Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via Diedro Vinatzer

Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via Diedro Vinatzer

Dettagli

  • Accesso stradale: il Piz De Ciavazes è raggiungibile da Canazei (Val di Fassa, Trentino), prendendo la strada per il passo Sella. Parcheggiare in zona Passo Sella.
  • Avvicinamento: poco prima del passo, salendo da Canazei, individuare il sentiero che va verso le Torri del Sella e il Piz Ciavazes. Costeggiare verso destra la parete della Prima Torre, sino ad una traccia che sale fino alla terrazza tra le Torri del Sella ed il Piz Ciavazes.
    Si segue ora la via Normale per le Torri (max. III) sino al bivio tra Prima e Seconda Torre. Si va verso la Seconda e, al primo tornante, si esce a destra sulla parte iniziale della Cengia dei Camosci, che taglia a metà tutta la parete sud del Piz Ciavazes. Traversare verso destra e raggiungere una grossa grotta, prima di raggiungere il grande diedro dove sale la parte superiore della via. (1h00)
    NB: soluzione non verificata, poichè abbiamo attaccato la via raggiungendo la Cengia dei Camosci da una via nella parte inferiore della parete.
  • Attacco: poco a destra della grotta si trova un diedrino con chiodo e cordone.
  • Discesa: salire in cima al pendio detritico all’uscita della via.
    Da lì due possibilità:
    1. attraversare l’altipiano per raggiungere il sentiero che conduce alla ferrata delle Mesules, e da lì scendere fino a raggiungere il Passo Sella (soluzione panoramica ma più lunga, non verificata);
    2.  scendere verso sinistra sul crestone detritico e arrivare sul bordo della parete, dove si individua un ancoraggio per le calate in doppia (ometto, attenzione esposto a  raggiungere la sosta). Tutte le calate sono su due fix con anello:
      • doppia 1 di circa 50 metri, verticale, evitando una sosta intermedia;
      • doppia 2 di circa 45 metri, verticale, evitando una sosta intermedia;
      • doppia 3 di circa 40 metri, verticale.
      • Con la terza doppia si arriva ad una zona più facile. Si scende per roccette fino ad un colletto. Scendere a sinistra (faccia a valle), su roccette cercando i punti più facili (II/III), fino ad arrivare alla Cengia dei Camosci. Si traversa a sinistra, verso l’attacco del Diedro Vinatzer, e da lì scendere brevemente a raggiungere la traccia di discesa della Cengia dei Camosci. Si va a destra e si seguono le tracce per cenge e saltini di roccia, fino ad arrivare ad un facile canalino detritico da percorrere. Si continua di nuovo per cengia fino ad un salto di roccia che si può scendere con una breve doppia (ancoraggio in loco), oppure in arrampicata (II/III). Si continua fino ad un altro saltino dove ancora si può effettuare una doppia da ancoraggio in loco, oppure scendere in arrampicata (II/III). Si arriva alla base della parete e si seguono tracce che vanno prima a destra e poi ritraversano a sinistra, fino ad incrociare il sentiero (in corrispondenza circa del centro della parete) che scende fino alla strada.
      • È anche possibile evitare di traversare a destra ai salti di roccia. Prima di essi, in corrispondenza di un ometto, si scende a sinistra (faccia a valle), per un canale detritico (tracce), fino ad un saltino di roccia dove si arrampica in discesa su una placca breve ma delicata. Per tracce e sentiero si arriva direttamente alla strada.
    Tempo: circa 1h30/2h00
  • Difficoltà: VII- max., VI obbligato. Proteggibilità: R3.
  • Sviluppo: circa 290 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend completa fino al n° 4 BD. Martello e qualche chiodo per possibili emergenze. Soste su chiodi/clessidre, sui tiri qualche chiodo.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Tipo di roccia: dolomia di qualità mediamente buona, comunque in genere ripulita dai passaggi.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno. A inizio stagione attenzione alle colate di bagnato, e alla discesa che potrebbe presentare neve.
  • Tempo salita: 4h00.
  • Primi salitori: Giovan Battista Vinatzer, Luigi Rifesser, luglio 1934.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+, 60 metri: salire il breve diedro, poi continuare su roccette, leggermente a destra, superando vari muretti cercando i punti deboli, fino ad un ripiano. Salire alla sua destra per muretto e arrivare ad un altro ripiano, dove si sosta su spuntone cordonato, sotto una fessurona.
  • Lunghezza 2, V+, 35 metri: salire per la fessurona, stando inizialmente alla sua destra, per poi entrarci poco sopra. Si continua al suo interno, con bei passaggi in diedro-camino, fin sotto un tratto più difficile. Traversare a sinistra per salire un bel muro con buchi, per poi tornare a destra. Si sale ad un ripiano dove si sosta su due chiodi e clessidra. Una precedente sosta su due chiodi si può evitare.
  • Lunghezza 3, V, 40 metri: traversare a sinistra, in una zona gialla, salire pochi metri e poi tornare a destra. Si continua per diedro e prima del suo termine si aggira a destra uno spigolo e si arriva alla sosta su clessidra.
  • Lunghezza 4, IV, 40 metri: su per canalino di rocce nerastre, per continuare poi su pendio detritico, fino alla sosta su grossa clessidra.
  • Lunghezza 5, VI, 40 metri: salire sopra la sosta, andare a destra tra due massi e salire un facile canalino fino ad uno spuntone con cordone. Ora andare a sinistra verso il diedro-camino. Salire nella parete di sinistra, per poi arrivare ad un chiodo e da lì andare verso il camino. Si sale ancora e appena possibile si entra nello stretto camino. Salire e uscire dalla strettoia, per proseguire in diedro con strapiombini, fino ad un grosso antro a sinistra. A destra di esso, sulla linea del diedro, si trova la sosta su chiodo e clessidra. Possibile anche sostare nella nicchia a sinistra, visibili chiodi, soluzione non verificata.
  • Lunghezza 6, VII- o VI e A0, 8 metri: slire sopra la sosta verso uno strapiombo. Uscirne a sinistra e superare un muretto con cordone. Poco sopra si trova un piccolo terrazzino dove si sosta su due chiodi e cordone su sasso incastrato. Lunghezza concatenabile con la precedente, se si fa attenzione agli attriti della corda.
  • Lunghezza 7, VI, 30 metri: salire sopra la sosta verso uno strapiombo formato da una grossa lama. Contornarla a sinistra, per poi salire nel camino che forma. Si continua per diedro-camino, fino ad uscire in un breve canaletto. Dopo un masso si sosta su terrazzino, sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 8, V+, 40 metri: salire verso sinistra, a raggiungere una fessura nera. La si segue fino ad un terrazzino, dove c’è una sosta evitabile. Andare a destra a raggiungere un diedro e seguirlo fino alla cengia detritica terminale. Sosta su un fix su masso.
  • Note: bella via classica, impegnativa e spesso fisica, che permette di salire fino alla sommità del Piz Ciavazes. Anche se ripetuta, non è da prendere sottogamba. Vinatzer era un alpinista di primo livello, provare per credere...
    Prima di questa via abbiamo salito la parte bassa della parete per la Via delle Guide, raggiungendo il Diedro Vinatzer dalla Cengia dei Camosci, ottenendo un concatenamento interessante.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 13 settembre 2020 con Alessandro Ceriani e Olindo Fioretto.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.