Val Ferrera (m.1500) - cascata I risalti dell'Alpe Nursera
Dettagli
- Accesso stradale: con l'autostrada Como-Chiasso-San Gottardo raggiungere Bellinzona Nord e da lì seguire le indicazioni per San Bernardino. Dopo San Bernardino un lungo tunnel porta ad Hinterrhein. Proseguire per Coira/Chur e poi svoltare a dx per la Val Ferrera. Proseguire nella valle fino al paese di Auserferrera, dove si trova un comodo parcheggio a sx.
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Avvicinamento:
dal parcheggio (cascata ben visibile sul versante opposto della valle) tornare verso valle circa 100 metri e seguire poi a sx (faccia a valle) le indicazioni di sentiero per l'Alpe Nursera. Si supera in breve un ponte, e poi altri tre ponticelli. Ora non prendere per il sentiero che sale verso sx, ma continuare in falso piano verso dx per altro sentiero. Il sentiero poi sale, ma traversando a dx si riesce a raggiungere il canale dove si trova il greto del torrente che scende dai pendii sotto la cascata. Risalire il greto fino ad arrivare al pendio che porta direttamente alla cascata.
In alternativa, invece di andare a dx verso il canale, si continua ancora per sentiero che sale sul dosso boscoso sulla dx idrografica del canale, fino ad individuare un punto che permette di scendere nel canale stesso; attenzione a scegliere il punto adatto, perché ripido. Noi siamo scesi arrivando nel canale circa 100 metri prima del pendio che porta alla cascata.
Comodo fermarsi sulla dx.
Tempo circa 1h. - Attacco: circa al centro della cascata, ma è salibile in vari punti.
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Discesa:
con due doppie:
- dall'ultima sosta su albero cordonato con maillon direttamente fino al muro centrale della cascata, dove si deve attrezzare una abalakov. In questo tratto fare molta attenzione alle stalattiti che si trovano nella discesa, si rischia di romperle e di farle cadere su altre persone. Forse meglio cercare di attrezzare l'abalakov verso la parte dx del muro (faccia a monte);
- dall'abalakov direttamente alla base della cascata.
In alternativa, dal termine della cascata dovrebbe essere possibile scendere a piedi sulla dx idrografica, ma in questo caso non si ripassa dalla base della cascata (soluzione non verificata).
- Difficoltà: 4+/III.
- Sviluppo: 150 metri.
- Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio, materiale per abalakov.
- Esposizione: est.
- Tempo salita: 3h00/4h00 a seconda della linea di salita e dell’allenamento.
- Primi salitori: T.Bischof
- Riferimenti bibliografici: Sertori M., Ghiaccio Svizzero, Edizione Versante Sud
- Relazione
- Lunghezza 1, 80° discontinuo, circa 40 metri: salire circa in centro alla cascata (varie possibilità), con qualche saltino verticale. Si arriva su una cengia nevosa alla base del successivo muro verticale, dove si sosta su ghiaccio.
- Lunghezza 2, 85°-90°, circa 35 metri: salire il muro verticale, obliquando man mano verso dx, fino al termine del muro, per sostare a dx vicino a delle rocce, sosta su ghiaccio. Abbiamo trovato ghiaccio molto lavorato.
- Lunghezza 3, 80°, tratti 90°, 40 metri: salire sul margine dx della cascata, per bei saltini tecnici e non banali, arrivando a sostare su ghiaccio vicino a delle rocce strapiombanti sotto il salto finale.
- Lunghezza 4, 70°-80°, tratto a 90°, 35 metri: salire a sx, traversare a sx per evitare un salto stalattitico, salire poi per bellissime conformazioni a gradoni da aggancio, per poi continuare a sx per diedro vicino alla roccia. Traversare leggermente a dx e uscire direttamente per breve salto verticale fino alla sosta su pianta con cordoni.
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Note:
la lunghezza e l'inclinazione dei tiri è indicativa; possibile salire la cascata in vari punti. La descrizione è per le condizioni trovate al momento della ripetizione.
Cascata veramente molto bella, in un ambiente da favola. E' contornata da rocce giallastre che rendono il posto ancora più accattivante.
La cascata prende il sole abbastanza presto, quindi occorre una bassa temperatura per affrontarla. Sono presenti infatti parecchie stalattiti che incombono sulla testa... - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 1 febbraio 2015 con Emanuele Nughi Nugara e la cordata Paolo Paldi Morelli - Guido Carnevali.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.