Pizzo Badile (m.3308) - via Stella Retica

Pizzo Badile (m.3308) - via Stella Retica

Dettagli

  • Accesso stradale: da Milano verso la Valtellina, alla fine della nuova superstrada che supera Morbegno, all'altezza di Ardenno dopo il ponte ad archi, svoltare a sx e seguire le indicazioni per Val Masino. Superato Cataeggio, Filorera e S. Martino, salire fino al termine della provinciale, raggiungendo i Bagni di Masino (m. 1172). Il primo piccolo parcheggio sulla sx dove c’è la piazzola del bus non è a pagamento; il parcheggio dopo il ponticello è a pagamento.
  • Avvicinamento: dal parcheggio proseguire lungo la strada che costeggia gli edifici dei Bagni fino ad una radura con paline indicative, seguire a dx l'indicazione per il rifugio Gianetti e salire il sentiero nel bosco. Raggiungere l'Alpe Corte Vecchia e successivamente le Termopili, una caratteristica strettoia tra due grossi massi. Proseguire ancora nel bosco fino ad una grande cascata. Oltrepassarla e raggiungere il grande altipiano detto il Pianone. Superare un ponte e proseguire su un ripido sentiero rimontando sulla sx un costone roccioso. Proseguire ancora per il sentiero intervallato da alcune placche di roccia e raggiungere un grosso ometto di pietre. Proseguire ancora per dossi e pietraie fino al rifugio a quota 2534 metri. (3h00)
    Dal rifugio Gianetti, seguire il sentiero verso il rifugio Allievi Bonacossa e lasciarlo poco dopo per gande, sassoni e placche puntando al catino sotto il Pizzo Badile e la Punta Sertori. Sotto la parete, puntare a dx dove il nevaio è più basso e poco pendente.
  • Attacco: noi abbiamo attaccato la via dove il nevaio è più basso (come indicato nell’avvicinamento) e facendo il primo tiro descritto.
    La via vera e propria attacca 80 metri a destra della Molteni. Alla sosta, alla fine del primo tiro, c’è la scritta "SR": Stella Retica.
  • Discesa: in doppia sulla via fino all’undicesimo tiro. Oltre, uscire in cresta; seguirla a ovest fino alla cima e scendere dalla normale come di seguito indicato.
    Dalla vetta scendere per il versante italiano seguendo un'evidente traccia, fino a quando si trova un anellone di calata. Eventualmente trascurarlo e scendere ancora in arrampicata in uno stretto canale (passi di II/III) fino all'anellone successivo (qui a sx dell'anellone-faccia a monte, non visibile c'è una sosta a spit che si può usare per calarsi con 5 doppie, quasi tutte lineari tranne la prima; soluzione non verificata):
    • calarsi dall'anellone per placca (circa 40 metri) fino al successivo anellone;
    • calarsi ancora fino ad una buona traccia verso dx (faccia a valle);
    • proseguire a destra sulla cengia (faccia a valle) per circa 20 metri fino al suo termine;
    • 2 calate dall'anellone e si  raggiungere una  cengia con sosta su cordoni. 
    • calarsi ancora per 40 metri fino ad una cengia, evitare di infilarsi nel canale detritico;
    • traversare a destra sulla cengia (faccia a valle) ma fare attenzione perchè ad un certo punto va lasciata (scende verso un canalone infido) per prendere un'altra traccia visibile a destra, presente freccia sbiadita e ometto più sopra;
    • continuare su questa nuova traccia con roccette, scendere un ripido canalino e raggiungere la croce Castelli-Piatti, (calata attrezzata alla sua base);
    • calarsi da sotto la croce; calata corta, basta una corda, raggiungere l'anellone inferiore compiendo un largo giro a sinistra (faccia a valle);
    • un'altra calata lunga porta alla base della parete (circa 1h50)
  • Difficoltà: 6a (5c e A0) - S2
  • Sviluppo: circa 500 metri la via, più 200 metri di cresta fino in vetta.
  • Attrezzatura: normale dotazione alpinistica; 8-10 rinvii, nut e friends fino al 2BD.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 5h00/6h00.
  • Primi salitori: A. Bianchi , L. Arigoni, C.Furtwangler, C.Bianchi  2013.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 3b, 40 metri: dalle rocce dove il nevaio è più basso andare a sx per gradoni (passi di III/IV) fino alla sosta con la scritta “SR” stella retica. In assenza del nevaio è possibile attaccare sotto la verticale della prima sosta salendo per gradoni (soluzione non verificata).
