Monte Mucrone (m.2335) - via del Canalino

Monte Mucrone (m.2335) - via del Canalino

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Oropa, in Piemonte, e da lì il Santuario di Oropa. Sorpassato il santuario si arriva al parcheggio della funivia, dove si lascia la macchina.
  • Avvicinamento: attraversare un grande spiazzo (parcheggio estivo) e continuare per la strada sterrata che sale verso l’arrivo superiore della funivia. Molto prima della funivia, individuare una evidente traccia che sale a sinistra tra i pini, verso la parete (segno di sentiero).
    Si segue sempre questa traccia (presenti bolli rossi), e puntare poi verso destra fino ad arrivare alla base dell’evidente canale. Prepararsi sotto uno strapiombo alla destra.
    Tempo circa 2h, tempi più lunghi se c’è neve da battere. Sconsigliato l’arrivo dalla stazione superiore della funivia, per via di traversi su terreno esposto e degli orari da rispettare.
  • Attacco: si sosta su uno spit alla base di una placca spittata. Non salire lì, ma entrare nel canale vero e proprio.
  • Discesa: indicazioni in direzione di marcia.
    Dalla cima principale scendere per il versante opposto, dove si trova solitamente una buona traccia, prima per crestina a destra e poi per pendii. Si punta ad arrivare ad un brutta costruzione abbandonata. Non scendere a destra, ma scendere per pendio a sinistra. Si arriva ad un ripiano dove si va verso destra, fino ad un evidente colletto. Li si scende facilmente sul versante opposto per pendio nevoso e si arriva ad un ripiano, che porta in leggera salita alla stazione della funivia. Si può scendere con la funivia, se si è stati veloci, oppure prima di essa occorre individuare una traccia che va a destra e arriva alla parte superiore della sterrata utilizzata per l’avvicinamento. Scendere per essa fino al parcheggio. (1h30)
  • Difficoltà: max M4/M5, neve/ghiaccio.
  • Sviluppo: circa 300 metri il canalino, a cui vanno aggiunti circa 150 metri di pendii a raggiungere l'anticima.
  • Attrezzatura: via ben protetta a fix, soste con due fix. Potrebbero tornare utili dei friend fino a n° 3 BD e dei chiodi da ghiaccio nel caso la via sia in ottime condizioni.
  • Esposizione: nord-est.
  • Tipo di roccia: noi abbiamo trovato la via in condizioni non ottimali. Gneiss, neve, toppe d'erba e terra, alcune zone ghiacciate.
  • Periodo consigliato: inverno.
  • Tempo salita: 6h00. Variabili a seconda delle condizioni della via e dell'esperienza su questo tipo di terreno.
  • Primi salitori: La via è stata aperta come via di roccia da Amerigo Boggio Viola, L.Vigliani, F.Bogga, U.Nicodamo, nel giugno del 1909. La prima salita invernale è della guida alpina Primo Momo con C.Ricaldone e F.Cloro, nel 1939.
     
  • Riferimenti bibliografici:
    • Lanza G., Alpi Biellesi: le più meglio, Edizioni Gariazzo

    • Lanza G., Sellone R., Montagna per tutti: 135 itinerari di alpinismo sulle Alpi Biellesi, Edizioni Gariazzo

  • Relazione
  • Lunghezza 1, M4, neve 40°-50°, 50 metri: salire il conoide di neve fino all'inizio del canale, che presenta subito un saltino verticale-strapiombante formato da grossi blocchi incastrati, protetto con fix. Continuare più facilmente per zona più abbattuta, fino alla sosta a destra.
  • Lunghezza 2, passi M4, neve 50°, 30 metri: proseguire nel canale, fino ad un paio di brevi tratti delicati in roccia, arrivando alla sosta alla destra di una placca.
  • Lunghezza 3, M5, 30 metri: salire a sinistra per placca delicata, ("passo dell'uovo") uscendo poi ad una spaccatura più facile. Si arriva ad un'altra placca, da salire fino ad arrivare ad una fessura orizzontale. Seguendola brevemente verso destra si arriva alla sosta.
  • Lunghezza 4, M5, neve 50°-60°, 50 metri: su per tratto subito leggermente strapiombante, e altro tratto verticale. Si continua per canale più appoggiato ma incassato e con roccia lisciata. E' possibile evitare una sosta e proseguire alla successiva.
  • Lunghezza 5, M5, neve 50°-60°, 45 metri: un breve tratto porta ad un muro sotto uno strapiombo, tecnico e di soddisfazione, per proseguire più facilmente in canale incassato fino ad una sosta. Evitarla e continuare fin sotto un camino sotto un masso incastrato. Salire il muro di sinistra e uscire sul masso, andando alla sosta poco dopo.
  • Lunghezza 6, M5, M4, 45 metri: un altro breve tratto porta a sinistra ad un muro non facile, e poi ad un traverso a destra impegnativo. Si arriva ad una zona adagiata a cui segue un altro tratto verticale su liste-diedrini. Si evita una sosta e si prosegue verso sinistra e poi per zona a gradoni.
  • Lunghezza 7, M4, neve 40°, 50 metri: su per tratto in roccia verso sinistra e poi dritto per diedrino, che porta a destra ad una zona meno impegnativa. Si prosegue su neve verso sinistra, fino alla sosta su grosso masso.
  • Lunghezza 8, pendii 40°-50°, circa 150 metri: continuare sul terreno nevoso dei pendii sommitali, verso sinistra a doppiare un roccione, e poi dritto e ancora in obliquo verso sinistra fino a sbucare sul crestone poco prima della croce di vetta, che si trova a destra. Continuando per crestone si arriva alla vetta principale, con altra croce.
  • Note: bella via di misto di soddisfazione. La chiodatura a fix la rende più sicura, con la possibilità di provare alcuni passaggi, ma fare attenzione perché comunque alcuni passi sono obbligatori. La via non è da sottovalutare.
    La lunghezza dei tiri è indicativa, come pure l’indicazione delle difficoltà, molto variabili a seconda delle condizioni.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 15 dicembre 2018 con Olindo Fioretto e Alessandro Pelo Pelanda.
     
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.