Gruppo del Catinaccio, Torri del Vajolet, Torre Stabeler (m.2805) - via Normale

Gruppo del Catinaccio, Torri del Vajolet, Torre Stabeler (m.2805) - via Normale

Dettagli

  • Avvicinamento: dal rifugio Gardeccia (raggiungibile dal piazzale degli impianti tra Pera e Pozza di Fassa con appositi pulmini navetta - 7 euro a/r, essendo la strada chiusa al traffico) salire ai rifugi Preuss e Vaiolet per comoda sterrata. Da quì a sinistra si sale al rifugio Re Alberto per sentiero e roccette, a tratti attrezzate con cavo metallico (e molto lisciate dal passaggio!). (1h10/1h30 dal rifugio Gardeccia)
  • Attacco: dal rifugio Re Alberto imboccare una traccia di sentiero che, a destra, torna verso la base delle Torri. Seguire la traccia più alta, che diviene progressivamente meno evidente, e che per cengette e roccette conduce alla base della Torre Stabeler (la Torre centrale). Quì la cengia si allarga e diviene comoda: ottimo punto per lasciare eventualmente gli zaini ed imbragarsi. Seguire la cengia, semplice, a tratti esposta, che prosegue verso l'intaglio che scende tra Torre Stabeler e Torre Winkler (la Winkler è la Torre più a valle, che domina il sentiero di salita). Superare un ometto su uno spuntone sulla destra (cioè a valle) e, prima di arrivare al canale vero e proprio, salire a sinistra per facili roccette. Dopo una ventina di metri, di fronte ad un salto più ripido, traversare a destra entrando così nel canale. Risalirlo agevolmente fino a che non è possibile uscirne a sinistra, dove si traversa (sempre a sinistra) in leggera discesa, arrivando ad una comoda piazzola ove si trova la sosta di partenza, costituita da una catena su due fittoni cementati. Fin quì si arriva tranquillamente slegati (passi di I e II), ma è eventualmente possibile effettuare un tiro di corda partendo dalla cengia degli zaini. Questo attacco, come pure la prima lunghezza di corda, sono in comune alla via normale alla Torre Winkler. (0h10 dal rifugio Re Alberto)
  • Discesa: spostarsi sul versante nord (cioè quello opposto al rifugio Re Alberto) ove si trova una catena di calata. Effettuare una calata di oltre 30 metri, arrivando ad un'ampia cengia (ancoraggio). Seguire la cengia verso destra (viso a monte, meglio precedere assicurati, facendo un tiro di corda) fino ad arrivare alla forcella con la Torre Delago (la torre più a monte delle tre) forcella che è occlusa da un macigno che costituisce un ponte naturale. Da quì con due lunghe doppie (eventualmente spezzabili su ancoraggi intermedi) si scende nei pressi della cengia di partenza.
  • Difficoltà: AD, III+.
  • Sviluppo: 6 lunghezze, per circa 140 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con fittoni e catene. In via pochi chiodi, integrabili con nut/friend.
  • Esposizione: est, sud-est.
  • Tipo di roccia: dolomia
  • Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno con bel tempo (attenzione alla quota!).
  • Tempo salita: 2h00
  • Primi salitori: G. Stabeler, H. Helversen, 16/07/1892.
  • Riferimenti bibliografici: Bernard A., Catinaccio, Edizioni Mediterranee, 1996
  • Cartografia:
    • Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada, scala 1:50.000
    • Meridiani Montagne, Catinaccio, scala 1:30.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II+, III-: nella prima lunghezza si sale ad una cengia della Torre Winkler, da cui poi si attraverserà poi alla Torre Stabeler. Dalla sosta traversare verso destra, salire un breve muretto, e seguire una specie di canale articolato verso destra, lasciando a sinistra la parete compatta. Chiodo. Più sopra, continuando a salire in obliquo verso destra, delle clessidre. In vista della cengia della Torre Winkler traversare un po' a sinistra ove più agevole e uscire infine verticalmente alla cengia, ove si trova la sosta.
  • Lunghezza 2, II: attraversare a sinistra (viso a monte) moschettonando un anello di calata. Attraversare l'intaglio con la Torre Stabeler ove più agevole, giungendo così su questa torre. Sulla Stabeler risalire dapprima a destra, mirando ad una sosta con catena e fittoni, ove sostare. Volendo si può concatenare questa lunghezza con la successiva, ottenendo però un tiro di quasi 60 metri, con relativi problemi di attrito.
  • Lunghezza 3, III, III+: dalla sosta a sinistra in obliquo raggiungendo la base di un evidente pilastro appoggiato (anello di calata, da rinviare). Risalire nel diedro formato dal pilastro e dalla parete: dove il pilastro si stacca, ci si può incastrare anche dietro (chiodo) per uscirne poco più sopra, e continuare a salire con tecnica di diedro fino alla sommità del pilastro. Da quì sulla parete di destra, più semplice, con percorso non obbligato: si può per esempio salire un po' a destra, verso uno strapiombo, che si evita poi a sinistra, raggiungendo così l'ampia cengia con la sosta successiva.
  • Lunghezza 4, II, III: traversare orizzontalmente a sinistra (facile) per cinque/sei metri, salendo poi in obliquo ad un muretto (cordone in clessidra). Da quì il percorso non è obbligato: si può salire rimanendo abbastanza a sinistra, seguendo una netta fessura ben proteggibile, uscendone a destra in parete nei tratti meno agevoli. Al termine di questo tratto si arriva ad una cengia e alla sosta su anelli. Rispetto al cordone si può comunque anche salire tranquillamete più a destra.
  • Lunghezza 5, II, III: spostarsi a sinistra e salire per facili rocce con percorso libero, fino alla base di un muretto più verticale, che si sale seguendo un evidente fessura. Comoda sosta su cengia.
  • Lunghezza 6, III+, II, III+: spostarsi a sinistra di alcuni metri, scendendo leggermente: un po' esposto. Salire superando un leggero strapiombo con un'ampia spaccata (da sotto non sembra strapiombante!). Più sopra le rocce si abbattono un po': proseguire cercando il terreno più semplice, spostandosi a sinistra, ove si segue uno spigolo fino a dove questi si raddrizza (chiodo). Entrare nell'intaglio a sinistra, alzarsi in spaccata nell'intaglio stesso, e passare quindi sulla parete di sinistra (rispetto al senso di salita). Risalire la parete direttamente o obliquando un po' a sinistra su grossi buchi, fino a sbucare in cima. In questo tratto è possibile proteggersi in un buco con un friend medio-grosso. Sosta.
  • Note: salita durante l'ultima uscita del Corso Base di Alpinismo 2006, sotto qualche fiocco di neve... ma in cima si è aperto, regalandoci una magnifica vista. Qualche foto è del giorno dopo: giornata fredda ma limpidissima!
    Con le dovute cautele per ambiente, quota, esposizione, la via è consiglibile anche a principianti con un minimo di esperienza.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 8 ottobre 2006.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.