Roda di Vael (m.2806), parete ovest - via Eisenstecken
Dettagli
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Accesso stradale:
- Raggiungere il Passo di Costalunga, se si vuole salire a piedi.
- Arrivare a Carezza, nei pressi della seggiovia Paolina, se si vuole salire in parte con essa. Si trova poco sotto il Passo Costalunga, lato Nova Levante, poco distante dal Lago di Carezza.
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Avvicinamento:
- A piedi dal passo Costalunga: si parte da una quota di m.1745 e si percorre il sentiero CAI 552, seguendo le indicazioni per il rifugio Paolina. (1h30)
- Con seggiovia fino al Rifugio Paolina.
Altra possibilità è andare in auto verso il passo Nigra, fino ad uno slargo con parcheggio sterrato. Imboccare il sentiero n.9 "Kaiserstein" in direzione del passo del Vaiolon, che si segue fino al cospetto della parete ovest. Da qui traversare a destra in direzione dell’attacco. (1h30) - Attacco: e' spostato a sinistra rispetto al centro della parete, in corrispondenza di una evidente fessura-camino che sale fino ad un grosso strapiombo in alto.
- Discesa: dalla ferrata nord, scendere fino al sentiero che, seguito per canale a sinistra, riporta al sentiero che arriva dal Rifugio Paolina. (1h00)
- Difficoltà: VI+. Proteggibilità: R3, spesso R4.
- Sviluppo: circa 310 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al 4BD, avendo il 5 e il 6 li si possono usare bene nei primi tiri, ma risultano fastidiosi nei camini. Martello e qualche chiodo per emergenza. Le soste sono tutte attrezzate su chiodi, sui tiri pochi chiodi e qualche raro cordino in clessidre.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: dolomia, un po' friabile ma meglio di quanto sembri, è ripulita dalle ripetizioni. Nella parte alta roccia grigia più sicura.
- Periodo consigliato: estate, autunno.
- Tempo salita: 6h00.
- Primi salitori: O.Eisenstecken, F.Rabanser, L.Oberrauch, 1947.
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Riferimenti bibliografici:
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Bernard A., La nuova guida del Catinaccio, Edizioni Mediterranee
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Bernardi M., Arrampicare sul Catinaccio, Edizioni Athesia
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- Relazione
- Lunghezza 1, VI, 45 metri: salire a destra della fessura-camino, per poi entrare subito a sinistra nella spaccatura. Si continua seguendola, evitando una prima sosta. Si prosegue fino alla successiva, su due chiodi più cordone su masso incastrato.
- Lunghezza 2, V+, 30 metri: si sale ancora seguendo la spaccatura, ora un po' più ammanigliata, e superando uno strapiombino, sosta su chiodo e cordone su masso incastrato.
- Lunghezza 3, VI+, 40 metri: si parte subito sul difficile, nello stretto camino (fessurona off-width). Si continua fino ad un muretto con due chiodi accoppiati, con passo difficile, per uscire poi ad un masso con cordone. Continuare nel diedro, fino al grande masso incastrato superiore, da superare a raggiungere sopra di esso la sosta su due chiodi e cordone.
- Lunghezza 4, VI+ o VI e A0, 35 metri: continuare verso uno strapiombino, sotto il grande strapiombo che chiude la spaccatura della parte bassa della via. Si supera lo strapiombino, aggettante ma con roccia ammanigliata, per continuare poi verso sinistra per muro più articolato, fino ad uscire a sinistra su rocce facili, salendo poi alla sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 5, VI-, 30 metri: si sale per roccette, fino al grande diedro aperto sovrastante. Si arrampica sul muro di destra, usando spesso la fessurona nel diedro. La sosta è su due chiodi, a destra di una nicchia. Attenzione, lunghezza spesso bagnata nella fessura.
- Lunghezza 6, V, 25 metri: si sale dritto ad un chiodo, quindi si traversa a destra (ignorando una sosta con cordone blu poco più in alto vicino al diedro) e si sale per muretto con buone prese. Si traversa a destra e si arriva ad una sosta (cordone verde), leggermente più in basso, alla base di un diedrino formato da un pilastrino. Si sale il diedro fino al suo culmine, dove si sosta su spuntoni, sosta da attrezzare.
- Lunghezza 7, V+, 30 metri: traversare brevemente a destra, a raggiungere un diedro da salire fin sotto uno strapiombo. Traversare leggermente a sinistra per evitarlo, per poi salire ed obliquare leggermente verso destra. Ora salire per muro verso la sosta, cercando i punti deboli, sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 8, V/V+, 30 metri: salire leggermente verso destra seguendo i punti deboli, poi dritto. Raggiungere un muro nero dritto, da superare con un passaggio delicato, sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 9, VI, 45 metri: su per muretto, poi evitare una zona aggettante andando a destra. Dopo circa dieci metri dalla sosta precedente si trovano due chiodi, di una eventuale sosta. Salire circa verticalmente, seguendo i punti deboli di un bel muro verticale (qualche cordone e chiodo). Infine, non stare troppo a destra (friabile!), ma obliquare verso sinistra, a raggiungere dei gradoni e puntando ad una cengia a sinistra, dove si trovano due chiodi di sosta.
- La via originale dovrebbe salire ancora, con difficoltà indicative di IV+, per circa 60 metri. Comunemente dalla sosta 9 si traversa però a sinistra, faccia a monte, su una cengia, con un breve tratto anche in discesa (poco prima c'è un chiodo vecchio dietro uno spigolino). Si traversa lungamente fino alla cresta nord, dove si trova la ferrata (passi II). Dalla ferrata salire alla cima in circa 0h10, oppure scendere direttamente.
- Note: via storica, aperta affrontando in libera una zona di parete con delle debolezze, ma con difficoltà di tutto rispetto. La via è molto sostenuta e continua, spesso poco proteggibile.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 19 luglio 2020 con Alessandro Ceriani.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.