Dente dei Camosci (m.2141) - via Andrea

Dente dei Camosci (m.2141) - via Andrea

Dettagli

  • Accesso stradale: da Barzio (Lecco) raggiungere in auto la funivia per i Piani di Bobbio, parcheggiando nell'ampio piazzale (parcheggio a pagamento).
  • Avvicinamento: salire ai Piani di Bobbio con telecabina o a piedi per strada sterrata. (1h30)
    Dalla stazione superiore della telecabina salire al rifugio Lecco. Da qui è possibile ammirare l'imponente bastionata rocciosa del gruppo dei Campelli: a destra lo Zucco Pesciola (m.2056), a sinistra lo Zucco Barbisino (m.1926) e al centro lo Zuccone Campelli (m.2161). Proseguire nel "Vallone dei Camosci", su sterrata lasciando in alto sulla sinistra l’arrivo della seggiovia, poi per sentiero si sale rimanendo sulla destra orografica del vallone, portarsi sotto la bastionata rocciosa e poco prima dell’attacco della ferrata "Mario Minozio" obliquare a destra per ripidi prati e detriti fino alla base dell’evidente parete Ovest del Dente dei Camosci, che rimane a sinistra dei Pilastri dei Campelli. (2h00 da Barzio, 0h30 dalla stazione superiore della funivia dei Piani di Bobbio)
  • Attacco: alla base dell’evidente spigolo sinistro della parete, chiodo con cordone a circa tre metri da terra.
  • Discesa: dalla forcella scendere una decina di metri fino alle catene della ferrata Mario Minozio, da percorrere in discesa per tornare all’attacco della via oppure in salita fino alla vetta dello Zuccone Campelli (dotarsi di set da ferrata con dissipatore). Dalla cima scendere sulla cresta Sud-Ovest superando qualche tratto attrezzato, fino alla Bocchetta dei Camosci, scendere nel "Canale dei Camosci" seguendo qualche ometto di pietre che permette di aggirare qualche salto impegnativo, scendere poi il ghiaione e portarsi al centro del vallone all’altezza della zona con grossi massi, proseguire poi per sterrata fino al rifugio Lecco e successivamente dalla stazione superiore della funivia dei Piani di Bobbio. (1h00)
    In alternativa:
    • dalla S4 raggiungere la sommità del Dente dei Camosci (sosta su spuntone con fettuccia), portarsi verso l’estremità e reperire l’ultima sosta della via "Alex", una doppia di 60 metri con possibile sosta intermedia porta nel canale detritico, scendere poi alla base e tornare all’attacco della via (info da relazione Sassbaloss, soluzione non verificata);
    • dalla S4 percorrere la cengia verso sinistra in leggera discesa fino ad un canalino detritico, risalirlo fino alla forcella a poca distanza dalla ferrata Mario Minozio (raggiunta con la sesta lunghezza. Info da apritori, soluzione non verificata).
  • Difficoltà: V+.
  • Sviluppo: 145 metri.
  • Attrezzatura: chiodatura ottima a chiodi con cordoni e fix nelle prime due lunghezze, poi qualche chiodo e clessidre. Soste da attrezzare su due fix. Utile qualche friend medio piccolo.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: Ivo Ferrari e Federica Maslowsky il 1° Settembre 2019. Dedicata  a Andrea Rupani, storico gestore del rifugio Lecco, prematuramente scomparso nel 2016.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 30 metri: salire per placche e fessure rimanendo a sinistra dello spigolo, raggiungere un pulpito e sostare.
  • Lunghezza 2, IV, V+, IV-, 20 metri: obliquare a destra su placca, poi salire in verticale una fessura diedro ed uscire su una crestina erbosa, sosta comoda sulla sinistra.
  • Lunghezza 3, II, I, 20 metri: salire il canalino erboso a destra della sosta, raggiungere una crestina, superarla e scendere circa due metri portandosi alla base della parete successiva.
  • Lunghezza 4, IV+, III, 30 metri: salire il muro verticale fessurato (clessidra con cordone), non seguire il canalino a sinistra, ma proseguire in verticale su muro appigliato, poi per gradoni fino in sosta (2 fix collegati da un cordone).
  • Lunghezza 5, III, 25 metri: in verticale per balze e gradoni rocciosi fino ad una cengia detritica. Sosta da attrezzare su due vecchi chiodi.
  • Lunghezza 6, III, 20 metri: (variante d’uscita): traversare orizzontalmente a sinistra, salire sullo sperone roccioso arrotondato e proseguire il traverso su placca appigliata senza perdere quota fino a raggiungere una forcella. Sosta da attrezzare su spuntone. Lunghezza completamente da attrezzare (rinviare una solido spuntone all'inizio ed eventualmente posizionare un nut piccolo in uscita dal traverso).
  • Note: bella via piuttosto recente che sale per placche, diedri fessurati e muri articolati di roccia ottima. Durante la nostra ripetizione l’abbiamo ripulita da qualche appiglio instabile.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un’ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 18 giugno 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.