Grigna Meridionale, Fungo (m.1713 m.) - via Erika

Grigna Meridionale, Fungo (m.1713 m.) - via Erika

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, superare il parcheggio e svoltare a destra prima della Chiesetta, tenere la destra, salire fino a via Caimi seguendo le indicazioni "Alta Via delle Grigne" fino dove termina la strada ed inizia il sentiero. Pochi posti auto disponibili, eventualmente ampio slargo sterrato sulla destra qualche tornante più in basso.
  • Avvicinamento: seguire il sentiero n°8 la "Direttissima", superare tratti attrezzati con cavi e catene e a seguire le scale del "Caminetto Pagani", ancora con dei saliscendi, superare il Canalone Val Tesa, al bivio con palina indicativa prendere la deviazione per il sentiero "Giorgio" n°8A (scritta nera su cartello con sfondo giallo "Sentiero Giorgio"), seguirlo in discesa fino ad una selletta in corrispondenza di un marcato costone erboso che scende verso il Canalone Val Tesa. Da qui è visibile la parete Ovest del Fungo dove sale la via. Scendere l’evidente costone erboso incontrando delle soste di soccorso; in sequenza una catena con fix, un masso con 3 fix ed infine un masso con catena. Scendere fino ad un albero, aggirarlo sulla destra e scendere fino alla base di uno sperone roccioso. Scendere obliquando a sinistra faccia a valle su ripido pendio erboso e raggiungere il Canalone Val Tesa, attraversarlo e risalire il pendio successivo portandosi verso uno sperone roccioso, aggirarlo sulla destra (grande tetto spiovente, utile per eventuale riparo) e salire il canalino detritico che porta verso la parete Ovest del Fungo, presente una radura erbosa in basso a destra con palina verticale, resti di una vecchia Croce. Scendere una decina di metri fino alla base della parete. La via attacca alla base di una paretina sormontata da un diedro, fix alla base (1h30). E’ possibile raggiungere l’attacco della via con due doppie da 30 metri dalla Forcella Lancia-Campaniletto, poco sotto l’attacco della via Normale alla Lancia (soluzione non verificata, ma alternativa consigliabile nel caso i prati ripidi dell’avvicinamento siano bagnati e scivolosi, valutare bene le condizioni in loco).
  • Attacco: la via attacca alla base di una paretina sormontata da un diedro, fix alla base.
  • Discesa: dalla vetta del Fungo una doppia da 25 metri (di cui 15 metri spettacolari nel vuoto) fino alla forcella Fungo-Lancia, sosta con cordone, attacco "via Accademici" alla Lancia, salire la via (sviluppo 50 metri; L1 III+, L2 IV+). Dalla vetta della Lancia calarsi con due doppie da 25 metri sulla via Normale, poi percorrere a ritroso il sentiero ripido in salita che conduce al Gruppo del Fungo fino a rientrare sulla Direttissima e successivamente ai Piani Resinelli. (2h00)
    Oppure dalla forcella Fungo-Lancia effettuare una doppia da 60 metri sulla parete Ovest del Fungo per tornare all’attacco della via Erika e percorrere a ritroso l’itinerario di accesso sul crestone erboso (soluzione non verificata).
  • Difficoltà: V+
  • Sviluppo: 100 metri
  • Attrezzatura: in via chiodi e clessidre, necessaria una serie di friend fino al 3 BD, utile anche il numero 4 nella terza lunghezza. Soste da attrezzare su due fix.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Saverio De Toffol e Jorge Palacios dal basso in due riprese il 30/06 e il 01/09/2019.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia 2005

    • Pesci E., Guida dei monti d’Italia, CAI-TCI

    • Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud

    • http://larioclimb.paolo-sonja.net/

  • Cartografia: Kompass n°105: Lecco-Valle Brembana.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, 15 metri: salire una paretina (chiodo) e successivamente un diedro, traversare poi a destra un pilastrino compatto e raggiungere un'esile terrazzino erboso a sinistra di un piccolo tetto dove si sosta.
  • Lunghezza 2, V+, 20 metri: rinviare lungo il chiodo e poi traversare orizzontalmente a destra sotto il tettino su placca verticale fessurata in massima esposizione (chiodo), salire un poco e poi obliquare a destra (chiodo basso a destra scomodo da rinviare) fino ad una fessura da salire in verticale, poi ancora verso destra fino ad una clessidra,in verticale fino ad un chiodo e poi verso sinistra (chiodo), infine superare una placchetta compatta di roccia nerastra (clessidra cordonata) e raggiungere il terrazzino di sosta.
  • Lunghezza 3, V, 30 metri: obliquare a destra (2 chiodi) e poi in verticale su placca lavorata (chiodo), salire in verticale per qualche metro e poi obliquare a sinistra (chiodi), in verticale fino alla base di una fessura erbosa, salirla (utile friend 4 BD, poi chiodo) ed obliquare a sinistra fino ad un comodo terrazzino erboso. Obliquare a destra, poi in verticale per un serie di belle fessure e successivamente salire un diedro fessurato fino a quando la roccia diventa marciotta, quindi uscire dal diedro traversando orizzontalmente a destra per circa 2 metri (chiodo) fino ad un terrazzino e sostare (sosta poco visibile dal diedro). Rinviare lungo per evitare eccessivi attriti alle corde.
  • Lunghezza 4, IV+, 35 metri: salire obliquando a sinistra su roccia discreta, raggiungere un terrazzino e poi in verticale su un pilastrino compatto (chiodo), obliquare a destra e raggiungere la base di un muro verticale fessurato (a sinistra uscita su blocchi instabili sul terrazzino della via normale) da salire direttamente fino ad intersecare la via normale in corrispondenza del traversino, da percorrere verso destra per qualche metro (chiodo poi fittone resinato), poi per gradoni fessurati si esce dalla parete. Portarsi verso sinistra ed attrezzare la sosta su due fittoni resinati in prossimità della vetta.
  • Note: bellissima via di stampo alpinistico che sale placche, diedri e fessure di roccia da buona ad ottima sulla parete Ovest di una tra le più belle e caratteristiche guglie della Grignetta.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin da un’ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 16 Luglio 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.