Valle del Sarca, Becco del Pezol (toponimo proposto) - via E' solo un passo
Dettagli
- Accesso stradale: arrivare ad Arco di Trento e da lì dirigersi verso Bolognano (frazione di Arco). Prendere la strada per il Monte Velo e Gazzi. Dopo 3,7 km dalla chiesa si arriva ad un tornante che piega a destra, dove si vede una stanga che impedisce di entrare in una strada forestale, con un cartello in legno che indica "Eremo di S.Giacomo". Parcheggiare nei pressi della stanga, senza ostacolare il passaggio.
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Avvicinamento:
entrare nella strada forestale dopo la stanga. Seguirla e fare attenzione a prendere un sentiero a sinistra, nei pressi del cartello "Garda Trek". Il sentiero scende e poi risale. Continuare fino ad individuare una traccia che sale a destra rispetto al sentiero principale, dopo una zona con massi. Si segue la traccia, arrivando di nuovo al sentiero, nei pressi di un cartello "Garda Trek". Qui salire a destra e arrivare ad un caratteristico grosso tronco decorato con dei pendagli. Dopo di questo c’è un tratto di sentiero in piano, all’incirca sotto la direttiva del Becco. Salire nel bosco verso di esso, senza percorso obbligato, cercando i punti più facili e leggermente in obliquo verso destra. Quando si arriva sotto un tratto ripido e in parte roccioso, lo si costeggia verso destra fino ad individuare un canalino erboso che permette di salire. Si esce a destra e si sale nel bosco, fino ad un altro saltino a sinistra. Si trova un altro tratto facile che permette di accedere ad un pendio erboso a sinistra e porta ad un punto ripido con roccette, dove si attraversa con attenzione verso sinistra. Si arriva così al bosco sotto il Becco. Si traversa a sinistra in discesa, fino ad un tratto che scende ripido.
Avvicinamento non semplice e da fare con attenzione, a causa del terreno insidioso. Questo tratto non è stato segnato. (1h00)
- Attacco: individuare un muretto con una grossa edera, cordino sul tronco dell’edera.
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Discesa:
dall’ultima sosta salire per tracce verso il bosco e poi in obliquo verso sinistra. Scendere un tratto ripido dritto e poi a sinistra, per continuare verso destra. Si arriva ad un albero con tre bolli gialli (fino a qui bolli gialli su alberi e qualche raro ometto), da cui ci si riallaccia alla discesa della via L’euforia di Susy. Si seguono delle tracce, che scendono e poi vanno verso sinistra, in direzione del sentiero che arriva dal Monte Pezol (quello che in cima ha un traliccio ENEL). Presenza di bolli grigio-argento su alberi. Seguire il sentiero verso sinistra, arrivando ad un cartello indicatore per il sentiero "Garda Trek". Qui scendere a sinistra (ometto) per traccia, fino ad arrivare al sentiero, da seguire a sinistra per tornare al parcheggio.
NB: in discesa all’inizio si trovano anche segni blu e rossi, che spesso coincidono con la traccia seguita da noi. (1h00)
Discesa di emergenza: nel caso sia necessario scendere sulla via, le soste sono attrezzate con cordone per le doppie. Alla sosta 1 conviene scendere sul tiro ma fermarsi poco sotto, sull’alberello con fettuccia, e fare una ulteriore doppia da lì, per evitare troppi attriti. Dato il tipo di terreno, c’è la possibilità che le corde a volte si incastrino.
Una volta alla base, faccia a valle scendere nel pendio di destra e poi per canale ripido con alberi (attenzione), fino a quando si arriva in prossimità di una placconata rocciosa. Poco prima di questa, attrezzare una doppia su albero e scendere la placconata, fino al suo termine. Qui scendere nel bosco, su terreno facile, fino ad arrivare al sentiero preso all’andata, che si segue verso sinistra. - Difficoltà: VI+/A1 max., in libera ultimo tiro probabilmente VII/VII+.
- Sviluppo: circa 225 metri.
- Attrezzatura: 12 rinvii, soste attrezzate su chiodi e alberi, tutte con cordone. Sui tiri chiodi e qualche cordone. Portare una serie di friend fino al n°3 BD, doppiandoli dallo 0,75 al 3 BD. Friend n°5 e 6 BD non indispensabili ma eventualmente utilizzabili nella fessura dell’ultimo tiro. Martello e qualche chiodo molto consigliati per emergenze e per integrare qualche protezione.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare, ripulito dagli apritori ma con alcune zone ancora leggermente sporche. In diversi tratti roccia veramente bella. Attenzione a qualche zona con prese da verificare.
- Periodo consigliato: primavera, autunno, inverno. La parete è esposta molto bene al sole.
- Tempo salita: In apertura 8h, per una ripetizione calcolare circa 5h.
