Monte Mucrone (m.2335) - Via Vialardi
Dettagli
-
Accesso stradale:
raggiungere il Santuario di Oropa e imboccare a sinistra la Strada del Tracciolino, che va seguita per
per qualche chilometro, fino ad individuare una diramazione che sale a destra (divieto di transito) e le indicazioni per il Sentiero Frassati. Parcheggiare in uno slargo a sinistra della strada principale. -
Avvicinamento:
salire lungo la strada asfaltata per il Sentiero Frassati fino al suo termine: malga Alpetto Superiore. Da lì seguire inizialmente a sinistra il Sentiero Frassati, abbandonarlo poi traversando in leggera discesa verso sinistra fino a scendere su una strada sterrata. Seguire la sterrata fino all'Alpe Sette Fontane. Le costruzioni dell'alpe sono protette da due grossi paravalanghe: dietro di essi si dovrebbero trovare le tracce di un sentiero che continua a traversare. La zona era in realtà adibita a pascolo (recinto con mucche) e non abbiamo quindi visto il sentiero, ma abbiamo semplicemente continuato a traversare oltre l'alpe alzandoci progressivamente fino a superare un costone erboso. Qui abbiamo reperito un sentiero che, seguito, conduce fino al canalone che scende dal Colle del Limbo. (1h10)
Abbandonare il sentiero nel punto in cui attraversa il canalone, e risalirlo (dx) stando sul fondo del torrente (massi, roccette) o spostandosi all'occorrenza su suo lato sx secondo il senso di marcia (folte erbe). Risalire per circa mezz'ora fino ad individuare sulla sinistra un cartello giallo,
parzialmente rotto, posto alla base di uno sperone roccioso, con indicazioni della via. Poco più sopra si nota anche una targhetta metallica ("Vialardi"). (1h45) - Attacco: sullo sperone sopra la targhetta metallica, spit visibili.
-
Discesa:
dall'uscita della via si può salire in breve alla vetta del Mucrone, per tracce di sentierino che sale da destra: dovrebbe trattarsi del Sentiero del Limbo. La discesa prevederebbe di scendere per questo sentiero, arrivare fino al Colle del Limbo, e seguire poi un'ampia dorsale per tornare nella zona della malga Alpetto Superiore. In realtà a causa della nebbia (nuvole basse) dalla cima del Mucrone abbiamo seguito delle tracce di sentiero che sembravano scendere verso il Colle del Limbo, ma che rimangono invece su una cresta ad essa parallela: con bel tempo ce ne saremmo resi conto subito. Così abbiamo invece continuato a scendere per la cresta (qualche ometto, tracce di sentiero) fino ad
arrivare alla vecchia stazione superiore (dismessa) di una funivia. Da lì abbiamo seguito il sentiero D24 che ci ha portato fino al lago del Mucrone. Dal lago si scende per sterrata molto accidentata fino al Santuario di Oropa. In totale 1h45.
Da qui un provvidenziale passaggio ci ha consentito di recuperare l'auto sul Tracciolino. - Difficoltà: 5c
- Sviluppo: circa 600 metri.
-
Attrezzatura:
via completamente attrezzata a spit, a distanza variabile secondo le difficoltà. Protezioni veloci sostanzialmente inutili.
Soste attrezzate con due spit da collegare. Tutti i tiri, tranne uno, hanno lunghezza inferiore ai 30 metri, cosa che ci ha permesso in vari casi di collegarli. - Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss, granito.
- Periodo consigliato: tarda primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 5h45 (in cordata da tre).
- Primi salitori: Ugo Vialardi, Alessandro Carletto 1973.
-
Riferimenti bibliografici:
-
https://www.gulliver.it/itinerari/mucrone-monte-sperone-sud-via-vialardi/ (successione dei tiri più precisa rispetto alla relazione di MontagnaBiellese)
-
https://www.montagnabiellese.com/mucrone-sud-via-vialardi/ (utile la foto relazione di insieme delle vie sulla parete sud)
-
http://alpinline.blogspot.com/2020/11/monte-mucrone-spigolo-sud-via-vialardi.html (interessante la fotografia su cui è tracciato tutto il percorso, lunghezza per lunghezza)
-
- Relazione
- Lunghezza 1, 4c: salire uno sperone arrontondato, prendendo confidenza con la roccia, che appare abbastanza compatta.
