Val d'Adige, Monte Vignola (m.1607), Pilastro Tonina - via Iris
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Pilcante di Ala (TN), tramite l’autostrada del Brennero, uscita Ala-Avio. Da Pilcante di Ala individuare via Zandonai (cartello CAI per Piazzina-Sajori) e percorrerla completamente, fino ad un tornante con grossa croce, dove si lascia l’auto.
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Avvicinamento:
seguire le indicazioni per Prà dei Lazi, per lunga strada forestale. Stare sempre sulla strada principale, evitare deviazioni. Si arriva ad uno spiazzo con una strada che sale dal verso opposto. Ora prendere il sentiero fino ad una bella radura presso il bivacco al Lovro, dove si trovano altalene, tavoli, ecc. (circa 850 m).
Da qui seguire le indicazioni per M.te Vignola/Corna Piana. Tramite un sentiero poco tracciato e a tratti esposto, quasi pianeggiante, si arriva al margine superiore del canale della Val di Rinas, sotto la parete ormai evidente. Abbandonare il sentiero in corrispondenza di un ometto e prendere la traccia a destra. Si passa vicino ad una grotta sormontata da edera e per tracce si arriva alla base del pilastro.
(1h30/2h00) - Attacco: leggermente a destra rispetto alla direttiva del diedro del lato destro della parete, in corrispondenza di un chiodo con cordino.
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Discesa:
dall'uscita della via seguire una vaga traccia verso sinistra (sud), senza allontanarsi troppo dal bordo della parete. Si procede per un buon tratto, fino ad incrociare il sentiero che sale da Corna Piana. Continuare per questo verso sinistra, in discesa, e dopo circa cinquanta metri prendere a sinistra una traccia che scende decisamente nel bosco, con qualche zig-zag (ometti e rari segni rossi). Si raggiunge così il sentiero che passa sotto la parete, da ripercorrere a ritroso. (2h00)
- Difficoltà: VI+, un tratto VIII+ o VI e A0, obbligato VI e A0. Proteggibilità: R2.
- Sviluppo: circa 270 metri.
- Attrezzatura: 15 rinvii, soste attrezzate quasi tutte con due fix. Sui tiri chiodi e qualche fix. Portare una serie di friend fino al n°3 BD. Consigliato anche martello e qualche chiodo, nel caso di fuoriuscita di chiodi sulla via.
- Esposizione: est, sud-est.
- Tipo di roccia: calcare, dolomia, con buone prese ma occorre fare attenzione a zone friabili e qualche blocco.
- Periodo consigliato: primavera, autunno.
- Tempo salita: 4h00/5h00.
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Primi salitori:
- Lodovico Gaspari e Massimo Caloi (12 ottobre 2015 e 30 gennaio 2016)
- Lodovico Gaspari e Walter Piva (10 e 11 dicembre 2016)
- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 30 metri: salire per placchette e muretti, con percorso abbastanza lineare, fino alla sosta su due fix.
- Lunghezza 2, VI, 30 metri: breve passo impegnativo per salire lo strapiombino sopra la sosta, quindi si arriva sotto un altro strapiombino, che si evita a sinistra. Si continua per muro a destra del diedro, per poi entrarci più sopra. Salire il diedro fino alla sosta su chiodo e fix.
- Lunghezza 3, VI+, 25 metri: continuare per diedro, che presenta un tratto strapiombante e con roccia delicata (non traversare a destra prima dello strapiombo, ad un cordino kevlar incastrato: qualcuno ha tentato di inserirlo in una clessidra, ma non ci è riuscito, il cordino non tiene!). Terminato il diedro si esce a destra, per continuare su muretti più appigliati, fino alla sosta su buona cengia.
- Lunghezza 4, II, 20 metri: traversare facilmente a sinistra su ottima cengia, sosta su chiodo e fix.
- Lunghezza 5, VI+, 25 metri: salire il diedro aperto a destra della sosta, fino all’evidente tetto. Traversare sotto il tetto (delicato) e al suo termine entrare in un diedro, da seguire fino al suo termine. Traversare a sinistra su cengia fino alla sosta.
- Lunghezza 6, VI+, 35 metri: su per muro a raggiungere un bel diedro, da seguire fino al suo termine, per poi uscire a destra e salire per prato ripido (cordone su albero) che porta ad una buona cengia dove si trova la sosta con fix e catena.
- Lunghezza 7, V+, un passo VI, 25 metri: salire in obliquo verso sinistra per bel muro. Si passa per una zona di grossi blocchi (attenzione) e si traversa a sinistra su cengia alla sosta.
- Lunghezza 8, VIII+, poi VII, obbligato VI/A0, 30 metri: su per muro verticale e compatto, molto difficile. Si supera uno strapiombino e si accede ad un tratto molto tecnico su roccia liscia con piccoli appoggi. Si entra in una strozzatura a destra e si continua più facilmente per saltini con erba verso destra, fino a sostare cu albero con cordone.
- Lunghezza 9, III, 50 metri: si prosegue per canale erboso con alberelli, fino ad arrivare al termine della parete, ometto su bel pianoro a destra.
- Note: via molto bella, in ambiente selvaggio, ben chiodata ma decisamente alpinistica.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Luca Carnelli e Alessandro Pelo Pelanda dell'8 aprile 2018.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.