Gruppo di Puez, Sass da Ciampac (m.2272) - via Classico è bello

Gruppo di Puez, Sass da Ciampac (m.2272) - via Classico è bello

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere il Passo Gardena, quindi scendere in direzione Colfosco e lasciare la macchina nello sterrato in corrispondenza del primo grande tornante che si incontra (zona con panchina e ampio sterrato).
  • Avvicinamento: salire una traccia per prati sino a raggiungere la Malga Cir (m.2093) ed incontrare il sentiero n. 8 che si segue verso destra. Il sentiero continua lungamente in falsopiano e poi passa tra due fienili molto vicini in una piccola radura. Si prosegue sul sentiero sino ad un pianoro dove è presente un altro fienile, che ha sul fianco una palina indicatrice di sentieri. Poco dopo si stacca a sinistra una traccia in direzione della parete, che attraversa prati e poi risale un ghiaione. Si continua per tracce sul ghiaione che scende dal grande canale roccioso che si trova tra le due cime principali del Ciampac. Prima di arrivare all’imbocco del canale, traversare a sinistra per pendio erboso. Non salire ad una cengetta evidente più sopra con albero secco, ma traversare ancora a sinistra e scendere qualche metro a raggiungere un grande camino con fondo terroso. Si risale il camino (passi III+) e si esce su cengette erbose. Si traversa a sinistra per tracce, si risale leggermente per rampetta e poi si traversa a destra a raggiungere una cengia erbosa. Qui, andando a destra si raggiunge l’attacco della via Solarium. Invece salire a sinistra (chiodo con cordino) in un altro caminone formato da un avancorpo staccato. Lo si risale (un paio di passi IV) e usciti da esso si traversa verso sinistra, fino a un piccolo terrazzino erboso sotto la direttiva di una fessura-diedro giallastra che alla base ha un chiodo.
    In pratica la via sale sulla cima Occidentale, quella di sinistra del Ciampac.
  • Attacco: in corrispondenza della fessura gialla, sosta da rinforzare.
  • Discesa: indicazioni faccia a monte.
    Dall’uscita della via traversare a destra sulla cresta o poco sotto, a raggiungere una crestina con ometto. Si segue la crestina e al suo termine si traversa verso sinistra, fino ad un ometto poco sotto (non salire ad un ometto più sopra).  Lo si raggiunge e si scende ancora leggermente per gradoni, fino a trovare una zona più facile dove traversare verso sinistra. In traverso superare un breve canalino e traversare ancora fino a raggiungere un pendio di sfasciumi, lo si risale e si attacca una paretina rotta a sinistra. Si traversa a sinistra per rampa e si sale pochi metri ad una forcelletta.  Scendere per canaletti e sfasciumi fino ad un ometto, che indica un ennesimo canalino da scendere. Dopo questo si traversa a sinistra e si sale in obliquo verso sinistra, fino a raggiungere l’evidente facile pendio che scende dalla via normale della montagna. Si scende per sentiero che traversa lungamente verso sinistra, fino ad arrivare ad un bivio con palina indicatrice (Passo Crespeina, crocefisso di legno). Si segue a sinistra per il Passo Gardena, oltrepassando un cancelletto e scendendo in un'altra bella valle. Si risale al passo Cir, a sinistra, e si segue sempre per Passo Gardena, che si raggiunge per facile sentiero. (1h30)
  • Difficoltà: VI+/VII max (VI+ e A0).
  • Sviluppo: circa 500 metri più un facile tratto iniziale a raggiungere l'attacco.
  • Attrezzatura: serie di friend fino al 4 BD, raddoppiare le misure da 0,5 a 2 BD. Martello e qualche chiodo. Soste attrezzate genericamente su chiodi, la maggior parte da rinforzare (spesso un solo chiodo in posto). Nei tiri qualche chiodo, molto radi.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: dolomia di qualità buona/ottima, tranne qualche breve tratto a cui fare attenzione.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno: parete solare. Verificare la presenza di neve per la discesa.
  • Tempo salita: 9h00.
