Valle di Cogne (m.1350) - cascata Parto Gemellare

Valle di Cogne (m.1350) - cascata Parto Gemellare

Dettagli

  • Accesso stradale: in Valle d'Aosta, seguire il vallone che porta a Cogne. Qualche chilometro prima di Cogne, si trova il Paravalanghe del Lais, dove sale la cascata. Parcheggiare dove possibile. Un buon posto è all'uscita del paravalanghe precedente.
  • Avvicinamento: attraversare la galleria paravalanghe dove parte la cascata. Con attenzione scavalcare il guard rail e scendere verso sx, fino alla candela del primo tiro.
  • Attacco: a dx o sx della candela, a seconda delle condizioni.
  • Discesa: in doppia utilizzando le soste dei tre tiri (3 doppie).
  • Difficoltà: 4/III.
  • Sviluppo: circa 120 metri.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: nord.
  • Tempo salita: circa 2h00.
  • Primi salitori: Azzalea, Bragalenti, Marzone, Ottoz, Peirot, 6/1/1980.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Giglio M., Cascate di ghiaccio in Valle d'Aosta, Tipografia Valdostana
    • Grassi G.C., Cambiolo A., Diamanti di cristallo, Vivalda Editori
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 80°-90°, 20 metri: salire la candela appoggiata al paravalanghe, a dx o a sx, primi metri sul piedistallo, poi circa 10 metri verticali a 90° su ghiaccio molto lavorato. Si esce su terreno orizzontale nevoso, per sostare subito a sx su spit con catena.
    Spostarsi facilmente verso l'evidente salto successivo, circa 50 metri in piano.
  • Lunghezza 2, 80°-85°, 50 metri: salire a sx su muretti verticali, per poi arrivare ad una rampa appoggiata che va verso dx ad una grossa nicchia rocciosa, dove si sosta su spit con catena. E' possibile anche salire più facilmente a dx per parete più appoggiata.
  • Lunghezza 3, 80°-70°, 50 metri: salire sotto una bella volta rocciosa, per un bel saltino da cui si esce verso dx, e continuare poi dritto per rampa appoggiata fino alla sosta a spit con catena a sx al termine delle difficoltà.
  • Note: ambiente poco invitante, causa la strada vicina e il paravalanghe. Adatta nel caso si abbia poco tempo. Primo tiro da non sottovalutare, ultimo tiro bello sotto uno strapiombo di roccia.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 22 febbraio 2015 con Guido Carnevali, Luca Monfro Monfrini, Paolo Paldi Morelli, Remi Scaglioni.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.