Grigna Meridionale, Dito Dones (m.1106) - via del Vento
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire verso Ballabio, da qui seguire per Pian dei Resinelli. Posteggiare la macchina in un piccolo parcheggio prima di un ponticello, nei pressi della protezione civile e del bar Alleluia.
- Avvicinamento: dal parcheggio dirigersi verso il bar, e svoltare a sinistra in una stradina ("Viottolo ai Lavaggioli") dietro la casa con la scritta "Trattoria Alleluia", viottolo che diviene rapidamente un sentiero. Ad un primo bivio prendere a destra (segni rossi e blu) fino ad arrivare ad un prato circondato da muretti: seguire il sentiero a sinistra che lo costeggia, e, dopo un centinaio di metri, ad un altro bivio, il sentiero sulla destra che, traversando, conduce sotto i contrafforti del Dito. (0h25)
- Attacco: l’attacco è posto qualche metro a sinistra della Via Lunga, al di sotto di un tetto (evidenti spit).
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Discesa:
dalla cima sono possibili diverse opzioni:
- dalla croce seguire il cavo che scende verso lo Zucco di Teral, da qui con una doppia di 35 metri si è a una forcella erbosa;
- dalla vecchia ferrata fino a S5;
- doppia da 25 metri fino a S5.
- Difficoltà: 6c (6a e A0).
- Sviluppo: circa 160 metri.
- Attrezzatura: via ottimamente attrezzata a spit, a tratti molto ravvicinati, necessari una corda singola, e 16 rinvii, portare un antivento, inutili friend e nut.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: primavera, autunno, inverno in giornate calde.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Franco Asperti, Giancarlo Bresolin, Fulvio Luraschi, Giorgio Frigeni, Giovanni Vecchi.
- Riferimenti bibliografici: http://www.falesiatrezzo.altervista.org/images/Via-del-vento.pdf
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000 (solo da questa carta si rintraccia con precisione la zona dove si svolge la via)
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+, 30 metri: raggiungere il tetto fessurato e superarlo direttamente, dopodichè puntare ad un secondo tettino leggermente a destra. Superatolo, si raggiunge S1 della via Lunga, rinviarla, e proseguire nel canalino erboso fino ad una seconda sosta.
- Da qui seguire la traccia di sentiero fino ad una struttura rocciosa, girare a destra dello spigolo e sostare nei pressi di un carpino, qui inizia il secondo tiro (spit con targhetta “via del vento”).
- Lunghezza 2, 6b, 30 metri: risalire il muro fessurato, leggermente strapiombante, fino ad un grande terrazzo, dove si sosta. Sulla destra la roccia è a tratti friabile. Sosta in comune con la Via Lunga, o in alternativa poco più avanti.
- Da qui raggiungere la grande parete rocciosa del Dito, e seguire verso sinistra un cavo d'acciaio fino ad un diedro giallo, con spit e targhetta. Si consiglia di allongiarsi al cavo.
- Lunghezza 3, 5c, 20 metri: salire il diedro per pochi metri, seguendo gli spit, che escono verso sinistra, e per rocce articolate si arriva alla sosta, su una piccola cengia.
- Lunghezza 4, 6c, 30 metri: obliquare qualche metro a destra, e poi seguire il muro giallo, strapiombante fino ad una pancia, da superare sulla destra, per placca più semplice, infine si arriva in sosta. Tiro chiave della via, decisamente bello, arrampicata abbastanza tecnica e di equilibrio, ma con buone tacche.
- Lunghezza 5, 6a, 20 metri: risalire la placca sopra la sosta, con alcuni movimenti delicati, fino alla sommità, dove si incontra un cavo metallico che conduce ad una sosta. Ci si può fermare qui, o si proseguire fino al muro finale e sostare sotto l'ultimo tiro (possibili problemi di comunicazione). È inoltre possibile uniri e tiri 4 e 5, portando una ventina di rinvii.
- Lunghezza 6, 6b, 50 metri: l’ultimo tiro è situato qualche metro a sinistra della ferrata (placchetta visibile). Risalire il muro verticale, fino ad un blocco, che si supera sulla destra, seguire poi gli spit, restando sempre a destra del diedro, fino alla sosta, sotto la croce di vetta.
- Note: via di sicuro stampo sportivo, molto bella, su difficoltà continue, ma arrampicata divertente. La chiodatura è ottima, la roccia alterna tratti ottimi, ad alcuni meno, qualche presa potrebbe straccarsi. L’unico peccato è dato dai numerosi tratti erbosi tra un tiro e l’altro.
- Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani, da un’ascensione effettuata con Jacopo Alberti l’8 Ottobre 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.