionale della Tribolazione (m.3360) - via Malvassora
Dettagli
- Accesso stradale: risalire la valle dell'Orco fino al paese di Rosone, da cui si prende a destra per il vallone di Piantonetto, risalendo fino al lago di Telessio per la frazione di San Giacomo. La strada da San Giacomo alla diga è ora completamente asfaltata.
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Avvicinamento:
dall'ampio parcheggio al termine della strada si sale al rifugio Pontese, inizialmente per una sterrata pianeggiante che costeggia il lago sulla destra, poi per ripido sentiero. (0h45)
Imboccare il sentiero sul retro del rifugio, che in breve scende leggermente a sinistra, e attraversa il torrente su un ponte di legno. Si prosegue lungamente verso il Becco su sentiero ben tracciato, raggiungendo infine una pietraia: risalirla rimanendo sulla sinistra. Prima di iniziare a salire verso il Colle dei Becchi (itinerario di discesa) deviare decisamente a destra, traversando la pietraia di enormi macigni. Oltrepassatala, si risalgono i pendi alla base del Becco per sfasciumi e tracce di sentiero, che portano progressivamente verso destra.
Il Becco è caratterizzato da un netto sperone centrale, su cui, a partire da metà, sale la via. Tale sperone è delimitato ai lati da due canaloni: si supera verso destra la base del primo, proseguendo fino alla base del secondo: ometto, 1h45 dal rifugio, di buon passo.
Risalire lo zoccolo, seguendo attentamente i vari ometti presenti, che, con percorso tortuoso, consentono di salire per la via più agevole (passi di I e II) fino alla base dello sperone centrale: grosso ometto. Pochi metri sopra l'ometto, alla base di una placca, si individua la sosta di partenza (chiodi).
(0h30 per lo zoccolo, 2h15 dal rifugio, 3h00 dal parcheggio, di buon passo!)
Alle 8.00, a metà luglio, la parete è già interamente al sole. Vista la vicinanza del rifugio alla strada, si può anche bivaccare comodamente al termine della strada stessa: pochi tornanti prima dei parcheggi, sulla sinistra si trovano comodi spiazzi per tende, sulla destra invece possibilità di bivaccare sotto tettoie delle strutture della diga. -
Discesa:
rispetto alla direzione di salita, scendere sul versante opposto di qualche metro, poi a sinistra (placca in discesa) individuando un ancoraggio su massi incastrati.
Doppie:- 1x30 (attenzione al recupero, si incastra facilmente);
- 1x60 (esiste anche un ancoraggio intermedio per calate più brevi).
Da quì si scende facilmente arrampicando. In caso di necessità (per esempio placche bagnate) si trovano, variamente disposti, numerosi altri ancoraggi per doppia.
Scendere con attenzione per placche, con percorso precisamente individuato da numerosi ometti. Verso il basso si piega un po' a sinistra (viso a valle) con passaggi esposti. Da ultimo si attraversa verso sinistra un intaglio nella cresta, da cui si scende con passi delicati in diedro prima e placche poi, e da ultimo su blocchi fino al Colle dei Becchi.
Da quì per tracce di sentiero, su sfasciumi prima e pietraia poi, ricollegandosi all'itinerario di salita. (3h30 dalla cima al parcheggio) - Difficoltà: D, max V-.
- Sviluppo: 7 lunghezze, per circa 250 metri di dislivello, zoccolo escluso.
- Attrezzatura: soste attrezzate a chiodi, in via qualche chiodo di passaggio, di solito, ma non sempre, nei punti più utili. Chiodatura da integrare a friend (ottime fessure) e nut.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: A. Garzini, P. Malvassora, 29 giugno 1951.
- Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud, 2000 (relazione con qualche imprecisione, e schizzo molto vago)
- Cartografia: Kompass, foglio 86 - Gran Paradiso, Valle d'Aosta - scala 1:50.000
- Relazione
- (difficoltà parzialmente riprese dal riferimento bibliografico indicato)
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Lunghezza 1, IV+:
salire il diedro a destra della sosta, inizialmente abbastanza aperto e semplice, poi via via più verticale e continuo. Due chiodi di passaggio. Al termine del diedro ci sono due possibilità:
- traversare a sinistra ad una sosta posta alla stessa altezza del primo avancorpo dello spigolo. Da qui riattraversare poi a destra per proseguire la salita come descritto al punto successivo;
- proseguire verticalmente, superare due chiodi (possibile sosta) ed entrare in un diedro stretto da proteggere nella fessura di fondo. Sosta comoda su chiodi alla base di placche.
- Lunghezza 2, IV+: superare facilmente da destra il primo risalto, tornando poi a sinistra (due chiodi, la sosta poteva essere fatta qui). Salire una fessura e una rampetta verso destra: passo delicato e di equilibrio, sprotetto. Segue un tratto di rocce semplici fino all'inizio di uno stretto camino (due chiodi per possibile sosta, da saltare). Man mano che si sale il camino (standone all'esterno) esso diventa sempre più verticale (ed esposto), da proteggere (in loco un friend incastrato). Quando il camino si chiude, uscire decisamente a destra di un paio di metri, fino ad un terrazzo con comoda sosta.
- Lunghezza 3, III+/IV-: proseguire di qualche metro sopra la sosta e piegare poi a sinistra, con traverso esposto (un chiodo: per passarlo rimanere alti). Sosta comoda su cengia.
- Lunghezza 4, IV+: dritti per placca (2 chiodi, fessurina di dita). Ristabilirsi su una cengia e traversare a destra fino alla base di un diedro (1 chiodo). Salirlo e uscirne infine a destra, andando a sostare esattamente sullo spigolo (3 chiodi di sosta).
- Lunghezza 5, IV+: salire lo spigolo (passaggio azzerabile) e proseguire piegando un po' a sinistra, fino ad un diedro aperto (1 chiodo). Salirlo fino a dei gradoni, proseguire leggermente a destra ad un diedro, risalirlo (2 chiodi) e, dove il diedro diventa una fessura strapiombante, uscirne a destra, arrivando alla base di un caminetto-fessura (2 chiodi di sosta).
- Lunghezza 6, V-, IV: salire il caminetto-fessura, difficile nei primi metri (un chiodo in basso, inutile) poi appigliato internamente. Proseguire per rocce più semplici, leggermente a sinistra, fino ad una sosta con catena, o qualche metro più sopra, ad un cordone su spuntone.
- Lunghezza 7, IV+, III+: salire obliquamente a destra (passo delicato, 1 chiodo) e poi a sinistra (percorso logico) proseguendo lungamente per rampe, diedrini e gradoni, non difficili e ben fessurati, fino all'uscita nel punto più basso della cresta sommitale. Sosta su cordoni o facilmente attrezzabile su massi incastrati.
- Note: bella via, discretamente atletica per le difficoltà indicate (prevalentemente IV/IV+) che forse in qualche tratto sono anche superiori (o forse è solo il buon vecchio e rude quarto di una volta...).
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 16 luglio 2006. Revisione luglio 2011 (note di Matteo Semplice).
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.