Sassolungo, Pilastro Nord - via Il periodo di Sisifo
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere il Passo Sella (Trentino Alto Adige), e parcheggiare a Rifugio Sella (parcheggio a pagamento in orario diurno).
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Avvicinamento:
dal Rifugio Sella prendere il sentiero che passa nella "Città dei sassi" e porta al Rifugio Comici (guardando il Sassolungo, la direzione è a destra). Arrivati al Rifugio Comici, scendere per grossa sterrata arrivando ad un cancelletto in legno. Dopo questo, individuare una traccia che sale verso il Sassolungo e obliqua verso destra. Ci si dirige verso l’evidente Pilastro Nord, individuando uno strapiombo alla cui sinistra c’è una bella lama-fessura, prima di un tratto di parete che scende leggermente più a valle. (1h00)
- Attacco: in corrispondenza di una fessura-lama alla cui base c’è un cordone in clessidra.
- Discesa: in corda doppia sulla via, facendo attenzione a unire limitatamente i tiri, perché c’è un forte pericolo che si incastrino le corde.
- Difficoltà: VI+ max, (VI e A0). Proteggibilità: R3, qualche zona R4.
- Sviluppo: circa 680 metri fino al libro di via, più 100 metri più facili.
- Attrezzatura: serie di friend fino al 3 BD, utile in qualche punto anche il numero 4 BD. Martello e qualche chiodo per emergenza. Soste attrezzate con un fix con anello e solitamente una clessidra trapanata nella roccia, con cordone. Nei tiri qualche chiodo e qualche cordone, molto radi.
- Esposizione: nord-est.
- Tipo di roccia: dolomia di qualità buona/ottima, tranne qualche breve tratto a cui fare attenzione.
- Periodo consigliato: estate-autunno, parete al sole la mattina in estate.
- Tempo salita: 9h00/10h00.
- Primi salitori: Ivo e Edy Rabanser, Heinz Grill, Florian Kluckner, Barbara Holzer, Sandra Schieder, 31 luglio 2017.
- Riferimenti bibliografici: Ottimo lo schizzo al'indirizzo: http://www.arrampicata-arco.com/via-sisifo.html
- Relazione
- Lunghezza 1, V, 25 metri: salire la fessura-lama fino al suo termine, quindi per roccette e zona erbosa traversare e salire verso sinistra, fino alla sosta alla destra di una grossa nicchia.
- Lunghezza 2, V+, 35 metri: su per il diedro verticale sopra la sosta. Al suo termine traversare a destra alla sosta.
- Lunghezza 3, VI+ max, 35 metri: continuare per paretina che porta sotto uno strapiombo. Lo si segue verso destra, fino al suo termine, quindi si supera il suo punto di debolezza e si continua per rocce più facili con erba.
- Lunghezza 4, V, 50 metri: si sale per bella placconata, con andamento leggermente obliquo verso sinistra.
- Lunghezza 5, V+, 45 metri: si sale in obliquo verso sinistra, su facile rampa, fino a trovarsi sotto un’altra bella placconata, che si sale direttamente.
- Lunghezza 6, breve tratto VI-, 30 metri: su per placca fino alla base di un tratto verticale, dove si traversa a sinistra, per affrontarlo nel punto debole. Si arriva alla sosta poco sopra.
- Lunghezza 7, V+, 25 metri: salire per placconata, leggermente in obliquo verso sinistra.
- Lunghezza 8, V+, 40 metri: ancora placconata, abbastanza lineare, passando prima a destra di una lama e poi evitando a destra uno strapiombetto.
- Lunghezza 9, V, 30 metri: placca leggermente a destra, poi dritto in diedro, uscendo verso sinistra e poi traversando decisamente a destra su roccette e cengia.
- Lunghezza 10, V+, 40 metri: traversare a destra su cengia e, prima di arrivare allo spigolo, salire in una rientranza della roccia. Si traversa leggermente a destra e si prosegue abbastanza dritto.
- Lunghezza 11, V, 30 metri: su per la placconata, abbastanza linearmente.
- Lunghezza 12, IV, 50 metri: su leggermente a destra della sosta, arrivando al termine delle placconate, sotto l'inizio della parte verticale.
- Lunghezza 13, VI+, 30 metri: andare a destra e poi salire uno stupendo muro nero con erosioni, al cui termine si traversa a sinistra alla sosta.
- Lunghezza 14, VI, 25 metri: continuare per bel muro, leggermente a sinistra e poi leggermente verso destra, cercando i punti deboli.
- Lunghezza 15, VI+, 40 metri: salire verso sinistra, ad evitare una zona difficile. Si sale verso uno strapiombetto sprotetto che si supera. Si torna leggermente a destra e si sale a raggiungere un muro verticale, a sinistra di un diedro. Salirlo e poi, quando diventa più difficile, traversare nel diedro, circa a metà della sua altezza. Seguire il diedro e uscire a destra su un pulpito.
- Lunghezza 16, VI, 40 metri: andare a sinistra verso una nicchia giallastra e superare uno strapiombo (poco sopra cordone poco visibile). Si traversa verso sinistra, si sale e poi si torna verso destra. Dopo qualche metro si sale ancora verso sinistra, alla sosta.
- Lunghezza 17, VI, 35 metri: da qui si continua per la "Via degli accademici". Salire per bella fessura diedro.
- Lunghezza 18, VI, 20 metri: continuare per fessura larga e poi per fessura strapiombante (non entrare nel diedro friabile di destra).
- Lunghezza 19, VI, breve tratto VI+, 25 metri: si traversa a sinistra, si sale su una buona lista rocciosa e si torna a destra, verso il diedro. Lo si sale, passando anche per una zona fisica con passaggi in dulfer.
- Lunghezza 20, VI-, 30 metri: salire verso sinistra, proseguire verso l'alto e poi quando diventa difficile andare a destra, per poi ritornare a sinistra salendo, portandosi nel punto di debolezza di uno strapiombo. Lo si supera e si continua per diedro fino alla sosta, dove si trova il barattolo con libro di via in una fessura a destra, vicino alla base del terrazzino.
- Lunghezza 21, III/IV, 100 metri: si continua per canale più facile per tre tiri (21, 22, 23), fino alla vetta.
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Note:
la lunghezza dei tiri è indicativa.
Stupenda via, davvero meritevole! Abbiamo fatto la decima ripetizione, ma vista la bellezza e la possibilità di tornare in doppia, la via diventerà una classica. Il primo tratto è abbastanza verticale, seguono diversi tiri placcosi e divertenti, dove però occorre padroneggiare la proteggibilità scarsa, per finire con una serie di tiri verticali che sono uno più bello dell’altro. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 30 giugno 2018 con Luca Carnelli.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.