Piccole Dolomiti, Fraton (m.1650) - via El Duro del Fraton

Piccole Dolomiti, Fraton (m.1650) - via El Duro del Fraton

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere il Passo Xomo, da Recoaro o Rovereto, e di lì seguire la strada per il parcheggio Bocchetta di Campiglia. Arrivati al grande parcheggio, dove inizia il famoso sentiero per le 52 gallerie e il rifugio Papa, continuare brevemente per Malga Campiglia (m.1181, indicazioni), fino alla stanga che sbarra la strada e parcheggiare.
  • Avvicinamento: dalla stanga seguire la strada sterrata (strada degli Scarubbi). Al terzo tornante (si intende tornanti a gomito, non semplici curve), che gira verso sinistra, fare attenzione ad un ometto che indica l’inizio della traccia. Si scende per pendio ripido e si tralascia una traccia che va a destra, continuando in traverso verso sinistra. Terminato il traverso si scende per un pendio, e si arriva ad un colletto (qualche ometto), che immette nella Valle Sorapache. Da qui il Fraton è ben evidente. Si scende nel canale erboso, seguendo sempre le tracce e gli ometti, fino a traversare verso la parete est del Fraton (quella che si ha di fronte). Ora si contorna la base della parete verso destra, si tralascia una clessidra con cordini e si continua fino al versante nord. Si risale brevemente un pendio erboso, fino ad una cengetta. (0h45)
     
  • Attacco: sulla parete nord, in corrispondenza di due  chiodi, di cui uno con vecchio cordone.
  • Discesa: indicazioni faccia a monte:
    • dal cordone su mugo di cima fare una calata sul versante est (quello opposto all’uscita della via), arrivando alla cengia alla base della cuspide sommitale. Individuare un mugo con cordone (poco più sopra c’è un mugo con cordino su un ramo);
    • doppia fino ad una cengetta, sotto la quale, leggermente a destra, si trova un alberello con cordone;
    • doppia fino ad una cengetta con mugo con cordoni e chiodo;
    • doppia fino alla base della parete est, evitando una sosta a chiodi visibile poco dopo il mugo.
    Ora scendere leggermente nel canale ghiaioso e tagliare appena possibile verso il pendio con mughi della parte opposta alla parete, fino a ritrovare il sentierino fatto in discesa per arrivare all’attacco. Ripercorrerlo in salita per tornare alla macchina.
  • Difficoltà: VII max., VI+ obbligato. Proteggibilità: R3.
  • Sviluppo: circa 320 metri più 100 metri facili.
  • Attrezzatura: serie di friend fino al numero 4BD. Martello e chiodi consigliati. Soste attrezzate su mughi, chiodi, spuntoni. Sui tiri presenti numerosi chiodi artigianali (i famosi chiodi di Tranquillo Balasso) e cordoni datati.
  • Esposizione: nord.
  • Tipo di roccia: dolomia, con qualità varia, da buona a friabile in qualche punto, comunque da verificare.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 4h00/5h00.
  • Primi salitori: Tranquillo Balasso, A.Cadorini, Placido Balasso, 2006.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 45 metri: salire per muro non semplice, seguendo i punti deboli (diversi cordoni), prima dritto, poi verso destra, superare una breve sezione impegnativa e proseguire più semplicemente fino alla sosta su mugo con cordoni su un buon ripiano.
  • Lunghezza 2, V+, 60 metri: andare verso sinistra e salire poi in prossimità di uno spigoletto. Continuare per roccette fino ad un ripiano con cordone su masso, per terra. Possibile sosta intermedia. Continuare per paretina fino a raggiungere la grande cengia con mughi, dove si fa sosta.
  • Lunghezza 3, 100 metri: proseguire facilmente sulla cengia fino alla base della parte superiore. Andare verso destra, oltrepassando la grande spaccatura della parete, e scendere leggermente, fino ad un chiodo con cordone, dove si sosta. Poco più sopra visibile un cordone su clessidra.
  • Lunghezza 4, VII- inizialmente, poi VI, 55 metri: salire con difficoltà alla clessidra, poi traversare a destra, fino ad arrivare ad un ripiano. Qui è possibile sostare, oppure continuare facendo attenzione agli attriti. Salire per fessura faticosa, e poi per fessure, muretti e lame fino ad una sosta su tre chiodi.
  • Lunghezza 5, VII max, 30 metri: su per muro con prese delicate, poi spostarsi a sinistra e raggiungere un muretto breve ma difficile. Superarlo e continuare più a sinistra per roccette a raggiungere una buona cengia con sosta su tre chiodi con cordone. Alcune prese da verificare.
  • Lunghezza 6, IV+, 45 metri: traversare a sinistra e salire per grande diedro. Non continuare per una bella fessura sulla sua verticale, dove passa un'altra via, ma stare a destra su difficoltà inferiori, fino ad un ripiano alla base di una fessura, sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 7, VI+, 35 metri: salire la bella fessura (attenzione, circa a metà, al suo interno c’è un masso da non tirare), per uscire a sinistra ad evitare una zona di sassi. Si arriva ad un altro ripiano. Si traversa a destra e si sale per muretti e mughi fino alla spalla sotto la cuspide sommitale, sosta su cordone su massi.
  • Lunghezza 8, VII, 50 metri: salire sopra la sosta ad un primo cordone in clessidra, quindi traversare a destra (altri cordoni visibili, non salire invece dritto verso un paio di cordoni). Si traversa ancora (difficile), per salire qualche metro e traversare ancora leggermente a destra. Si trova qui una sosta su due chiodi, per spezzare eventualmente il tiro (problemi di attriti). Continuare ora a salire in obliquo verso sinistra, fino a raggiungere la sommità del Fraton, sosta su mugo con cordoni. All’estremità sinistra presente una campana e il libro di vetta.
  • Note: ambiente selvaggio e isolamento fanno da contorno alla salita di questa bella guglia. Si tratta di una via alpinistica da non sottovalutare, di grande soddisfazione. E’ necessario che i componenti della cordata siano tutti ben preparati, perché alcuni traversi sono impegnativi anche da secondi
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter "Pres" Polidori, da una ripetizione con Ivan "Camuno" Moscardi il 7 ottobre 2017.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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