Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Anabasi
Dettagli
- Accesso stradale: da Barzio (Lecco) raggiungere in auto la funivia per i Piani di Bobbio, parcheggiando nell'ampio piazzale (a pagamento e strapieno in inverno, con neve, quando sono in funzione gli impianti dei piani di Bobbio).
- Avvicinamento: scendere in fondo al parcheggio e inoltrarsi nel bosco verso destra per sentiero (indicazioni per l'accesso alle palestre dell'Angelone). Seguire il sentiero e salire verso destra seguendo le indicazioni per il "Quarto Sperone". Dopo svariati sali e scendi si arriva alla base di una rampa rocciosa dove attacca la via. (0h20)
- Attacco: triangolo giallo verniciato sulla roccia in corrispondenza dell'attacco.
- Discesa: dal punto di arrivo si sale per poche decine di metri imboccando poi un sentierino che scende sulla destra e riporta al parcheggio. Tutto il tracciato è ben segnato con strisce bianche e rosse. Consigliate pedule da escursionismo. (0h30)
- Difficoltà: max VI (5c).
- Sviluppo: circa 11 lunghezze, 280 metri. Alcune lunghezze sono unibili in un unico tiro.
- Attrezzatura: via richiodata ad inizio millennio a fittoni resinati, nell'ambito dei lavori di pulizia e riattrezzatura di tutta la zona dell'Angelone. Alle soste si trovano di solito due fittoni da collegare. Non è comunque una falesia, la chiodatura è spesso "lunga", e qualche friend medio/grosso, oltre a qualche cordino, possono essere molto utili. Casco indispensabile, specie in presenza di altre cordate.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d'estate.
- Tempo salita: 3h00/3h30.
- Primi salitori: Don Agostino Butturini, Aldo Brumana, Stefano Longhi, Paolo Belgeri, 1980.
- Riferimenti bibliografici: Savonitto A., La Chiusa della Valsassina, 1999 - (schizzo dettagliato)
- Cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
- Relazione
- (nota: lunghezze dei tiri e difficoltà riprese dalla relazione indicata)
- Lunghezza 1, 4c, 25 metri: salire la rampa abbattuta fino alla base di uno sperone. Traversare a destra per alcuni metri giungendo ad una piazzola con alberi. (E' anche possibile evitare questa lunghezza salendo a destra fino alla partenza del tiro successivo).
- Lunghezza 2, 5a, 25 metri: salire per placca e diedro-camino seguendo la fila di resinati più a sinistra: difficile per circa 5/6 metri, aiutarsi con il diedro. Più sopra la roccia diviene un po' più rotta. Sosta a sinistra su fittoni o alberi.
- Lunghezza 3, 4b, 25 metri: salire leggermente a destra, poi ritornare un po' a sinistra e proseguire dritti per placca: le protezioni non sono vicine ma, con attenzione, si riescono a raccordare con buchi, maniglie e lame, spostandosi un poco a sinistra e destra rispetto alla linea di salita.
- Lunghezza 4, 4a, 25 metri: salire per lama fino ad una rampa sotto uno speroncino: la via lo aggira a sinistra, ma, con difficoltà e chiodatura analoghe (è più semplice di quanto sembri: maniglie nascoste!) lo si può superare anche a destra. Salendo a sinistra si trova un fittone subito al'inizio, cui segue una netta fessura verticale da seguire fino all'altezza di un sasso incastrato. Da quì (o anche poco prima) deviare in orizzontale a destra (visibile un fittone), facendosi largo nella vegetazione e proseguire poi in verticale fino alla sosta.
- Lunghezza 5, 4a, 25 metri: in orizzotale a destra, superando una prima sosta con catena ed arrivando poi ad una sosta su fittoni. Da qui in verticale per vago diedro e poi in obliquo a destra per rocce sempre più articolate e semplici fino ad una comoda sosta sulla parete di sinistra.
- Lunghezza 6, 2, 25/30 metri: lunghezza di raccordo: traversare e abbassarsi un poco per tracce di sentiero e roccette (zona interessata in passato da un frana e ora bonificata). Portarsi alla base di una nicchia (visibile un cordone penzolante) sostando un po' in equilibrio su un albero in parte sradicato. Disponibili quattro fittoni per attrezzare la sosta, ma è sconsigliabile salire più di uno per volta sull'albero.
- Lunghezza 7, 5c, 25 metri: lunghezza chiave della via, molto estetica, impegnativa e continua. Salire nel diedro e superare con difficile movimento verso destra uno strapiombo, fino ad un terrazzino. Da lì seguire tutto il lungo diedro, stando ora a destra ora sinistra, alla ricerca di maniglie e appigli non sempre visibili. Chiodatura distanziata, utile qualche friend medio e grande.
- Lunghezza 8, 5a/4b, 40 metri: a sinistra con traverso delicato che costringe ad abbassarsi e poi a risalire una specie di diedro aperto, da cui si esce a sinistra. Possibile sosta. Proseguire ancora a sinistra e poi dritti su uno sperone con una placca fessurata. Sosta alla base di uno sperone verticale.
- Lunghezza 9, 5a, 30/40 metri: salire a sinistra dello sperone per rocce rotte e sporche. Proseguire poi a destra su una placca liscia fino ad uscire, dopo qualche metro, su una crestina esposta ma semplice, con qualche sasso mobile, che si risale fino al suo termine. Ancora a destra per placchetta di qualche metro fino alla sosta sotto il risalto sommitale (la "patata").
- Lunghezza 10, 2, 15 metri: traversare a destra sotto la "patata" con un semplice tiro di raccordo. Variante: è anche possibile superare direttamente la "patata" con una difficile lunghezza (6b+ o A0 laborioso).
- Lunghezza 11, 4a, 50 metri: proseguire per placchette via via più semplici e poi per cresta elementare. Sosta su fittone resinato o spuntoni.
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Note:
bella via su roccia ottima, tranne qualche tratto in alto (la crestina) per altro molto spettacolare.
La zona interessata dalla frana tra le lughezze 6 e 7 è stata da tempo ripulita ed è percorribile senza problemi. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 26 maggio 2001. Revisione a cura di Christian Orlandelli, maggio 2008. Revisione relazione 24 maggio 2021.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.