  • Lunghezza 2, 5b, 45 metri: salire, senza percorso obbligato, le rocce rotte sovrastanti la sosta fino ad un muretto fessurato verticale. Senza rimontarlo obliquare a dx per fessurine fino al gradino di sosta.
  • Lunghezza 3, 5c, 35 metri: salire verticalmente qualche metro, quindi traversare decisamente a sx in piena placca fino al termine; rimontare il gradino sovrastante. Proseguire più facilmente fino alla sosta.
  • Lunghezza 4: tiro di collegamento: traversare in orizzontale verso sx per 40 metri puntando alla parete principale fino alla sosta costituita da 1 spit (integrabile con friend) con scritta “SR”. Attenzione a non muovere sassi.
  • Lunghezza 5, 5c, 50 metri: andare a dx in piena placca e poi, più facilmente, proseguire sempre in placca fino alla sosta posta all'inizio di una rampa che sale verso sx – 6a (5b e A0), 50 metri. Oppure seguire la fessura più a sx, che borda la placca, fino al suo termine (1 chiodo) e proseguire a dx in placca fino alla sosta – 5c, 50 metri.
  • Lunghezza 6, 5b, 45 metri: seguire la rampa di sx fino al suo termine, quindi risalire il muretto fessurato a dx e successivamente obliquare a sx puntando al diedrino. Rimontarlo e giungere più facilmente in sosta.
  • Lunghezza 7, 5c+, 45 metri: superare la placca sovrastante e, appena possibile, doppiare lo spigolino a sx. Proseguire verticalmente per diedri fino ad una protezione sullo spigolo da cui si traversa decisamente a dx alla sosta.
  • Lunghezza 8, 5b, 50 metri: salire verticalmente per fessure e placche.
  • Lunghezza 9, 5b+, 45 metri: risalire il diedro a dx e traversare in placca. Proseguire verticalmente uscendo dallo speroncino verso dx e, continuando per gradoni, raggiungere la sosta contro la parete verticale che contraddistingue l'ultimo tratto della montagna.
  • Lunghezza 10, 5a, 20 metri: seguire la cengia a sx fino contro la parete, quindi risalire il muretto a sx del diedro fino in sosta.
  • Lunghezza 11, 5c, 25 metri: rientrare nel diedro a dx e, con arrampicata entusiasmante, seguirlo interamente superando uno strapiombino e raggiungendo il gradino di sosta. E' possibile unire questo tiro al precedente ma lo sconsigliamo vivamente per il lasco di corda che si potrebbe creare da un’eventuale caduta del primo di cordata. N.B. Da questa sosta è possibile la discesa in corda doppia, se si decide di proseguire è d’obbligo l’uscita in vetta.
  • Lunghezza 12, 5c, 50 metri: risalire il diedro obliquo a sx (solo apparentemente facile) e al suo termine traversare orizzontalmente a sx per placca delicata (5b) e improteggibile (tiro molto esposto).
  • Lunghezza 13, 5c+ (5b e A0) , 25 metri: sopra la sosta, risalire il diedro e spostarsi a dx in placca puntando alla lama rovescia. Con passi faticosi superarla e proseguire verticalmente ad un zona più semplice fino alla sosta. E’ possibile proseguire col tiro successivo fino alla cresta, ma per aiutare/comunicare meglio con i compagni di cordata consigliamo di sostare.
  • Lunghezza 14, IV, 10 metri: risalire la placca sopra la sosta e per gradoni guadagnare la cresta dove si sosta su spuntone.
  • Seguire la facile cresta verso Ovest, passando dal bivacco Redaelli, fino alla vetta. (200 metri)
  • Note: bella salita alpinistica in ambiente superbo, con un po’ più di "pepe" sugli ultimi due tiri. Nonostante tutte le soste siano su due spit (tranne la quarta, su uno solo) e la presenza degli spit in via, non è assolutamente una salita da sottovalutare. La distanza tra le protezioni, integrabili quasi sempre con nut e friend, la lunghezza, la quota e l’ambiente di alta montagna ne fanno sicuramente una via classica-moderna della parete.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Susanna Martinelli, Alessio Guzzetti, Stefano Grizzetti e Olindo Fioretto, da una ripetizione del 12 luglio 2020.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.