Cima di Crap (m.2204) - via W il ciuffetto magico (con varianti)

Cima di Crap (m.2204) - via W il ciuffetto magico (con varianti)

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Schilpario (BG) e da lì prendere la strada per il passo del Vivione. Si segue questa strada lungamente. In inverno la strada è chiusa in località I Fondi, a circa 1200 metri.
  • Avvicinamento: camminare sulla strada chiusa che sale al Passo del Vivione, tagliandola dove possibile con tracce di sentiero. Si arriva ad un ristoro sulla sinistra con pareti rosse, e poco sopra è visibile il rifugio Bagozza. Fino a qui circa 0h45.
    Ora seguire il sentiero che va a destra (lato opposto a quello del ristoro). Inizialmente si trova una strada cementata e poi sterrata. Ad un certo punto, in corrispondenza di una Madonna sulla sinistra, occorre prendere una traccia che si stacca a destra. Continuare per traccia, che costeggia un laghetto coperto di neve. Si risale una costola e quando si è abbastanza in linea con la parete di Cima di Crap si abbandona la traccia e si punta direttamente alla sinistra della montagna. Si traversa poi alla sua base, verso destra (1h15 - totale 2h00 con poca neve)
     
  • Attacco: individuare un breve rientranza nevosa che sale verso le rocce, prima del canale che scende sulla destra della Cima di Crap. Si sosta sulla sinistra, sotto una zona strapiombante.
  • Discesa: i primi salitori sono scesi a destra verso il canale che si trova a destra della montagna, e poi sono scesi per esso. Soluzione non verificata. Si tratta di un canale ripido, che se secco può costringere a delle doppie.
    Altra possibilità è scendere per il canale a sinistra della montagna (canale Nord del Cimon della Bagozza). Soluzione non verificata, potrebbe essere la migliore.
    Discesa effettuata da noi: salire brevemente all’anticima, continuare per crestina, e poi scendere per crestone con roccia delicata, fino ad un intaglio. Ora si traversa e poi, invece di salire, scendere per prati ripidi. Puntare, faccia a valle, verso sinistra ad una lingua di neve che sale. Raggiungerla e salirla. Arrivati quasi ad un colletto, invece di raggiungerlo salire un breve ripido pendio nevoso a sinistra e poi verso destra salire per roccette e toppe erbose. Si arriva ad un colletto, dove a destra si scende verso la Val Camonica (segnavia). Salire invece a sinistra per crestone con traccia, fino alla cima del Cimon della Bagozza, dove si individua il segnavia per la discesa, che si trova poco oltre a destra e porta per ripide tracce al Passo dell’Ortica. Da qui scendere a sinistra il canalone - pendio nevoso della normale, che porta ad una traccia che si ricollega alla traccia dell’andata.
    (3h00/4h00)
     
  • Difficoltà: M3-M4, un breve tratto M4+. Tratti su neve-pendii erbosi a 40-50°.
  • Sviluppo: circa 600 metri.
  • Attrezzatura: serie di nut e friend (usati fino al n°3 BD), martello e qualche chiodo.
  • Esposizione: nord.
  • Tipo di roccia: roccia calcarea a zone friabile, neve, toppe d’erba.
  • Periodo consigliato: salita invernale.
  • Tempo salita: 6h30.
  • Primi salitori: Marco Astori, Yuri Parimbelli, Ennio Spiranelli, 2015.
  • Riferimenti bibliografici: http://www.caibergamo.it/sites/default/files/notiziario/Alpi_Orobiche_91.pdf.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, M4+, 60 metri: salire la breve conoide di neve e attaccare una larga fessura, per poi traversare ad un caminetto a sinistra. Andare leggermente a destra e poi a sinistra a prendere una rampa friabile che porta ad un albero, dove si sosta.
  • Lunghezza 2, M3, poi neve facile, 60 metri: traversare a sinistra e poi salire ad un pulpito, oltre il quale si entra in un grande canale nevoso. Si traversa verso sinistra, e si sosta circa a metà canale, su un alberello.
  • Lunghezza 3, roccette, neve e toppe d'erba, 70 metri: si traversa verso sinistra a raggiungere uno spigolone. Lo si sale fino ad un grosso albero.
  • Lunghezza 4, M3-M4, 55 metri: salire brevemente e traversare a sinistra grazie ad una cornice di neve. Si arriva ad uno spigolo, oltre il quale si entra in un canaletto. Lo si sale fino ad un grosso masso che fa una nicchia. Sosta su masso incastrato e friend.
  • Lunghezza 5, M4, 60 metri: si supera il masso sulla destra e si continua per canale nevoso, arrivando ad un bel diedro di roccia levigata. Lo si sale fino ad una fessura strapiombante con masso incastrato, dove sale la via originale. Noi siamo saliti a sinistra per paretina facile, arrivando ad un albero.
  • Lunghezza 6, M4, 55 metri: salire per placche appoggiate, costeggiando uno spigolo roccioso. Si supera una breve tratto roccioso delicato e poi si continua più facilmente su toppe erbose. Si arriva ad una crestina, dove a destra si trova il canale della via originale, si sta a sinistra e al suo termine si sosta, sosta da attrezzare su roccia friabile.
  • Lunghezza 7, M3, neve, toppe erbose, 60 metri: traversare a sinistra superando un breve saltino roccioso e poi un facile tratto nevoso. Superato un vago spigolo si continua facilmente, in obliquo verso destra, cercando il facile su toppe erbose. Sosta da attrezzare su roccette.
  • Lunghezza 8, M2, toppe erbose, 70 metri: salire ancora cercando il facile tra toppe erbose e brevi saltini rocciosi, in obliquo verso sinistra fino ad un albero.
  • Lunghezza 9, toppe d'erba, circa 100 metri: su in obliquo verso destra, sempre per toppe d'erba, costeggiando poi una crestina e arrivando sulla spalla della montagna, poco sotto l'anticima, a sinistra di un vago canale.
  • Note: la descrizione della via è per le condizioni da noi trovate.
    L’attacco originale della via dovrebbe essere più a sinistra rispetto a quello usato da noi, più diretto rispetto al grande canale nevoso centrale. Inoltre nella parte alta non abbiamo seguito il canale-camino della via, ma siamo stati sui pendii di sinistra, per essere più veloci e per le condizioni pessime della neve. Probabilmente la parte più interessante della via è quella da noi evitata, ma in ogni caso la salita è stata di soddisfazione, in ambiente selvaggio ed inventandoci le soluzioni momento per momento, date le informazioni quasi nulle sulla via.
    Via dalla difficoltà tecnica non alta, ma da rispettare perché a zone delicata.
    L’eventuale discesa in doppia dovrebbe essere possibile nella prima metà, arrangiandosi con gli alberi presenti.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 2 gennaio 2019 con Paolo Morelli e Alessandro Pelanda.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.