Cima Orientale Piazzotti (m.2179) - via Francesca

Cima Orientale Piazzotti (m.2179) - via Francesca

Dettagli

  • Accesso stradale:
    • dalla Valtellina: da Morbegno (SO), salire verso la Val Gerola fino al parcheggio della stazione sciistica di Pescegallo.
    • dalla Val Brembana: da Bergamo seguire e raggiungere Cusio. Continuare in macchina sulla strada che sale ai Piani dell'Avaro fino ad una scalinata sulla sinistra con indicazioni per il rifugio Benigni e passo di Salmurano (località Sciocc, m.1514). Attenzione che l'ultimo tratto della strada è a pagamento (macchinetta all’inizio della strada).
  • Avvicinamento:
    • dalla Valtellina: salire per la strada prima asfaltata, poi sterrata che attraversa le piste da sci fino al rifugio Salmurano. Da lì risalire la pista dello skilift e puntare al passo di Salmurano m.2017. Superare il passo e percorrere il sentiero in costa verso destra che porta al rifugio Benigni. Poco dopo il ricongiungimento col sentiero che proviene dalla bergamasca, alla base di un canale, si trova l’attacco. (1h00/1h15 senza impianti; 0h30 minuti usando la seggiovia).
    • dalla Val Brembana: imboccare la scalinata in cemento e poi proseguire per il sentiero mai eccessivamente ripido. Continuare lungo il sentiero n°108, ci si avvicina velocemente alla Bastionata dei Piazzotti già ben visibile per quasi tutto l'avvicinamento (individuare, come punto di riferimento, il grosso abete alla base del diedro di L5). Si ignora la deviazione che conduce al passo di Salmurano per continuare pochissimi metri in direzione del rifugio Benigni. Rispettivamente sotto l’abete individuato, alla base di un canale, si trova l’attacco. (1h15)
  • Attacco: alla base di un canale appoggiato. Visibile l’abete alla base del quinto tiro.
  • Discesa: seguire il sentiero n°101 e scendere per il canale ripido utilizzato dagli escursionisti. Al suo termine, seguire il sentiero che costeggia la parete e che passa sotto l’attacco della via. Percorrere il sentiero a ritroso.
  • Difficoltà: VI-.
  • Sviluppo: circa 200 metri.
  • Attrezzatura: normale dotazione alpinistica; serie di friends fino al n°3 camalot e nut, 10 rinvii.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: verrucano.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: L. Serafini, A.Panza, S. Presenti, 13/08/1981.
  • Riferimenti bibliografici: Cisana M., Nel giardino di pietra - Arrampicate tra il lago di Como e il Lago d’Iseo.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II, III, 40 metri: attaccare a sinistra del canale risalendo la paretina ammanigliata (tre chiodi) ed al termine spostarsi verso destra dentro il canale. Proseguire lungo il canale fino a giungere in sosta (due chiodi, un fix, cordone e maglia rapida).
  • Lunghezza 2, III, III+, 50 metri: continuare lungo il canale sfruttando la parete di destra fino a giungere alla sosta (due fix) che si trova sempre sulla parete destra. Lungo il tiro: un chiodo.
  • Lunghezza 3, IV+, V+, IV+, 25 metri: spaccare sulla parete sinistra con passo non banale e traversare su placchetta lavorata verso sinistra puntando ad un tettino. Passandoci sotto, aggirare lo spigolo e risalire in obliquo verso sinistra fino alla sosta a spit (due fix). Tiro ben protetto a spit.
  • Lunghezza 4, IV+, 15 metri: a destra della sosta, risalire il diedro-fessura che termina alla base dell'abete. Sosta sull'abete posto alla base del diedro. Lungo il tiro: tre spit.
  • Lunghezza 5, V+/VI-, IV+, 45 metri: risalire il bellissimo diedro fessurato fino al suo termine. Inizialmente più verticale, poi si abbatte un po' regalando un'arrampicata molto bella e divertente. Si sosta al suo termine su un piccolo terrazzino (tre chiodi), alla base di uno strapiombo. Lungo il tiro: un chiodo.
  • Lunghezza 6, V-, V, IV+, 40 metri: spostarsi a destra entrando nel diedro/camino nascosto. Poco prima dello strapiombo uscire a sinistra sullo spigolo (chiodi) e risalirlo. Seguire il pilastrino/fessura fino alla terrazza erbosa sulla quale si sosta (due chiodi). Attenzione agli ultimi, infidi, metri erbosi.
  • Lunghezza 7, III+, III, 40 metri: senza percorso obbligato salire al diedrino e alle successive placchette appoggiate. Continuare facilmente fino al loro termine presso uno spigolino con terrazzino erboso dove si trova la sosta (due chiodi).
  • Lunghezza 8, III, II, 45 metri: dalla sosta in verticale per facili gradoni guadagnando le tracce di sentiero che conducono al pianoro erboso di vetta 15 metri poi 30 metri su tracce di sentiero.
  • Note: via interessante di stampo classico, ben protetta a chiodi e spit. Fare attenzione alla qualità della roccia nei primi due tiri, per il resto terreno molto bello ed entusiasmante.
  • Aggiornamento: relazione a cura Susanna Martinelli, Luca Monfrini, Alessio Guzzetti, Marco Fumagalli, da una ripetizione del 14 agosto 2019.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.