Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Condorpass

Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Condorpass

Dettagli

  • Accesso stradale: da Barzio (Lecco) raggiungere in auto la funivia per i Piani di Bobbio, parcheggiando nell'ampio piazzale (a pagamento e strapieno in inverno, con neve, quando sono in funzione gli impianti dei Piani di Bobbio).
  • Avvicinamento: scendere in fondo al parcheggio e inoltrarsi nel bosco verso destra per sentiero (indicazioni per l'accesso alle palestre dell'Angelone). Seguire il sentiero e le indicazioni (cartelli) per il "Quarto Sperone". Superato il il terzo sperone (breve tratto in discesa con catene, e transito sotto una placconata caratterizzata da un evidente lamone) si prosegue ancora entrando in breve in un ampio canalone. Avvicinarsi al suo bordo sx (viso a monte) e seguire la ripida traccia di sentiero che lo risale. Arrivare quasi al termine del canale: la via attacca sul suo lato sinistro (viso a monte) poco dopo una folta edera, in corrispondenza di un netto diedro (piazzola alla base). (0h25)
  • Discesa: dal punto di arrivo si prosegue brevemente fino ad imboccare un sentierino (segni bianchi e rossi) che scende verso destra, e riconduce al parcheggio. (0h25)
  • Difficoltà: max 5b.
  • Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 220 metri.
  • Attrezzatura: via chiodata a fittoni resinati. Alle soste due fittoni da collegare o catene. Non è comunque esattamente una falesia, e qualche dado/friend medio/grosso e cordini sono utili e consigliabili, come pure l'uso del casco.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d'estate.
  • Tempo salita: 3h30.
  • Primi salitori: Don Agostino Butturini, Fabio Secchi, Pietro Corti, Stefano Bolis, 1978.
  • Riferimenti bibliografici:
    • https://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/angelone1/angelone1.htm

    • Buzzoni P., Il gruppo di Campelli, Collana di pubblicazione del Parco Regionale della Grigna Settentrionale, Volume n. 7, 2009 - Schizzo discreto, difficoltà e descrizione imprecisa

    • Savonitto A., La Chiusa della Valsassina, 1999 - Schizzo dettagliato ma un po' confuso

  • Cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
  • Relazione
  • (Difficoltà desunte incrociando i riferimenti bibliografici indicati)
  • Lunghezza 1, 5b: risalire il diedro, verticale, ma ben appigliato. Al suo termine fittone resinato nascosto a sinistra, sul bordo di una placca, che si può superare direttamente fino in sosta, o aggirare con percorso più semplice da destra o sinistra. D'inverno questa lunghezza rimane completamente in ombra, ed è quindi molto fredda. Si torna al sole una volta giunti in sosta.
  • Lunghezza 2, 4b: non salire in verticale (fittone visibile) ma scendere a sinistra fino alal base di una placca (fittone) e rislire poi per diedro erboso superando uno spigolo (fittone) fini alla sosta. Lunghezza breve.
  • Lunghezza 3, 5b: si risale una fessura sopra la sosta (fittone) cui segue un poco a destra una placca compatta (fittone, fessura orizzontale e poi fittone). Salire quindi su un masso e superare (fittone) un gradino strapiombante andando a sostare alla base di una placca.
  • Lunghezza 4, 5a: la lunghezza più bella della via: dalla sosta traversare a sinistra orizzontalmente entrando in un ampio canale che si risale per placche magnficamente lavorate per 10/15 metri. Traversare quindi a sinistra a prendere una netta ed ampia fessura (eventualmente utile un friend grosso), su cui ristabilirsi con un movimento non semplice (possibilità di sosta, due fittoni). Continuare a traversare a sinistra lungo la fessura che diviene poi una lama tagliente, da usare in opposizione, sfruttando alcuni buchi per i piedi. Risalire un diedrino erboso e verticale, uscendone poi a sinistra. Per placche abbattute verso destra fino alla sosta. Lunghezza molto estetica, non difficile, ben proteggibile a nut e friend per chi decidesse di non usare i fittoni resinati.
  • Lunghezza 5, 4c: salire la netta (e non semplice) fessura posta sopra la sosta: abbastanza verticale e continua. Seguono poi tratti abbattuti verso sinistra fino alla sosta posta alla base di un netto camino.
  • Lunghezza 6, 5a: risalire il camino (due fittoni a sx, e più sopra uno a dx) uscendone a destra su grosse maniglie. Proseguire per placche fino ad un muretto verticale (fittone) superabile direttamente (poco protetto) o aggirabile con percorso logico da destra. Sosta alla base di una placca verticale.
  • Lunghezza 7, 5b: a sinistra, salire una spaccatura con movimenti difficili, cui segue una placca. Dove la placca si raddrizza è possibile proseguire direttamente: placca, fessura, placca fino alla base di un muretto strapiombante che si supera direttamente. Tratto abbastanza chiodato, protezioni integrabili eventualmente con un paio di friend medi. Segue un diedro di alcuni metri che conduce alla sosta. Il tratto difficile dovrebbe essere aggirabile da destra, per rientrare sulla via poco più sopra (soluzione non verificata).
  • Lunghezza 8, 3: per placca semplice poi sempre più abbattuta. Sosta su un fittone, o proseguire fino al termine della corda e sostare su spuntoni o alberelli.
  • Corde in spalle proseguire per roccette fino all'inizio del sentiero di discesa (a dx del senso di marcia).
  • Note: prima lunghezza in ombra, e quindi gelida d'inverno. Il resto della via è invece ben esposto al sole, tranne il camino, che è però di pochi metri.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 8 dicembre 2001. Revisione relazione da una ripetizione del 9 aprile 2022 con Angelo Baldizzone.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.