Val Travenanzes (m.1600) - cascata Belvedere

Val Travenanzes (m.1600) - cascata Belvedere

Dettagli

  • Accesso stradale: arrivando da Cortina, seguire la strada per Dobbiaco. Qualche chilometro fuori dal paese, in corrispondenza del primo evidente tornante che sale verso dx, si parcheggia a sx in un grande slargo sterrato, prima di una stradina che sale. Poco più avanti ci sono dei cartelli indicatori.
  • Avvicinamento: seguire il sentiero che scende verso sx (cartello che indica Val Travenanzes). Si arriva ad una pista di fondo, la si segue brevemente verso dx e poi si devia a sx per il sentiero per la Val Travenanzes. Con saliscendi si arriva al Ponte Alto, che dà su una bella forra, dopo il quale il sentiero piega a sx e continua in salita, fino ad arrivare ad un lungo tratto semi-pianeggiante che porta alla base della grande parete con le colate, a sx (circa 2h con traccia battuta). In caso di traccia non battuta utili sci o ciaspole. (2h00)
  • Attacco: salire il pendio che sale verso la parte sx della parete, fino ad arrivare sotto un conoide di neve ripido, che porta ad un camino con ripidi risalti ghiacciati.
  • Discesa: in doppia. Soluzione seguita da noi, indicazioni faccia a monte:
    • doppia dal mugo dell'ultima sosta, fino alla base dell'ultimo salto;
    • scendere con attenzione il pendio puntando verso sx, fino a trovare un mugo con cordino;
    • doppia fino ad un muretto roccioso attrezzato con due esili clessidre, chiodo e sasso incastrato;
    • doppia fino al canale che si trova a sx del muro di 90°;
    • scendere nel canale fino alla sosta a spit del primo tiro;
    • doppia fino alla base della cascata.
  • Difficoltà: 4+/III.
  • Sviluppo: 300 metri.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio, probabilmente utile qualche friend se si fa il passaggio del buco.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Tempo salita: 4h00.
  • Primi salitori: Mario Vielmo, Guido Casarotto, 1996.
  • Riferimenti bibliografici: Cappellari F., Ghiaccio verticale, Ideamontagna Edizioni.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 70°, tratto a 90°, 40 metri: salire per primo tratto nevoso a 70° fino ad un saltino da superare, per entrare in una forra. Si raggiunge un altro saltino a sx che porta alla base di una candela verticale. Salirla ed uscirne a sx, poi per altro breve tratto si esce su una cengetta terrosa e piena di sassi (attenzione!), da cui attraversare a sx, per poi scendere alla sosta a spit che si trova un paio di metri sotto, allo sbocco della forra. Tiro molto delicato e tecnico, attenzione agli attriti delle corde, per il secondo risulta esposto l'ultimo tratto. Si arriva così alla grande cengia nevosa.
    Più facilmente, senza salire tutta la candela, quando possibile si attraversa a dx per entrare in un grottino formato da un grosso masso incastrato. Da lì si riesce ad uscire per un buco che porta direttamente alla sosta (passi di III+ su roccia, soluzione non verificata).
  • Lunghezza 2, neve a 30°-40°, 100 metri: salire per facile pendio nevoso fino ad arrivare al successivo salto. Qui è possibile salire immediatamente un breve salto e poi attraversare a dx fino alla base del successivo (soluzione non verificata), oppure continuare per canale nevoso fin sotto la direttiva del salto successivo, sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 3, muro a 90° continuo, 60 metri: affrontare il muro successivo, che inizia abbattuto e poi si impenna per diversi metri. All'uscita si arriva su placca abbattuta di neve/ghiaccio, dove si sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 4, neve a 30°, 40 metri: su per placca appoggiata nevosa, tendendo verso dx fino alla base del salto successivo, dove si sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 5, 70°-80°, 60 metri: salire senza percorso obbligato il salto successivo, costituito da due muretti intervallati da una cengia nevosa, con una uscita in una canalino appoggiato. Si arriva ad un altro pendio nevoso abbattuto, e si punta ad un gruppo di mughi verso sx. Sosta su mugo con cordino.
  • Note: ambiente bellissimo, decisamente accattivante. Cascata appagante, anche se con dei tratti discontinui.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 21 febbraio 2016 con Paolo Paldi Morelli e la cordata Massimo Max Camba con Alessandro Pelo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.