Monte Cimo (m.955), Brentino - via GEM 85

Monte Cimo (m.955), Brentino - via GEM 85

Dettagli

  • Accesso stradale: da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, seguire per Spiazzi (andare verso l’evidente centro commerciale all’uscita dell’autostrada) e continuare arrivando ad una svolta a destra per Brentino. Continuare fino ad una svolta a sinistra verso un ponte che attraversa un canale. Subito dopo c’è una curva; continuando sulla strada è possibile anche parcheggiare più avanti a destra, di fronte ad un cimitero.
    Consigliato andare ancora più avanti e parcheggiare nel paese di Brentino, di fronte alla chiesa, o poco prima (si segnalano problemi per furti alle auto nelle zone appartate, anche zaini incustoditi alla base delle vie sono stati oggetto di furti).
  • Avvicinamento: rispetto al parcheggio di fronte al cimitero, percorrere la strada in direzione del paese di Brentino. Alla seconda carrareccia che entra nelle vigne, a sinistra, appena prima di una piazzola per picnic con tavolo e sedie in cemento, seguirla ed arrivare nel bosco, dove si trova un sentiero che sale alla parete. (0h15)
  • Attacco: in corrispondenza di una zona ripulita, scritta GEM 85 graffiata sulla roccia, poco visibile.
  • Discesa: in doppia.
    • doppia dalla sosta 4 alla sosta 3;
    • doppia dalla sosta 3 alla sosta 1;
    • doppia alla base.
    Eventualmente dalla sosta 4 è possibile salire per facili roccette e bosco, fino ad incrociare il sentiero che costeggia la Pala del Boral. Seguito verso sinistra, porta a valle tramite il sentiero con zone attrezzate con corde fisse (soluzione non verificata, utile nel caso si voglia salire una via della parte alta del Brentino, concatenandola alla via descritta).
  • Difficoltà: 6a+. Proteggibilità: S1.
  • Sviluppo: circa 145 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con fix, spesso con catena. Sui tiri molti fix. Friend non necessari, eventualmente utilizzabili in diversi punti, se si vuole avvicinare ulteriormente le protezioni.
    Attenzione a qualche presa da verificare e alla zona di uscita da L4 (molti massi mobili).
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare stratificato a grandi blocchi nella parte inferiore, molto lavorato e con lame in L3, roccia più compatta in L4.
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo e d’inverno sole fino al primo pomeriggio.
  • Tempo salita: 1h20.
  • Primi salitori: Sergio Coltri, Carlo Laiti, 1985.
  • Riferimenti bibliografici: Pastorell C. Cipriani E., Monte Baldo rock, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a, 45 metri: salire per muro a blocchi orizzontali, leggermente strapiombante, uscendo poi a sinistra, per poi continuare dritto alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6a, 35 metri: salire ad una cengetta sopra la sosta (passo molto delicato), per poi continuare su muri a blocchi orizzontali discontinui, fino ad una cengia rocciosa, da seguire a sinistra per arrivare alla sosta (presenti due soste con catene).
  • Lunghezza 3, 6a+, 40 metri: salire una rampa verso destra, superare un alberello e continuare fin sotto una fessura verticale. Salirla e seguire una bellissima serie di lame, per entrare poi in un diedro, fino ad un fix da cui si traversa a destra su muro a gocce (delicato). Un'altra fessura porta ad un ballatoio sotto il diedro-camino finale, dove c'è la sosta.
  • Lunghezza 4, 6a+, 25 metri: salire il diedro con larga fessurona. Un primo passo iniziale delicato permette di continuare, salendo prevalentemente in spaccata esterna, fino a sbucare su un ballatoio con molti massi mobili. Subito sopra c'è la sosta.
  • Note: bellissima via! I due tiri finali sono davvero super, incredibilmente belli. Merita una ripetizione.
    Via salita dopo aver percorso la via Carlo Laiti alla Pala del Boral. Logisticamente sarebbe stato più veloce il contrario.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Ivan Moscardi del 3 aprile 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.