Val Daone (m.1300) - cascata Sogno del Gran Scozzese
Dettagli
- Accesso stradale: da Brescia (uscita Brescia Ovest) percorrere la Valle del Chiese verso Madonna di Campiglio. Presso la località Forti di Lardaro seguire le indicazioni per Daone-Val Daone a sx. Continuare fino alla fine della valle, dove si arriva alla Diga di Boazzo, e si parcheggia alla fine del lago artificiale nei pressi della centrale ENEL.
- Avvicinamento: seguire la mulattiera che in piano costeggia il lago e diventa poi sentiero nel bosco. Si passa di fianco alla cascata Regina del Lago e si continua quasi in piano, fino a seguire delle evidenti tracce che salgono verso la cascata. (0h30 circa)
- Attacco: in corrispondenza della placca ghiacciata appoggiata alla base della cascata.
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Discesa:
indicazioni date con viso faccia a monte.
Con attenzione traversare a dx fino a trovare un albero con cordoni e maillon.- doppia nel salto sotto la pianta, fino ad una cengetta da cui occorre traversare a dx a raggiungere un'altra pianta con cordoni e maillon;
- doppia su pendii nel bosco fino a trovare un albero con cordoni e maillon in obliquo a dx;
- doppia verso il salto verticale a sx della pianta, fino ad un altro albero con cordoni e maillon (bella doppia, in centro ci si trova nel vuoto);
- doppia direttamente alla base della parete.
Da qui scendere nel bosco, puntando a dx (faccia a valle in questo caso), tornando in breve alla base della cascata.
Tempo: circa 0h30 per tornare alla base della cascata. - Difficoltà: 5/III (vedi note).
- Sviluppo: circa 300 metri.
- Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio.
- Esposizione: est.
- Tempo salita: 4h00/5h00 a seconda delle condizioni della via e dell'allenamento.
- Primi salitori: due austriaci durante il primo meeting di arrampicata su ghiaccio della Val Daone, 1979.
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Riferimenti bibliografici:
- Cappellari F., Ghiaccio Verticale, Tamari Edizioni
- Sertori M., Alpine Ice - Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi, Edizioni Versante Sud
- Relazione
- Lunghezza 1: salire la placca ghiacciata (60°-70°), seguita poi da una zona abbattuta e continuare per la successiva placca ghiacciata, stando preferibilmente verso sx dove il ghiaccio è più abbondante (70°). Si esce in sosta a sx su piccolo pulpito (delicato se con poco ghiaccio, sosta su vecchi spit + cordone, 50 metri).
- Lunghezza 2: entrare nella goulotte subito a dx della sosta e seguirla per tratti delicati (l'abbiamo trovata magra) e saltini verticali (70°-90°). A metà tiro si trova una sosta su chiodi vecchi nella goulotte, ma proseguire ancora fino a trovare la sosta a spit a sx, sotto il grande diedro ghiacciato superiore (60 metri).
- Lunghezza 3: salire la placca ghiacciata sopra la sosta (la faccia sx del diedro), fino a sbucare in una zona abbattuta sotto un saltino. Sosta su spit più chiodo, lontani e uniti da un cordone lungo, possibile che risultino coperti di neve (70°, se gli ultimi metri sono magri occorre salire per muro a dx, 90°) (35 metri).
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Lunghezza 4:
salire il muretto successivo (80°), per arrivare ad una zona abbattuta sotto il grande salto. Qui è possibile:
- prendere il muro a dx, dove parte omogeneo su placca e continuare fino alla fine del salto, trovando la sosta a spit in una nicchia leggermente a sx (90°, poi 85°, 55 metri), tiro molto continuo, è necessario partire facendo sosta sotto il grande muro, altrimenti la corda non basta;
- come per il punto sopra, spezzando però il tiro fino ad una evidente nicchia-grottino a sx dove si sosta su spit (85°, 50 metri). Da qui continuare come per lunghezza 5;
- noi siamo saliti direttamente per il muro sotto la nicchia, costituito da ghiaccio difficile da chiodare, a blocchi (psicologico, 90°, 50 metri). Da qui continuare come per lunghezza 5;
- Lunghezza 5: uscire dalla nicchia a dx, traversando qualche metro a raggiungere un vago diedrino e continuare per il successivo muro (pendenza costante a 90° per circa 25 metri, gli ultimi 15 metri pendenza a 80°-85°). Si arriva in sosta a spit in una nicchia leggermente a sx (40 metri).
- Lunghezza 6: salire per muretto a dx della sosta, continuando per salto che si stringe (ai bordi ghiaccio più magro), fino ad uscire dalle difficoltà (sosta su pianta, 55 metri, 80°-90°).
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Note:
abbiamo trovato la cascata in buone condizioni, anche se un po' magra nella goulotte del secondo tiro. La salita è stata facilitata dai buchi lasciati dalle numerose cordate che hanno salito la cascata. Senza questa facilitazione il grado secondo me si alza a 5+.
Cascata fantastica e varia, da affrontare ben preparati soprattutto per il grande muro continuo. Assolutamente da ripetere. Cercare di arrivare presto, la cascata è molto ambita, ed è frequente trovare diverse cordate sulla colata.
Attenzione in caso di abbondanti nevicate per la presenza del canale sovrastante la cascata. Informarsi bene. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione dell'11 febbraio 2012 con Paolo Morelli.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.