Gran Sasso, Corno Piccolo (m.2655), Corno Piccolo, Il Monolito, via Di Federico - De Luca
Dettagli
- Accesso stradale: vedi monografia "Gran Sasso, primi passi sulla roccia lunare"
- Avvicinamento: vedi monografia "Gran Sasso, primi passi sulla roccia lunare"
- Attacco: raggiunta la cengetta alla base della parete superiore, traversare a sinistra fino ad una nicchia, sotto un diedro strapiombante (cordini visibili più in alto). Sosta su spuntone.
- Difficoltà: VI. Proteggibilità: R3 - (R4 il secondo tiro).
- Sviluppo: circa 160 metri.
- Attrezzatura: serie di friend completa fino al n° 4 BD. Soste su spit, sui tiri qualche chiodo.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: calcare, bellissimo.
- Periodo consigliato: estate, autunno.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Giampieri Di Federico, Enrico De Luca, 1980.
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Riferimenti bibliografici:
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Bazzucchi A., Brutti I., Gran Sasso, Edizioni Versante Sud
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https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/gran-sasso-una-montagna-da-scalare.html
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http://www.ormeverticali.it/2016/09/04/scoprire-il-gran-sasso/
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- Relazione
- Lunghezza 1, VI, 20 metri: salire sul muro a destra del diedro-fessura, grazie a buchi e lame, fino a raggiungere la fessura strapiombante, dove si trovano un paio di cordini usurati su sassi incastrati. Procedere faticosamente, fino ad entrare nel camino che piega a sinistra, che la fessura forma allargandosi. Seguirlo (un nut incastrato), fino ad uscire a sinistra ad un terrazzino, sosta su due fix.
- Lunghezza 2, VI-, 30 metri: spostarsi sulla parete di destra, con una spaccata. Traversare all'altezza di una breve lista orizzontale, quindi proseguire delicatamente traversando a destra, puntando ad una scaglia rossastra un po' più in alto, dove è possibile usare un friend 0,4 BD. Non salire per la lama formata dalla scaglia (visibili in alto due chiodi accoppiati ed altre protezioni fuori via), ma traversare ancora a destra, e poi salire leggermente cercando i buchi netti, verso una clessidra con cordino d’acciaio. Traversare ancora a destra, puntando ad un chiodo che si trova circa sotto la direttiva della fine del tetto sovrastante. Salire ora in verticale (buco per friend N°3 BD), fino ad un chiodo sul diedro formato dalla fine del tetto. Continuare per muretto, fino alla sosta su due spit (30m, VI-). Tiro impegnativo psicologicamente, lunghi metri improteggibili.
- Lunghezza 3, VI, 25 metri: sopra la sosta si trova subito uno spit. Salire a sinistra per un diedrino inclinato, dove si trovano due chiodi. Al secondo chiodo aggirare leggermente lo spigolo e salire ad un altro chiodo poco sopra. Ora traversare delicatamente a sinistra, fino alla breve fessura formata da un masso. Salire per essa e andare verso destra alla sosta su spit e fix.
- Lunghezza 4, VI, 30 metri: su sopra la sosta per breve muro con buchi. Si trova un chiodo leggermente a sinistra. Traversare a destra, fin sotto la direttiva di una fessura-lama che sale obliqua da destra a sinistra (da sotto poco visibile, ma intuibile). Salirci sopra e seguirla, fino ad uno strapiombetto bombato, con un chiodo. Si traversa leggermente a sinistra di esso, fino a prendere un bel buco che permette di salirci sopra. Si raggiunge una zona con buoni buchi, dove si traversa verso sinistra, fino ad individuare un punto debole del muretto. Si sale per esso (improteggibile), fino ad uscire su una placca più adagiata. Si sale verso sinistra alla sosta su due fix (30, VI). Qui finisce la via, e si prosegue uscendo per la "Via del Monolito".
- Lunghezza 5, IV, 55 metri: salire a sinistra della sosta, per canaletto e rocce facili, fino ad una placca che si sale verso destra. Si raggiunge una fessura (la terza da sinistra, guardando in alto) e la si sale, uscendo verso destra ad un ripiano alla base di un camino. Si continua per esso, fino al termine delle difficoltà. Possibile fare sosta su spit a destra, all'uscita, oppure organizzare poco prima una sosta su friend.
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Note:
la via è breve ma merita tantissimo. L’impegno è comunque notevole, se si sale in giornata, tenendo conto anche dello zoccolo. Il traverso del secondo tiro è un capolavoro, ma occorrono nervi saldi, nonostante non sia difficile.
Attenzione: nel canale di avvicinamento tratti di roccia delicata e a blocchi. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 24 luglio 2021 con Alessandro Ceriani.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.