  • Primi salitori: R.Rossin, C.Festi, C.Sarti, estate 1990.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 40 metri: seguire la fessura-diedro sopra la sosta, inizialmente difficile e poi un po' più appoggiata e obliqua a destra, fino ad una zona facile a destra dove si trova la sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 2, V+, 30 metri: traversare a destra su cengia, salire per un vago diedrino e poi per parete aperta, in obliquo verso destra (delicato, difficile da proteggere), fin sotto una evidente fessura-diedro giallastra, sosta su chiodo e nut incastrato, da rinforzare.
  • Lunghezza 3, VI+, 40 metri: salire la difficile fessura-diedro, fino al suo termine. Poco più avanti, a sinistra, si trova la sosta in una grande nicchia: chiodo e clessidra.
  • Lunghezza 4, VI, 45 metri: traversare a sinistra, oltre il bordo della nicchia, e poi salire sul suo bordo sinistro, grazie ad una lama-fessura. Continuare a seguirla verso destra, quando diventa orizzontale, per poi scendere un passo a raggiungere a destra un diedro-rampa. Continuare per diedro un po' erboso ma verticale, fino a raggiungere la sosta su chiodo con cordone poco sotto un breve diedro netto.
  • Lunghezza 5, IV+, 25 metri: salire il diedro e poi sul facile traversare a destra. Scendere un poco e individuare una clessidra dove fare sosta. In alternativa, poco più a destra, si trova un chiodo.
  • Lunghezza 6, VII-, 30 metri: andare verso destra e salire un bel diedro giallo, fino ad arrivare sotto uno strapiombo, sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 7, passi di VII, 35 metri: salire verso lo strapiombo, seguirlo a sinistra e poi superarlo direttamente. Si continua per fessura-spaccatura fino ad un chiodo più in alto, a destra di un cordone in un chiodo. Dal chiodo traversare al cordone a sinistra, quindi scendere a dei piccoli gradini e traversare in piena esposizione verso sinistra. Salire quindi per bel muretto finale alla sosta su due chiodi, leggermente a sinistra rispetto alla direttiva di un diedrone. Tiro faticoso.
  • Lunghezza 8, VII-, 40 metri: salire sulla faccia destra del diedro, per muretto verticale, per poi andare verso il diedro. Salirlo e superare una zona strapiombante, quindi continuare fino ad un altro strapiombo, e successivamente uscire sul facile a sinistra, prima del termine del diedro, su un buon pulpito, dove si trova un chiodo di sosta.
  • Lunghezza 9, VI+, 35 metri: salire sopra la sosta su facili roccette, andare verso destra e arrivare alla base di un bel muro verticale. Salirlo cercando i punti deboli, arrivando ad una lama che permette di uscire sul facile, in una zona abbattuta dove si trova la sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 10, VI+, 20 metri: raggiungere la successiva parete e attaccarla leggermente a sinistra, sulla direttiva di due chiodi. Superare il muro, uscendo a sinistra, arrivando ad una zona facile. Si traversa a destra verso lo spigolo, lo si doppia e si sale facilmente ad un gradone a sinistra, dove si sosta su due chiodi e clessidra con cordone.
  • Lunghezza 11, V+, 55 metri: continuare per bellissimo muro, stando nei pressi dello spigolo, cercandone i punti deboli. Si arriva ad una spalla a sinistra dove si sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 12, IV, 35 metri: traversare a destra (ometto) e proseguire facilmente a ridosso della parete. Si scende un breve e facile saltino e si traversa ancora a destra verso un lungo camino-diedro. Salire nel camino, stando anche sulla parete di destra, fino a trovare una sosta su cordone a sinistra.
  • Lunghezza 13, IV, 35 metri: su ancora e tornare a destra nel camino, da seguire fino al suo termine sotto un tetto. Lì attraversare a sinistra (attenzione ad una lama poco rassicurante) e salire ad una selletta dove si sosta su grosso spuntone con cordone.
  • Lunghezza 14, III, 20 metri: su ancora per breve paretina, stando a sinistra di una spaccatura. Si raggiunge una crestina, dove si attrezza la sosta.
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una salita del 16 giugno 2018 con Alessando Pelo Pelanda.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.