Weissmies (m.4023) - cresta Nord Est

Weissmies (m.4023) - cresta Nord Est

Dettagli

  • Accesso stradale: dal passo del Sempione scendere in Svizzera, fino a Briga, seguire poi le indicazioni in direzione Sion fino alla città di Visp.
    Da Visp svoltare in direzione di Sass Fee-Zermatt fino a giungere all'abitato di Stalden. Passato l'abitato svoltare a sinistra direzione Saas Fee fino a raggiungere Saas Grund (circa 60Km dal passo del Sempione) e dirigersi agli impianti di risalita, dove si parcheggia l'auto.
  • Avvicinamento: da Saas Grund prendere tutti gli impianti di risalita fino all'arrivo posto in località Hohsaas (A/R 35.50 ChF), dove si trova l'omonimo rifugio privato.
    In alternativa si può utilizzare solo il primo troncone della funivia fino a Kreutzboden, da cui per comodo sentiero, in circa 30 min, si raggiunge la Weissmies Hutte di proprieta SAC (in questo caso contare il giorno successivo almeno un ora in più per la cima - possibilità non verificata). Informazioni su prezzi e corse degli impianti su http://www.hohsaas.ch/
  • Attacco: risalire l'ampio sperone roccioso posto subito sopra la capanna Hohsaas fino a raggiungere il ghiacciaio alla base della cresta. Da qui, ramponi ai piedi, effettuare un lungo traverso verso sinistra (faccia a monte) fino al Lagginjoch. Risalire dal ghiacciaio al colle per sfasciumi: a destra del colle parte cresta che porta in cima alla Weissmies.
  • Discesa: il ritorno a valle avviene per la via normale di salita (cresta Sud-Ovest, generalmente super pistata per la quantità immane di gente che sale da questo versante (abbiamo contato così ad occhio almeno 50 persone nella sola giornata di domenica).
    Considerando che il ritorno avviene generalmente dopo mezzogiorno, prestare particolare attenzione sia alla neve molle sia alla parte terminale del ghiacciaio, caratterizzata da numerosi crepacci alcuni dei quali anche molto grossi e profondi.
  • Difficoltà: III e IV, forse qualche passaggio di IV+ (protezioni in loco).
  • Sviluppo: dalla Hohsaas al Lagghijoch circa 300m, dal colle alla vetta circa 550 m, la cresta presenta uno sviluppo di oltre 2 Km.
  • Attrezzatura: materiale da ghiacciaio (piccozza e ramponi), molti cordini per rinviare sugli spuntoni, utili anche qualche friend e dei nuts medio piccoli da usare come protezioni intermedie.
    Avendo una picozza martello volendo potreste portarvi qualche chiodo (noi li avevamo ma non li abbiamo usati).
    Portare inoltre 4-5 rinvii perchè nei passaggi chiave sono stati sostituiti i vecchi chiodi degli apritori con degli spit (volendo potreste sempre farveli con cordini che avete dietro).
  • Esposizione: nord-est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate, da affrontare con condizioni meteo sicure.
  • Tempo salita: dalle 5 alle 7 ore partendo dal rifugio Hohsaas.
  • Primi salitori: W.H.Paine & signora con T.Andermatten e Zurbriggen, 25 agosto 1884.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Cartografia:
    • Cartina CNS svizzera 1329 Saas - Scala 1:25000
    • Cartina CNS svizzera 1309 Simplon - Scala 1:25000
    • Carta turistica Kompass n°117 Zermatt-Saas Fee - Scala 1:50.000
  • Relazione: dal colle si segue il filo di un lungo sistema di placche strapiombanti sul versate est, poi si scollina sul versante ovest dove si affrontano alcuni passagi di IV su una grossa placca (prima foto): il passaggio è facilitato dalla presenza di uno spit e alcuni chiodi per proteggersi durante la progressione.
    Si risale la cresta ancora per circa 300m e poi il pendio si addolcisce giungendo a quota 3722m.
    La cresta cambia ora orientamento (seconda foto) e si procede per sfasciumi rimanendo sotto il filo della cresta dal versante est, si percorre un piccolo tratto in discesa.
    Si rincomincia poi nuovamente a salire e l'itinerario presenta una parte più tecnica: la cresta diventa ora molto stretta e ricca di gendarmi. Meglio superare tutti i gendermi per la vetta (III-IV), eccetto uno strapiombante che si aggira sul versante ovest giungendo a quota 3830m (presenza 3-4 chiodi nel passaggio chiave più esposto). Si attraversa poi una grande gobba di roccia (che noi abbiamo trovato parzialmente ricoperta di neve) e gli ultimi saliscendi, aggirando o affrontando direttamente gli ultimi spuntoni di roccia, conducono all'inizio della cresta nevosa sommitale.
    Seguendo la facile cresta nevosa, prestando particolare attenzione alle grosse cornici che strapiombano verso est, si giunge infine alla vetta (4023m).
  • Note: una lunga galoppata su una cresta di ampio respiro che regala grosse soddisfazioni a chi la percorre: itinerario completo con roccia e ghiaccio, piuttosto esposto nella seconda parte prima della gengiva nevosa (superamento dei gendarmi).
    Traversata di notevole impegno fisico soprattutto per la lunghezza e la quota dell'itinerario. Le difficoltà tecniche non sono alte ma assolutamente non sottovalutabili: bisogna ricordare che ci si muove attorno ai 4000m, in un ambiente severo, procedendo quasi interamente in conserva. Ricordarsi poi (particolare non trascurabile) che avete un paio di scarponi ai piedi e non un bel paio di scarpette da arrampicata, e che la sensibilità ai piedi è decisamente diversa...
    La parte finale, nevosa, richiede padronanza e passo sicuro su terreno alpinistico.

    Dato che si arriva il primo giorno al rifugio Hohsaas con gli impianti di risalita, consigliamo vivamente di portarsi dietro la tenda e bivaccare in vicinanza del vecchio rifugio: i gestori chiedono ai soci CAI un onestissimo prezzo di 35 Chf (circa 25 euro) per il solo pernottamento in camerata, garantendo un trattamento alquanto sgarbato e utilitaristico.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti e Matteo Colombo, agosto 2008.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.