Monte Muzzerone, Parete striata - via Supernova
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere La Spezia e da lì andare verso Portovenere. Arrivati alla frazione Le Grazie, svoltare a destra quando si trova il cartello "Monte Castellana – palestra di roccia". Si segue la stretta strada e ad un bivio si tiene la sinistra. Seguono diversi tornanti fino ad arrivare ad un forte, dove si parcheggia sotto le sue mura.
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Avvicinamento:
- Dal forte seguire il sentiero verso Portovenere (516, ex 1a), che parte dal tornante prima del forte.
- Seguire in piano il sentiero. Si oltrepassa un bunker con antenne, continuando per il sentiero che poi scende ripido. Si arriva ad una costruzione alta in cemento abbandonata sulla sinistra (nascosta tra gli alberi).
- Scendere ancora circa 50 metri e poi seguire una traccia che va a destra (ometto) e scende nella vegetazione con un cavo metallico.
- Si arriva ad una vecchia costruzione, si passa sul tetto piano e si scende per una scaletta di metallo.
- Si scende per crestina con cavo metallico e si va a destra, dove c’è una zona piana con bella veduta (sommità del Pilastro della discordia).
- Procedere a destra verso la parete, ad individuare un pendio ripido attrezzato con corde e funi metalliche, da seguire.
- Si continua per tracce verso il basso, senza fune, fino ad andare verso la base della Parete Striata, dove si vede una fune metallica, con tratti di corda. Seguirla verso sinistra, in orizzontale. Un piccolo tratto è senza fune, poi la si ritrova. Si trovano le scritte di diversi attacchi di vie, fino ad arrivare molto a sinistra.
Tempo: circa 0h20. - Attacco: in corrispondenza di un tratto di parete ben ripulito, con scritta alla base "Supernova", molto sbiadito.
- Discesa: indicazioni in direzione di marcia. Dalla sosta salire un metro fino all’evidente terrazzone. Da lì andare a sinistra, salire un tratto facile con roccette e poi seguire brevemente una traccia, fin sotto una facile crestina con segni di passaggio. Salirla e arrivare in breve al bunker con antenne. Contornarlo a destra, arrivando al sentiero usato all’andata. Seguirlo verso sinistra e in breve tornare all’auto. (0h15)
- Difficoltà: 7a o 6b e A1. Proteggibilità: S1.
- Sviluppo: circa 185 metri
- Attrezzatura: 14 rinvii, mezze corde da 60 metri. Possibilità di usare qualche friend medio-piccolo, ma non sono indispensabili. Soste attrezzate con fix e catene inox, sui tiri fix recenti.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo, anche se la parete è spesso ventilata.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Bruno Manicardi e soci, anni Ottanta.
- Riferimenti bibliografici: Battistella D., Muzzerone e Levante ligure, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, 5c, 25 metri: salire dritti per muro-placca divertente.
- Lunghezza 2, 6b, 25 metri: continuare dritti per bel muro tecnico di dita, fino ad una cengetta, dalla quale si supera un tratto più liscio con passo iniziale difficile.
- Lunghezza 3, 6a+, 25 metri: andare a sinistra, partendo con un passo boulder. Si continua più facilmente, si va a a destra e si supera uno strapiombino ammanigliato, continuando poi fino alla sosta.
- Lunghezza 4, 6a, 25 metri: su per muro-placca tecnico, fino ad una fessura orizzontale con passo delicato per continuare sulla placca.
- Lunghezza 5, 6b/A1, 7a in libera, 30 metri: diverse linee visibili in questo punto. Salire dritti, superando un tratto delicato su roccia liscia, fin sotto uno strapiombo inciso da una spaccatura. Salire nella spaccatura (A1 o 7a), e poi continuare per pilastro-diedro molto bello e impregnativo nei primi metri. Si sosta al suo termine.
- Lunghezza 6, passo 6b, poi 6a, 25 metri: salire a destra (passo iniziale difficile), poi salire ed obliquare verso destra, fin sotto una zona con roccia delicata (ripulita), che si sale fino alla sosta.
- Lunghezza 7, 5c, 30 metri: su dritti per spigoletto, per poi traversare a destra e salire rocce a gradoni. Si sosta prima del ripiano terroso finale, su due fix da collegare.
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Note:
bellissima via, breve ma intensa, perché non discontinua come in altre vie di altri settori. Ci sono sia tiri tecnici che di forza. Il tiro di L5 è molto più difficile degli altri, perché supera una zona strapiombante.
Nonostante abbiamo salito la via in agosto, la temperatura è stata gradevole (parete in ombra la mattina, poi comunque brezza sempre presente). - Aggiornamento: relazione di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 24 agosto 2019 con Luca Scotti, Alessandro Pelo Pelanda e Giorgio Fabbri.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.