Valle del Sarca, Coste dell'Anglone (Sass dela Vecia) - via Oksana

Valle del Sarca, Coste dell'Anglone (Sass dela Vecia) - via Oksana

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud.
    Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco.
    Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
    Sulla strada Arco-Trento, entrare nel paese di Ceniga (frazione di Dro). Percorrere la strada principale del paese, fino ad una stradina con indicazioni per il sentiero degli Scaloni. Di fronte a questa stradina si trova un parcheggio, dove lasciare la macchina.
  • Avvicinamento: percorrere la stradina e attraversare un ponte romano. Dopo di questo seguire la strada a dx, fino all’agriturismo “Maso Lizzone”. Qui prendere una sterrata a sx e poi seguire le indicazioni per il Sentiero degli Scaloni, fino a quando si trova un cartello per il Sentiero delle Cavre. Continuare per questo, entrando in un bosco. Fare attenzione ad un ometto sulla sx, dove si stacca una traccia che sale. Seguirla fino ad arrivare contro la parete. Si trova prima la falesia La fattoria degli struzzi, quindi si continua fino ad incontrare l’attacco con il nome della via, prima della via Il luogo degli esseri brutti. (0h30)
  • Attacco: in corrispondenza di uno spiazzo con il nome della via sulla parete.
  • Discesa: salire brevemente nel bosco. Si arriva al Sentiero degli Scaloni. Seguito in discesa verso destra riporta al sentiero dell’andata. E’ parzialmente attrezzato con scale e funi metalliche. (0h40)
  • Difficoltà: 6b max., 6a obbligato. Proteggibilità: S1.
  • Sviluppo: circa 200 metri.
  • Attrezzatura: la via risulta ben attrezzata a fix, anche alle soste. Friend e nut non indispensabili.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: ottimo calcare, roccia bella su quasi tutta la via, ma in alcuni tratti ripulita. Fare attenzione a qualche masso e sasso instabile.
  • Periodo consigliato: salibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: Giuseppe Mantovani, 2012.
  • Riferimenti bibliografici: Filippi D., Arco pareti, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6b, 30 metri: partenza su muro verticale con appoggi lisci, non facile. Si prosegue leggermente a destra per zona centrale più ammanigliata, per finire su un altro breve tratto verticale e impegnativo, che porta ad una cengia dove si sosta.
  • Lunghezza 2, 3a, 25 metri: continuare per zona facile in obliquo verso sinistra, fino ad una cengia dove si sosta.
  • Lunghezza 3, 6a+, 30 metri: su per muri e placconate, andando poi verso sinistra, per puntare ad un diedro più in alto, che si raggiunge dopo un muretto impegnativo con lama a destra.
  • Lunghezza 4, 6a+, 30 metri: si sale per placca con belle gocce, per continuare poi in diedro, che in un tratto presenta la parete di destra stupendamente lavorata dall’acqua. Si prosegue per fessura, si traversa a destra e si arriva alla sosta.
  • Lunghezza 5, 6a, 25 metri: affrontare uno strapiombo grazie a buone prese, per poi traversare a sinistra e proseguire per un altro muretto con uscita delicata. Si prosegue per muro più facile che porta alla sosta.
  • Lunghezza 6, 6b, 25 metri: salire per muro molto tecnico, per arrivare ad uno strapiombo. Lo si supera direttamente su buone prese, fino ad una cengia.
  • Lunghezza 7, 5b, 25 metri: andare verso sinistra, per salire una placconata facile ma con qualche presa da verificare. Si piega poi verso destra, per uscire poi dritto alla sosta.
  • Lunghezza 8, 6a+ (breve tratto), 20 metri: un breve muretto delicato porta ad uno strapiombo, dopo il quale si prosegue facilmente fino alla cengia finale.
  • Note: bella via, divertente e ottimamente attrezzata, ideale quando si ha poco tempo a disposizione, o come seconda salita in questo settore di parete. Occorre fare attenzione a qualche masso instabile e qualche tratto da ripulire.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 25 marzo 2018 con Ivan Camuno Moscardi e Luca Carnelli.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.