- Lunghezza 2, 4b: superare un risalto, raggiungendo poi una zona erbosa. Superarla fino ad arrivare alla base della parete parete successiva, sotto cui attraversare verso destra, fino alla sosta. Abbiamo collegato le due prime lunghezze senza particolari problemi.
- Lunghezza 3, 5a: superare un muro verticale e poi uno spigolo più appoggiato fino alla sosta.
- Lunghezza 4, 5c: ad un primo tratto più semplice segue un bel muro verticale/leggermente strapiombante, molto ammanigliato.
- Lunghezza 5, 4a: tratto più abbattuto fino a giungere ad costone pianeggiante, da cui è visibile la base dello sperone successivo.
- Tiro di collegamento: con un semplice passo di II scendere ad una cengia erbosa e traversare fino alla base del risalto successivo.
- Lunghezza 6, 4b: salire alcuni gradoni e traversare poi in obliquo a destra, fino ad uscire alla sosta su placca appoggiata.
- Lunghezza 7, III, singolo più difficile: salire per gradoni erbosi, superare a dx un breve salto (passo più difficile, 5c?), traversando poi a sx su cengia erbosa.
- Lunghezza 8, 4c: superare a sx uno spigolo (passo complicato) e salire poi a dx.
- Lunghezza 9, III: superare alcuni risalti erbosi.
- Lunghezza 10, 5c: salire direttamente un bel muro verticale.
- Lunghezza 11, II: risalti erbosi.
- Lunghezza 12, 4b: placche.
- Lunghezza 13, 4c: placche.
- Nella nebbia abbiamo eseguito un altro tiro, che ci ha condotti in breve sul sentiero delle "Traversagne": una netta cengia che attraversa tutta la parete e che costituisce una comoda via di fuga nel caso si volesse interrompere la salita. Seguire il sentiero verso destra fino ad individuare una rampa che sale verso sx. Noi non l'abbiamo individuata subito e siamo arrivati a delle corde fisse e all'attacco della via "Venervia" (cartellino metallico). Tornando indietro, dopo poche decine di metri si individua la rampa ascendente (che venendo è poco visibile). Salire la rampa arrivando in una zona di alte erbe: visibile un fix e una targhetta con il nome della via.
- Lunghezza 14, III: Salire per salti molto erbosi e andare verso dx fino alla base della parete retrostante (tiro breve, altra targhetta metallica "Parete sud...").
- Lunghezza 15, 5c: sicuramente il tiro chiave della via, molto più sostenuto dei precedenti 5c. Chiodatura buona, roccia magnifica, molto lavorata. Salire con difficoltà per una rampa ascendente verso sx, superando poi due brevi risalti. Da qui in verticale ed infine, in grande esposizione, si sale obliquamente verso dx arrivando alla sosta, poco comoda e molto esposta. Secondo le varie relazioni consultate, questo è l'unico tiro di lunghezza superiore ai 30 metri.
- Lunghezza 16, 4c: salire per placca inizialmente appoggiata poi un po' più ripida.
- Lunghezza 17, 4b: placche e zone erbose.
- Lunghezza 18, 4b: placche e zone erbose.
- Lunghezza 19, III: placche e zone erbose, con qualche passaggio più sostenuto.
- Lunghezza 20, III: placche e zone erbose, con qualche passaggio più sostenuto.
- Lunghezza 21, III: placche e zone erbose, con qualche passaggio più sostenuto.
- Lunghezza 22, III: placche e zone erbose, con qualche passaggio più sostenuto.
- Abbiamo collegato, senza particolari problemi, le lunghezze 17 e 18, 19 e 20, 21 e 22.
-
Note:
via di ampio respiro che alterna tiri meritevoli (4, 10, 15), altri gradevoli e comunque non del tutto banali (4b-5a) ed altri semplici ed erbosi.
Il tempo nebbioso già dalla tarda mattinata (e durante la discesa è poi cominciato anche a piovere) non ci ha fatto apprezzare particolarmente l'ambiente...
Vista la lunghezza dell'avvicinamento e della salita, nonostate la buona chiodatura, è comunque consigliabile ad arrampicatori con un po' di esperienza.
Possibilità di abbandonare la via dopo il tredicesimo tiro, uscendo per una netta cengia percorsa dal sentiero delle Traversagne (volendo è anche possibile sfruttare il sentiero per percorrere solo la parte superiore della via). - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una salita del 18 giugno 2023 con Claudio Boldorini e Chris Parisi.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.