Punta Sertori (m.3195) - via Ying Yang

Punta Sertori (m.3195) - via Ying Yang

Dettagli

  • Accesso stradale: da Milano verso la Valtellina, alla fine della nuova superstrada che supera Morbegno, all'altezza di Ardenno dopo il ponte ad archi, svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per Val Masino. Superato Cataeggio, Filorera e S. Martino, salire fino al termine della provinciale, raggiungendo i Bagni di Masino (m. 1172). Il primo piccolo parcheggio sulla sinistra dove c’è la piazzola del bus non è a pagamento, il parcheggio dopo il ponticello è a pagamento.
  • Avvicinamento: dal parcheggio proseguire lungo la strada che costeggia gli edifici dei Bagni fino ad una radura con paline indicative, seguire a destra l'indicazione per il rifugio Gianetti e salire il sentiero nel bosco. Raggiungere l'Alpe Corte Vecchia e successivamente le Termopili, una caratteristica strettoia tra due grossi massi. Proseguire ancora nel bosco fino ad una grande cascata. Oltrepassarla e raggiungere il grande altipiano detto il Pianone. Superare un ponte e proseguire su un ripido sentiero rimontando sulla sinistra un costone roccioso. Proseguire ancora per il sentiero intervallato da alcune placche di roccia e raggiungere un grosso ometto di pietre. Proseguire ancora per dossi e pietraie fino al rifugio a quota m.2534. (3h00)
    Dal rifugio Gianetti, seguire il sentiero verso il rifugio Allievi Bonacossa e lasciarlo poco dopo per gande, sassoni e placche puntando alla  sella tra punta Enrichetta ed il catino del Badile. Attraversare verso la punta Sertori posta dietro alla Punta Enrichetta.
  • Attacco: circa 40 metri a destra dello spigolo Marimonti, nella parte più bassa della parete. Simbolo "ying-yang" verde all’attacco.
  • Discesa:
    Due possibilità:
    • in doppia sulla via (soluzione non verificata, ma sconsigliato per la natura del terreno);
    • se si prosegue fino alla cima della punta Sertori seguendo lo spigolo Marimonti: dalla vetta effettuare la prima doppia (25 metri) in direzione della conca del Badile fino a giungere ad una sosta (due spit con maglia rapida) posta su un terrazzino comodo. Con un'altra doppia (45 metri) si giunge alla grande cengia alla cui estremità sinistra (faccia a monte), segnalato da un ometto, è presente la sosta di calata. Da quì con due doppie da circa 30 metri e due da circa 50 metri si arriva al ghiaione terminale. A destra (faccia monte) attraversare il ghiaione (ometti) in direzione di un sassone orizzontale, indicato da ometto, dietro il quale si trova la calata. Con due doppie da 30 metri, si giunge alla base della parete.Tutte le calate sono su due spit con maglia rapida, stato dei cordoni di sosta da verificare. (2h00)
  • Difficoltà: VI+
  • Sviluppo: circa 290 metri la via, più 300 metri di cresta fino in vetta
  • Attrezzatura: normale dotazione alpinistica; 8-10 rinvii, nut e friends fino al 2BD.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 5h00/6h00.
  • Primi salitori: B. Gotte e c., 27/08/2003
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 50 metri: rimontare in verticale la placca lavorata, quindi stare a dx del risalto e salire la fessura fino al suo termine. Con passi delicati traversare a sx la placca (spit) e continuare più facilmente in verticale fino alla sosta.
  • Lunghezza 1, V, 50 metri: in verticale verso l'evidente diedro fessurato, quindi con arrampicata entusiasmante risalirlo fino al suo termine.
  • Lunghezza 3, VI+, 40 metri: a dx, per fessure, si guadagna la placca poi con passi delicati si traversa a dx allo spigolo. Lo si aggira delicatamente e si continua sempre per placca ad un fessurino che si segue fino in sosta.
  • Lunghezza 4, IV+, 50 metri: risalire per fessure e placchette il pilastrino arrotondato fino al suo termine.
  • Lunghezza 5, V, 50 metri: obliquare verso dx prima per fessure e poi per placca lavorata fino in sosta vicino alla spigolo.
  • Lunghezza 6, IV, 50 metri: risalire sopra la sosta per placca fessurata puntando alla sella alla base di una torre, dove si incrocia lo spigolo Marimonti.
  • Note: i primi tre tiri, con roccia stupenda, sono molto belli ed ingaggiosi, invece gli altri tre hanno roccia un po’ sporca e lichenosa.
    I pochi spit presenti proteggono unicamente i passi impegnativi. Per il resto, la via va protetta interamente con protezioni veloci.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Susanna Martinelli e Alessio Guzzetti, da una ripetizione dell'8 agosto 2020.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.