- Primi salitori: Walter Polidori, Alessandro Pelanda, Luca Carnelli, 14/04/2018.
- Riferimenti bibliografici: Emanuelli G., Calzà S. (a cura di), Vie di roccia e grotte dell’Alto Garda, Sezione SAT di Arco. E' una guida ormai introvabile, che riporta le prime vie storiche della zona. Il Becco del Pezol non era mai stato salito prima di questa via relazionata.
- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 25 metri: si sale a sinistra dell’edera, per poi spostarsi a sinistra a raggiungere una spaccatura, che si utilizza per uscire dal muro. Si supera una caratteristica lista rocciosa e si arriva alla base di un altro muro (chiodo), che si attacca verso sinistra, prendendo una bella fessura-lama (in uscita fettuccia su alberello a sinistra). Si continua su roccette facili e dopo pochi metri si traversa su cengetta verso destra, dove si sosta su due chiodi, vicino allo spigolo di una paretina.
- Lunghezza 2, IV poi II, 30 metri: salire un bellissimo muretto lavorato sopra la sosta, per poi continuare su terreno facile ed erboso (cordone su albero). Passare tra alcuni alberi e poi puntare verso destra e salire ad un albero con cordone sotto una placconata, dove si sosta.
- Lunghezza 3, VI+, 30 metri: su per muretto con spaccatura, sopra la sosta a destra (chiodo e cordone su alberello). Si continua su placca, grazie ad una spaccatura che la incide ed arriva ad un alberello con cordone. Dopo di quello traversare facilmente a sinistra (chiodo) e raggiungere delle belle spaccature che salgono in obliquo verso destra (cordone su clessidra in alto), fino ad arrivare sotto uno strapiombo (chiodo). Qui traversare con difficoltà verso destra (chiodo con cordone dietro lo spigolo), a raggiungere un buon ballatoio alla base di un diedro. Sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 4, V+, 20 metri: salire il breve diedro (chiodo), continuare più facilmente su terreno abbattuto a raggiungere una cengia con albero cordonato. Traversare a destra una zona terrosa e sostare su albero con cordone.
- Lunghezza 5, V, 30 metri: seguire una spaccatura con albero con cordone e arrivare ad un terrazzino con albero cordonato (attenzione ad un grosso masso appoggiato in uscita sul terrazzino). Salire un bel muretto (chiodo) e raggiungere una lama sotto uno strapiombo, che si segue verso sinistra. Si procede brevemente in un canale, sosta su albero con cordone.
- Lunghezza 6, V, un passo VI, 25 metri: si continua sulla parete di destra, in corrispondenza di una fessura (tronco tagliato con cordone). Traversare a destra (chiodo con cordone) e doppiare uno spigolo, tenendo un grosso albero in basso all’altezza dei piedi. Salire per roccette ad una cengia, sosta su alberello basso con cordone, sotto la direttiva del becco sommitale.
- Lunghezza 7, V+, 30 metri: traversare a destra (chiodo con cordone che indica la direzione) e salire a raggiungere un bellissimo diedro (nel diedro due chiodi con cordone, quello di sinistra è meno affidabile). Al termine del diedro si raggiunge una cengia dove si sosta su albero con cordone.
- Lunghezza 8, VI/A1 la fessura (in libera VII/VII+?). Poi V+/VI, 35 metri: salire la bellissima fessura di destra, fino al suo termine. Lì traversare a sinistra su buone lame, arrivando allo spigoletto di sinistra. Si sale un muretto (chiodo) e si traversa a sinistra su ripiano, oltrepassando una larga fessura. Salire alla base del camino superiore ed entrarci. Il camino è stretto, ma si riesce a procedere camminando sul suo fondo terroso, con un paio di piccoli massi da superare. Al suo termine salire verso sinistra e sostare su albero (35m, VI/A1 la fessura, in libera probabilmente VII/VII+. Poi V+/VI). Circa 5 metri sopra si trova un albero con cordone, sotto il quale c’è un buco con il libro di via. Variante: invece di salire la fessura di destra, è possibile salire la fessura di sinistra, sopra la sosta. Si tratta di una fessura larga, dove per proteggersi occorrono friend maxi (ma a sinistra qualche lama probabilmente utilizzabile). Dopo la fessura si arriva al camino e si continua come descritto sopra (soluzione non verificata).
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Note:
via dedicata ad una persona speciale: Fabrice Calabrese.
È solo un passo, però bisogna farlo quel passo.
Questa è la frase che ci fa ricordare di lui, quando si scherzava su alcuni passaggi difficili in arrampicata.
La via è alpinistica e da non sottovalutare. E’ poco protetta e occorre utilizzare protezioni veloci. Si trova in bellissimo ambiente selvaggio, con vista sul Lago di Garda. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, dalla salita di apertura della via del 14 aprile 2018.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.