Torre delle Giavine o di Boccioleto (m.1050) - via Comune
Dettagli
- Accesso stradale: risalire la Valsesia in direzione di Alagna fino a Balmuccia, e prendere a destra per Rima, Rimasco, Carcoforo. Superare il paese di Boccioleto (da cui la torre è ben evidente, ottimo punto per fotografie), e, in prossimità della frazione San Marco, svoltare a destra in direzione Ronchi (cartello poco visibile). Seguire la strada per tre tornanti e, a metà di un lungo rettilineo, in corripondenza di una casa sulla sinistra e di un masso con antenne televisive (quelle che si mettono sui tetti delle case!) a destra, parcheggiare a bordo strada.
- Avvicinamento: l'attacco del sentiero non è evidente, benchè segnalato da un cartello di legno ("Torre delle Giavine") perchè nel primo tratto attraversa il giardino della casa indicata! Seguire il sentiero che, oltrepassata la casa ed il relativo orto diviene più evidente ed a tratti acciottolato e gradinato (segnavia 145a). Ad un bivio svoltare a destra (indicazioni poco evidenti) e proseguire fino al termine del sentiero, che finisce esattamente ai piedi della torre, sul lato opposto all'attacco della via normale. Salire a destra per rocce un poco esposte fino ad un'ampia cengia, che si segue contornando la torre fino al versante che da verso valle (est). Con qualche saliscendi delicato si arriva ad un terrazzo alla cui sinistra si apre una grotta nettamente squadrata: questo è il punto in cui attacca la via. Gli zaini si possono lasciare alla base, perchè le doppie di calata riconducono a pochi metri da questo punto. (0h40)
- Discesa: a corde doppie, usando le soste della via. 1x20 per scendere dal risalto sommitale; 1x30 metri riconduce alla cengia al termine del tiro della foglia; 1x30 molto esposta, in parte nel vuoto, riconduce all'attacco del tiro della foglia; 1x15 a terra, da cui per sentiero in breve al punto di attacco. Le lunghezze indicate sono approssimative: evitare di cercare di congiungere più doppie.
- Difficoltà: max 4c.
- Sviluppo: 4 lunghezze, per circa 90 metri di sviluppo.
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Attrezzatura:
soste attrezzate con catene, che si usano poi per le calate. In via fittoni resinati disposti non troppo uniformemente: utile qualche dado/friend per integrare le protezioni in loco.
Cfr. note in calce per aggiornamenti. - Esposizione: est.
- Tipo di roccia: solido gneiss, caratterizzato da placche, tacche, nette fessure e lame.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: E. Castiglioni, C. Negri, ottobre 1935.
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Riferimenti bibliografici:
- Borelli D., Manoni F., Pellizzon M., Arrampicate Sportive e Moderne in Ossola e Valsesia, Edizioni Versante Sud, 2003
- Grassi Gian Carlo, 90 Scalate su Guglie e Monoliti, Istituto Geografico De Agostini, 1987
- Cartografia: Kompass, foglio 88 - Monte Rosa - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 4a: salire appena a destra dell'imbocco della grotta, raggiungendo un terrazzo alla base di un canalino erboso, con una sosta sulla destra costituita da due fittoni. Risalire il bordo sinistro del canalino, abbastanza verticale, e con alcuni passi non semplici, fino a quando non è possibile traversare a sinistra su un'ampia placca. Risalire la placca spostandosi progressivamente verso il suo bordo sinistro, fino ad un breve tratto più verticale che consente di arrivare a due fittoni vicini (passo delicato) che costituiscono la sosta di una via che prosegue verticalmente. Da questa sosta traversare orizzontalmente (esposto ma semplice) fino ad una pianta, salire leggermente e sostare comodamente alla base di un diedro-canale su catena (usata poi nelle calate).
- Lunghezza 2, 4a: salire direttamente il diedro-canale, ben fessurato, arrivando dopo alcuni metri a dei blocchi staccati sullo spigolo. Da qui si traversa a destra per il famoso "passaggio della foglia", costituito da una grossa lama verticale, staccata di 30/40 centimetri dalla parete retrostante. Cercando di non trazionare la lama... usarla per traversare al suo esterno (esposto ma in realtà semplice) e salire poi sulla lama dove diventa più larga (fittone sulla parete retrostante). Da quì salire sulla parete di fronte traversando verso destra e poi in verticale per alcuni metri (fittoni) su ottimi appigli e appoggi (praticamente dei netti gradini). Traversare poi in obliquo verso sinistra fino a raggiungere un'ampia cengia, che si segue per alcuni metri fino alla sosta su catena. Tiro lungo e tortuoso, attenzione allo scorrimento delle corde!
- Lunghezza 3, 4c: dalla sosta salire direttamente per una fessurina verticale (probabilmente il passo più difficile della via) e seguire poi verso sinistra una spaccatura con percorso logico ed evidente. Il tratto successivo segue una bella ed articolata fessura che porta progressivamente fino allo spigolo, che si oltrepassa, passando sulle placche appena alla sua sinistra. Proseguire mantenendosi vicino allo spigolo (eventualmente utile un friend per proteggere il superamento di un risalto) fino alla comoda sosta.
- Lunghezza 4, 3c: breve lunghezza per raggiungere la cima: salire per placca non difficile spostandosi poi a destra (fessura per eventuale protezione) fino ad un fittone (delicato) salendo quindi ad un terrazzo. Da qui è possibile salire direttamente in vetta (passo da proteggere) con alcuni movimenti atletici. Probabilmente questo ultimo tratto si può aggirare più semplicemente da sinistra (soluzione non verificata). Sosta, la vetta è un paio di metri più alta. Scatola metallica con libro di vetta.
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Note:
la lunghezza della foglia è veramente spettacolare, ed un pochino impressionante...
Aggiornamento dicembre 2007: informazioni recenti ci avevano riferito di una recente richiodatura (settembre 2007). Ulteriori informazioni (dicembre 2007) ci riferiscono che tale chiodatura è stata rimossa, e che dovrebbe essere quindi stata ripristinata la situazione descritta nella relazione. Non possiamo che consigliare una dotazione di nut e friend, per far fronte ad ogni evenienza... - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 15 maggio 2005.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.