Valle del Sarca, Parete di Pezol sud - via L'euforia di Susy

Valle del Sarca, Parete di Pezol sud - via L'euforia di Susy

Dettagli

  • Accesso stradale: arrivare ad Arco di Trento e da lì dirigersi verso Bolognano (frazione di Arco). Prendere la strada per il Monte Velo e Gazzi. Dopo 3,7 km dalla chiesa si arriva ad un tornante che piega a destra, dove si vede una stanga che impedisce di entrare in una strada forestale, con un cartello in legno che indica "Eremo di S.Giacomo". Parcheggiare nei pressi della stanga, senza ostacolare il passaggio.
     
  • Avvicinamento: entrare nella strada forestale dopo la stanga. Seguirla e fare attenzione a prendere un sentiero a sinistra, nei pressi del cartello “Garda Trek”. Il sentiero scende e poi risale. Continuare fino ad individuare una traccia che sale a destra rispetto al sentiero principale, dopo una zona con massi. Si segue la traccia, arrivando di nuovo al sentiero, nei pressi di un cartello "Garda Trek". Qui salire a destra e continuare fino a dei cavi metallici fissi. Dopo il secondo cavo metallico, dopo circa 30 metri si trova sulla destra un ometto. Salire nel bosco obliquando verso destra, fino alla base della parete (tracce e bolli grigio-argento su alberi). (0h45)
     
  • Attacco: individuare una placca pulita, che alla base ha un ometto e sulla prima paretina ha un bollo grigio-argento.
  • Discesa: dall’ultima sosta salire per tracce vero il bosco. In corrispondenza di un segno blu a sinistra non seguirlo ma proseguire dritto. Poi obliquare verso sinistra, seguendo delle tracce, che in seguito scendono e tornano verso sinistra, in direzione del sentiero che arriva dal Monte Pezol (quello che in cima ha un traliccio ENEL). Fino a qui presenza di bolli grigio-argento su alberi. Seguire il sentiero verso sinistra, arrivando ad un cartello indicatore per il sentiero "Garda Trek". Qui scendere a sinistra (ometto) per traccia, fino ad arrivare al sentiero, da seguire a sinistra per tornare al parcheggio. (0h40)
     
  • Difficoltà: V+, un passo di VI. Proteggibilità: R2-3.
  • Sviluppo: circa 160 metri.
  • Attrezzatura: 10 rinvii, soste attrezzate su cordoni in clessidre, alberi o chiodi. Sui tiri chiodi e cordoni in clessidra più un nut incastrato. Portare una serie di friend fino al n°3 BD.
     
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare, ben ripulito dagli apritori, in diversi tratti veramente bello. Attenzione a qualche breve zona ripulita con prese da verificare.
  • Periodo consigliato: primavera, autunno, inverno. La parete è esposta molto bene al sole.
  • Tempo salita: 2h00/3h00.
  • Primi salitori: Ivan Moscardi, Walter Polidori, Susanna Martinelli, 23/12/2017.
  • Riferimenti bibliografici: Emanuelli G., Calzà S., Vie di roccia e grotte dell’Alto Garda, Sezione SAT di Arco. E’ una guida ormai introvabile, che riporta le prime vie storiche della zona.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, VI max, 40 metri: salire verso sinistra, per proseguire su placca facile con gradini. Si arriva ad una cengetta dove si trova una clessidra con cordino. Continuare per bella placca non proteggibile ma con buone prese, stando circa nel centro. Si raggiunge una evidente breve paretina leggermente strapiombante (nut incastrato alla sua base) che si supera in corrispondenza di un lungo cordone su chiodo (passaggio VI, possibile A0). Si continua più sopra per una breve parete verticale, dopo la quale si sosta a sinistra su albero con fettuccia. Nel tiro: un nut incastrato, due chiodi con cordone, un cordone in clessidra.
  • Lunghezza 2, IV, 20 metri: si sale per saltini, fino ad una piccola cengia, con cordone su albero a destra.
  • Lunghezza 3, V+, 25 metri: traversare a destra, su cengetta. Si sale su placca raggiungendo un bellissimo diedro a destra, leggermente appoggiato, con roccia molto bella e fessura. Alla base del diedro cordino in clessidra. Nel diedro due chiodi. Quando il diedro diventa più sporco, in corrispondenza del secondo chiodo si traversa a sinistra su buone prese, fino alla sosta su due clessidre con cordoni, da collegare.
  • Lunghezza 4, V, 20 metri: proseguire per bella placca fino ad un muretto con roccia delicata, da cui si esce a destra. Continuare per placchette verso sinistra, alla sosta su cordone in due clessidre. Nel tiro: tre chiodi, un chiodo con cordone, una clessidra con cordone.
  • Lunghezza 5, IV, 20 metri: salire leggermente e traversare su buona placca verso destra, raggiungendo la base di uno spigolo. Lo si segue arrivando ad un terrazzino con albero, dove si sosta su due chiodi con cordone. Nel tiro: un chiodo, una clessidra con cordone, un chiodo con cordone.
  • Lunghezza 6, IV, III, 35 metri: si continua per lo spigolo, affrontandolo per muretto centrale e poi via via sempre più facilmente, uscendo a sinistra alla sosta su alberelli con cordone. Nel tiro: un cordone su albero, un cordone in clessidra.
  • Note: bella via tradizionale, breve ma con buona roccia, e ripulita. Durante l’apertura pensavamo fosse  l’unica via presente su questa parete, ma probabilmente era stata aperta un’altra via nel 1974, da parte di Enrico Leonardi e Mario Morandini (Via della parete Sud, roccia friabile, III/IV).
    L’euforia di Susy è concatenabile con le vie presenti sulla Parete di Pezol che escono al traliccio ENEL, tra cui le recenti e consigliabili Sulle pance del Pezol e Cercando la trincea, di Florian Kluckner & soci.
    Come sempre è stata una bella avventura, anche se breve. Il nome della via non ha bisogno di spiegazioni: Susanna era talmente euforica alla sua prima apertura, che non si sarebbe potuto dare altro nome.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, dall'apertura del 23 dicembre 2017.
     
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.