Tour Termier (m.3070) - via Feu sacré
Dettagli
- Accesso stradale: arrivare a Briancon, paese situato in Francia poco a valle del Passo del Monginevro, raggiungibile dalla Val di susa. Da Briancon si continua sulla strada che sale al passo del Galibier. Poco prima del passo, in corrispondenza di un grande tornante con parcheggio sterrato, alla stessa altezza di un grosso traliccio della corrente che è molto più a destra, parcheggiare.
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Avvicinamento:
seguire un sentiero che porta al traliccio ben visibile. Il sentiero, che è una traccia in alcuni punti, continua lungamente in falsopiano con alcuni saliscendi, fino a passare sotto una zona rocciosa con massi. La si attraversa e si riprende il sentiero, salendo poi per ghiaie, fino ad arrivare contro la parete. Da lì seguire tracce verso sinistra. Si evita il grande diedrone biancastro in centro alla parete, si traversa ancora più a sinistra per circa 50 metri, arrivando ad un tratto in piano con una scritta graffiata sulla roccia e poco visibile “FEU”. (1h00)
- Attacco: in corrispondenza della scritta, sotto la direttiva di un diedro che parte dopo un saltino a balze, a destra di una zona più facile.
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Discesa:
si scende in corda doppia sulla via, saltando alcune soste (non verificato), oppure si scende a piedi.
Scendere sul lato opposto per circa 30 metri su roccette facili (II). Si arriva ad un pianoro e si traversa a sinistra (faccia alla cima appena scesa). Si segue una traccia e poi degli ometti, che con giro largo verso sinistra evitano un salto ed entrano in un restringimento. Lo si segue e si arriva ad un colle, dal quale ci si affaccia sul ripido canale che scende a destra della parete salita. Lo si scende con alcuni zig-zag, seguendo tracce, qualche ometto e dei bolli sbiaditi, fino ad arrivare al suo termine. Si segue la traccia su ghiaie che costeggia la zona di massi e si ricongiunge, passando in un punto nei massi, al sentiero di andata. (1h30)
- Difficoltà: 6b+, qualche passo di 6c/6c+, 6b/A0 obbligato. Difficoltà max. 7a. Proteggibilità: S1, in qualche punto più distanziata.
- Sviluppo: circa 350 metri.
- Attrezzatura: soste su due-tre fix, sui tiri fix. Portare 14 rinvii, friend non indispensabili ma eventualmente utilizzabili in qualche punto (nel caso portare dal micro al n°2 BD).
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: bellissima, molto salda e quasi tagliente per le dita. Si tratta di un calcare particolare, con varie intrusioni che lo rendono molto bello. In qualche tratto roccia più liscia. Poche le zone a cui fare attenzione per roccia delicata.
- Periodo consigliato: estate, autunno, parete al sole verso le 11:00 a fine agosto. Verificare la presenza di neve per la discesa a piedi.
- Tempo salita: 6h00/7h00.
- Primi salitori: Jean Michel Cambon, Gerard Fiaschi, 1987.
- Riferimenti bibliografici: Cambon J.M., Oisans Nouveau, Oisans Sauvage - Livre Est.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a, 30 metri: salire per muretti fino ad un diedrino. Lo si affronta a sinistra, e non in parete a destra, e si esce su terreno facile, andando a destra alla sosta, sotto un diedro.
- Lunghezza 2, 6a-6b, 50 metri: salire il diedro-lama, che verso la fine presenta una zona con fessura-lama strapiombante, quindi salire per zona più facile e per muretto, fino ad una terrazza con molte stelle alpine, fino ad una sosta. Questa sosta può essere evitata (consigliato), traversando a sinistra e salendo poi ad un pulpito, dove si trova un'altra sosta.
- Lunghezza 3, 6a-6b, 30 metri: su per muro compatto, e poi traverso a sinistra delicato. Si raggiunge uno strapiombo e lo si supera a destra per fessura. Si traversa a sinistra e poi si sale per muri e placconate, fino ad una cengia dove si sosta, visibile a sinistra la sosta della via Voie du Ponant neuf.
- Lunghezza 4, 6c+ oppure 6b e A0, 50 metri: salire in obliquo verso sinistra, fino ad arrivare ad un fix. Da lì salire per roccia verticale, prima per diedrino poi a destra, dritto e verso sinistra, seguendo i punti "deboli". Si tratta di una lunghezza molto impegnativa.
- Lunghezza 5, 6a+, 25 metri: proseguire su muro verticale con appigli netti, tecnico e in alcuni punti da cercare. Dritto, poi verso sinistra e poi di nuovo dritto, fino ad una cengia.
- Lunghezza 6, 6b+, 40 metri: non seguire il fix a sinistra, ma salire per rampa grigia sopra la sosta. La difficoltà diventa subito alta, si traversa a destra, si entra in un diedrino e lo si sale, per poi andare verso sinistra.
- Lunghezza 7, 7a max. 6a/A0 o A1 obbl., 25 metri: salire per muretto verticale e poi seguire verso destra uno strapiombo obliquo, per poi salire verticalmente e infine traversare a destra ad una grossa lama che si segue fino alla sosta.
- Lunghezza 8, 6b+, 6a, 35 metri: taversare non facilmente a sinistra a prendere una fessura-lama. Salirci sopra e poi proseguire per muro verticale e diedrini.
- Lunghezza 9, 6a+, un passo di 6b+, 20 metri: si continua sopra la sosta per muro verticale, poi leggermente a sinistra e di nuovo dritto a destra. Si esce su breve zona facile e si raggiunge di nuovo la parete. Un passo iniziale difficile da sinistra a prendere una lama a destra e poi di nuovo per roccia verticale lavorata si arriva alla sosta, che al termine del tiro si trova a sinistra.
- Lunghezza 10, un breve tratto 6c, poi 6a, 25 metri: su per muretto appigliato, arrivando ad un ostico rigonfiamento. Superato quello si continua per bellissimo muro verticale con roccia lavorata, uscendo poi alla sosta.
- Lunghezza 11, 5c, 30 metri: proseguire verso il diedro che si vede sopra la sosta, entrandoci da destra con passaggio delicato. Si sale tutto il diedro fino alla sosta che si trova poco sotto il filo della cresta terminale, qualche metro più bassa della vetta vera e propria.
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Note:
la lunghezza dei tiri è indicativa.
Via sportiva splendida e molto continua, davvero incredibile per la verticalità e la qualità della roccia.
Da affrontare ben allenati per godersela fino in fondo. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una salita del 2 settembre 2018 con Luca Carnelli.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.