Valle del Vo - cascata della Valle degli Orti (m.2200)
Dettagli
- Accesso stradale: dalla Val di Scalve andare verso Schilpario. Superata il piccolo paese di Barzesto, girare a sinistra per la Valle del Vo. Dopo circa 1 km si arriva ad un ristorante con parcheggio.
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Avvicinamento:
proseguire su strada sterrata. Ad un bivio tenere la sinistra, seguendo il cartello per il Rifugio Tagliaferri. Si arriva ad un ampio spazio dove è anche possibile parcheggiare. Continuare seguendo la sterrata. Si arriva ad un ponticello di legno sulla sinistra per superare un torrente (da noi trovato secco), indicazione per il Rifugio Tagliaferri. Si continua per sentiero, che sbuca su una sterrata. Qui andare a destra, in salita. Continuare su sentierino, con tratti ghiacciati se non c'è neve, fino ad incanalarsi in un torrente ghiacciato. Quando non è possibile proseguire per difficoltà tecniche, salire a sinistra su dorsale con alberi, mughi ed erba. Si cercano i punti meno invasi dalla vegetazione. Almeno 200 metri prima di arrivare ad una parete rocciosa visibile in alto, piegare a destra ed individuare il punto più adatto per scendere di nuovo nel torrente. Si continua per salti ghiacciati abbattuti e neve, per poi salire una dorsale erbosa a destra. Si sale e si raggiunge a destra un grosso canale nevoso, che porta alla base della cascata.
Non è facile orientarsi, prendere questa descrizione come indicativa, le possibilità sono molte, e condizionate dall'innevamento. Porre attenzione. (2h30/3h00) - Attacco: scegliere la linea che si preferisce, più facile a sinistra, più difficile a destra.
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Discesa:
da non sottovalutare. Indicazioni faccia a valle.
Sbucati sul pianoro sommitale, andare a sinistra e scendere inizialmente un ampio canalone nevoso (il primo che si trova). Appena possibile traversare a sinistra, per entrare in un canale nevoso più stretto, che conduce ad una terrazza a destra. Attraversarla e scendere verso sinistra, sfruttando una paretina con buoni appoggi. Si continua per canale stretto, nevoso e, in caso di scarso innevamento, con qualche breve tratto delicato su toppe verticali. Si raggiunge infine un pendio nevoso che porta verso la base della cascata, verso destra.
Ritornare come per l'itinerario di salita. Data la presenza di ghiaccio, necessario organizzarsi con alcune calate da attrezzare. In alternativa, noi siamo scesi nel canale fin quando abbiamo trovato neve, poi abbiamo traversato a destra, infilandoci in un canale più stretto, che ci ha portati sopra un ripido salto ghiacciato. Lì, grazie ad un alberello in posto, abbiamo effettuato una calata da 60 metri e qualche metro di disarrampicata, per arrivare alla base del salto.
Ora traversare a destra, salendo su una dorsale con alberi. Si scende verso destra, arrivando ad un altro canale, salito all'andata. Lo si traversa per arrivare ad un'altra dorsale boscosa. Scendendo per questa si dovrebbe reperire l'itinerario fatto in avvicinamento, che seguito a ritroso riporta al parcheggio.
Non è facile orientarsi, prendere questa descrizione come indicativa, le possibilità sono molte, e condizionate dall'innevamento. Porre attenzione. (2h30) - Difficoltà: 3+,4/III.
- Sviluppo: circa 250 metri, compresi i tratti su neve.
- Attrezzatura: nessun materiale in posto, necessarie viti da ghiaccio.
- Esposizione: est. Alla data della ripetizione, verso le 10 circa la cascata ha preso il sole brevemente nella parte alta, siamo stati tutto il tempo in ombra.
- Tempo salita: 2h30.
- Relazione
- Lunghezza 1, WI 2, 40 metri: salire la cascata verso sinistra, per portarsi alla base del salto ghiacciato, sosta su ghiaccio.
- Lunghezza 2, WI 4, 55 metri: salire il salto ghiacciato leggermente a sinistra della parte centrale, con alcuni tratti verticali. Fare sosta su ghiaccio, poco sotto il termine del muro ghiacciato.
- Lunghezza 3, WI 3, 60 metri: salire su breve pendio nevoso, superare un muretto ghiacciato di 3 metri, e raggiungere un grosso pendio nevoso con bassa pendenza. Non riuscendo ad arrivare alla base del salto superiore (quello di destra), abbiamo fatto sosta su masso.
- Lunghezza 4, WI 3+, 30 metri su neve e 25 metri salto ghiacciato: salire verso l'ultimo salto, prendendolo a sinistra. Dopo qualche tratto verticale ma con alcuni riposi, si sosta su ghiaccio, poco sotto il pendio nevoso sommitale.
- Lunghezza 5, WI 2, neve, 40 metri: uscire su pendio facile nevoso, per raggiungere la terrazza sommitale, nessuna possibilità di organizzare una sosta.
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Note:
vista la conformazione del territorio, con pendii aperti erbosi, la cascata deve essere affrontata con assenza di pericolo valanghe.
Cascata piacevole, non eccessivamente difficile ma in ambiente selvaggio, dove l'avvicinamento e la discesa tortuosi e faticosi fanno la differenza. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Alessandro Ceriani e Olindo Fioretto del 30 gennaio 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.