Piz Roseg (m.3937) - parete NE all'anticima NW, via Diemberger-Schonthaler

Piz Roseg (m.3937) - parete NE all'anticima NW, via Diemberger-Schonthaler

Dettagli

  • Accesso stradale: provenendo dalla SS36 Valassina in direzione Colico, proseguire fino a Chiavenna e continuare in territorio svizzero in direzione St. Moritz. Superare il paese fino alla stazione ferroviaria di Pontresina.
  • Avvicinamento: lasciare la macchina e imboccare la strada carrozzabile chiusa al traffico che percorre la Val Roseg fino all'Hotel Roseg. Da qui prendere il sentiero sulla sinistra che attraversa il torrente e rimonta dolcemente il versante destro orografico e, piegando verso sinistra, conduce alla Chamanna da Tschierva (m.2583). (3h30)
    Dalla stazione ferroviaria di Pontresina fino all'Hotel Roseg (circa 7 Km) esiste un servizio di trasposto con calesse che permette di guadagnare circa un'ora.
  • Attacco: dal rifugio si percorre il sentiero verso SE, si superano due piccoli torrenti che scendono dal Piz Morterasch e si raggiunge un bivio con ometto (circa 10 minuti dal rifugio): si percorre la traccia in leggera discesa verso destra che porta in breve sul Vadret Da Tschierva. Si attraversa il ghiacciaio in piano puntando ad un pendio nevoso appena a monte del punto quotato 2469: l'estremo inferiore di una bastionata rocciosa che, proseguendo verso monte fino al Piz Umur e al Piz Scerscen, taglia in due la parte superiore del ghiacciaio. Si risalgono i pendii nevosi, scavalcando nel punto più semplice questa bastionata, fino a mettere nuovamente piede sul ghiacciaio. Da qui, tenendosi tra il Piz Umur e la zona crepacciata si raggiunge la conca superiore del Vadret da Tschierva. Si piega quindi verso NNW puntando alla base della parete.
  • Discesa: seguendo la cresta NW (Eselsgrat). Dalla vetta seguire verso NW la breve cresta nevosa fino ad un muretto verticale di pochi metri da scendere a sinistra (scendendo). Successivamente seguire i ripidi pendii che portano alle rocce (verso destra) che si affacciano sul Vadret da Tschierva (non seguire la traccia che, verso sinistra, scende per la via normale sul versante opposto). Appena giunti al primo avamposto roccioso è presente un cordone bianco dal quale, probabilmente, sono attrezzate delle calate su cordini fino al ghiacciaio: soluzione sicuramente più breve ma non sperimentata (attenzione alle scariche!). Aggirando invece le roccette verso sinistra (scendendo) si raggiungono le calate:
    1. prima, corta calata sulla cresta seguita da una breve crestina necessaria a raggiungere la successiva calata;
    2. seconda e terza circa dritte fin sotto un diedro, al termine del quale (a destra in alto, faccia a monte) c'è una sosta di calata: sfruttare quest'ultima calata nel caso si voglia scendere ancora un poco in doppia anzichè arrampicare sul facile. Abbiamo provato ad allungare le doppie e saltare una sosta ma si sono incastrate le corde.

    Si individua una freccia gialla che indica la possibilità di andare a sinistra (faccia a valle). Da qui 2 possibilità: seguire la freccia gialla, risalendo il breve pendio e continuare la discesa lungo la Eselsgrat (non verificato); oppure scendere su sfasciumi verso destra (faccia a valle) fino ad un ultimo anello di calata (non si vede, è dietro un masso!!) che permette, con una breve doppia, di tornare sul ghiacciaio. Attenzione in questo caso, terreno più pericoloso.

  • Difficoltà: D+, inclinazione fino a 60° con passaggi di III.
  • Sviluppo: circa 1400 m dalla Chamanna da Tschierva, 680 m dalla base della parete (sviluppo maggiore a causa dei traversi che vengono fatti).
  • Attrezzatura: due mezze da 50 m, due piccozze, qualche chiodo da ghiaccio, una scelta di nut e friends, fettucce e cordini oltre alla normale attrezzatura necessaria per affrontare in sicurezza il ghiacciaio. Eventualmente è possibile portare una sola mezza corda da 50 m doppiandola ove necessario.
  • Esposizione: nord-est.
  • Periodo consigliato: fine primavera, inizio estate.
  • Tempo salita: 2h30 di avvicinamento e 3h00/4h00 per la salita (a seconda delle condizioni).
  • Primi salitori: Kurt Diemberger e Karl Schonthaler nel luglio del 1958.
  • Riferimenti bibliografici: Canetta, Miotti, BERNINA, Guida ai Monti d'Italia CAI-TCI
  • Cartografia: Carta Nazionale Svizzera, foglio n° 1277 Piz Bernina, scala 1:25.000
  • Relazione: si supera la terminale nel punto più agevole tenendosi indicativamente a sinistra della verticale del seracco triangolare sorretto dalla seconda fascia rocciosa. Superata la crepaccia si sale prima verticalmente, poi si aggira la prima barriera rocciosa percorrendo uno scivolo nevoso verso sinistra. Si continua lungo la linea di massima pendenza (o piegando di poco a sinistra) fino alla seconda barriera rocciosa, che si supera direttamente sfruttando un sistema di cenge che porta verso sinistra (pass. di III , utili friends). Superata questa fascia, si prosegue su neve puntando leggermente verso destra e si aggira un isolotto roccioso dopo il quale, seguendo un pendio uniforme e lasciando delle roccette sulla destra, si arriva direttamente all'anticima NW.
  • Note: ambiente bellissimo e via mai difficile; sicuramente l'abbondante innevamento ci ha semplificato notevolmente l'ascensione, permettendoci di essere in cima in poco più di 3 ore.
    Durante la discesa dalla Eselsgrat abbiamo assistito a continue slavine provenienti dalla parete appena percorsa. Si consiglia quindi di essere all'attacco della parete non più tardi dell'alba (5-5,30 al massimo), in modo da sfruttare al meglio la luce e il rigelo notturno.
    Il rifugio prepara la colazione per le 3,00, ma è troppo tardi visto il tempo necessario ad arrivare all'attacco. Si consiglia quindi di attrezzarsi per prepararla per proprio conto.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Emanuele Nugara e Walter Polidori da una ripetizione del 28 giugno 2009 effettuata con Paolo Morelli e Massimo Marazzini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.