Monte Legnone (m.2609) - via Amori incerti
Dettagli
- Accesso stradale: sulla strada statale Lecco-Colico uscire a Dervio e prendere la strada per la Val Varrone, seguendo i cartelli che portano al Rifugio Roccoli Lorla. Si parcheggia poco prima di esso, oppure nei pochi slarghi disponibili prima del parcheggio.
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Avvicinamento:
lasciata la macchina al parcheggio, si sale al rifugio per breve carrozzabile. Si continua poi per sentiero nel bosco, incontrando alcuni alpeggi, seguendo sempre le indicazioni per il Bivacco Silvestri (Cà de legn).
Il percorso è lungo, spesso anche in piano o con leggere discese, per poi salire più ripido in prossimità della montagna. Si raggiunge la cresta ovest, dopo aver superato un tratto roccioso con cavo metallico. Salendo la cresta, attenzione ad un certo punto a stare sul fianco destro, abbandonandola. Si prosegue anche su facili tratti rocciosi attrezzati con cavi metallici. Poco prima del bivacco, posto a m.2146, si individua il punto adatto per scendere e poi attraversare verso il canale Ovest del Legnone. Evitando di arrivare alla sua base, si sta più bassi e si va verso il successivo salto ghiacciato alla sua destra, ben evidente. (2h30) - Attacco: in prossimità di un salto ghiacciato, che parte sopra un conoide nevoso.
- Discesa: dalla vetta si segue in discesa la Cresta Ovest (via normale del Legnone), che conduce al bivacco Cà de Legn. Il percorso è ripido e a tratti esposto, ma solitamente ben tracciato. Dal bivacco si segue il percorso seguito durante l’avvicinamento, che riporta al parcheggio. (2h00)
- Difficoltà: Max. 85°-90° su ghiaccio (L1), neve max 70°, a seconda delle condizioni possibile presenza di qualche tratto di misto, M4.
- Sviluppo: per il solo canale, circa 550 metri fino alla cresta di uscita (Cresta Est), con uno sviluppo totale impegnativo.
- Attrezzatura: qualche chiodo da ghiaccio, qualche friend, meglio avere qualche chiodo da roccia e martello (o martello-piccozza). Non si trova nessun materiale lungo via.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: prevalentemente neve, salti di ghiaccio, tratti di misto in condizioni di poco innevamento. La roccia è decisamente di scarsa qualità, occorre fare attenzione.
- Periodo consigliato: inverno.
- Tempo salita: Con le condizioni da noi trovate, non ottimali: 3h30 alla cresta di uscita. Possibili tempi inferiori con maggiore innevamento; 0h30 per la Cresta est fino alla vetta.
- Primi salitori: L. Festorazzi, F. Galperti, A. Invernizzi, R. Pensa, 27/03/2011.
- Riferimenti bibliografici: Cividini V., Romelli M., Ghiaccio delle Orobie, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, 85°-90°, 50 metri: salire verso l'evidente linea ghiacciata, facendo attenzione al primo tratto, dove potrebbe esserci una zona vuota sotto l’iniziale tratto nevoso (crepaccia periferica). Si sale su ghiaccio verticale, seguendo la parte ghiacciata, uscendo a destra. Si continua su canale nevoso, fino alla base del successivo salto, sosta su ghiaccio.
- Lunghezza 2, 70°, passi 80°, 60 metri: superare il salto successivo, con delle gobbe più appoggiate, fino ad arrivare ad un grande canale nevoso. Ci si ferma a fare sosta sull'ultimo ghiaccio disponibile, oppure continuare fino ad un isolotto roccioso nel centro, dove si deve attrezzare una sosta su friend.
- Lunghezza 3, neve 50°-60°, 150 metri: salire a destra dell'isolotto roccioso, inizialmente su pendio nevoso abbastanza largo, per poi proseguire in un canale più stretto, in prossimità di rocce a sinistra. Si continua di nuovo per pendio più ampio, contornando la fascia rocciosa di sinistra.
- Lunghezza 4, neve 50°-60°, circa 150 metri: salire verso un piccolo anfiteatro roccioso, poi andare verso destra su neve (inizialmente poco evidente) e poi dritto.
- Lunghezza 5, neve 50°-60°, 60 metri: arrivati verso un altro anfiteatro roccioso, salire a sinistra, dove è visibile una colata in un canalino. Fare sosta poco prima, alla base del salto roccioso. Se non c’è ghiaccio a sufficienza fare sosta su roccia, ma è difficile trovare un punto adeguato.
- Lunghezza 6, ghiaccio 70°, neve 50°-60°, 60 metri: salire nel canalino ghiacciato, che poi devia a destra e sale fino ad arrivare ad un pendio nevoso. Individuare un punto adatto per fare sosta, a destra. Nel caso il primo tratto sia scarso di ghiaccio, è possibile salire i primi metri dry a destra del canalino (M3-M4).
- Lunghezza 7, neve 70°, 30 metri: su per pendio nevoso, sempre verso destra, che diventa man mano sempre più ripido, fino ad uscire sulla cresta finale. Se la neve non fosse consistente, è possibile uscire in un breve diedro roccioso, leggermente a sinistra, ma attenzione alla qualità della roccia.
- Lunghezza 8: si continua sulla cresta est. Dalla direzione di arrivo, salire a sinistra in salita verso la vetta. Si evita il primo tratto roccioso stando a destra, se le condizioni lo permettono, fino ad arrivare al facile crestone adagiato che porta alla vetta.
- Note: bella salita completa e d’ambiente. Nelle condizioni trovate presentava un paio di zone da non sottovalutare.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 13 febbraio 2021 con Olindo Fioretto, e la cordata Stefano Caravà, Luca Scotti, Giorgio Fabbri.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.