Valnontey (m.2100) - cascata Candelone di Patrì

Valnontey (m.2100) - cascata Candelone di Patrì

Dettagli

  • Accesso stradale: in Valle d'Aosta, seguire il vallone che porta a Cogne. Entrati in Cogne, seguire poi la svolta a dx per Valnontey, fino al termine della strada, dove si parcheggia. Disponibile anche un parcheggio più ampio, poco prima sulla dx.
  • Avvicinamento: seguire la strada battuta innevata che si inoltra nella valle sulla sua dx orografica, continuando lungamente fino a quando termina. Ora si procede per sentiero da cui si possono ammirare le cascate sulla dx e sx orografica. Prima di Repentace Super, la cascata sulla dx orografica molto visibile già da lontano, si vede (sempre sulla dx orografica) il salto terminale con le due uscite di Patrì. Prendere a sx una svolta nel boschetto, che sale verso un pendio che porta verso la cascata. Si lasciano gli zaini sotto un roccione, circa 200 metri prima dell'attacco della cascata.
    Tempo: 1h30 a seconda delle condizioni della neve.
  • Attacco: si raggiunge la base della cascata e si attacca sulla sx, salvo annate più gonfie dove il ghiaccio è buono anche in altri punti.
  • Discesa: in doppia dal candelone fino alla sua base. Da qui scendere per pendio nevoso fino al termine del salto di sx (Patrì classica). Poco sotto, piegare a dx (faccia a valle) e seguire dei pendii nevosi. Ora tendere ancora verso dx ed entrare in un ampio pendio nevoso, che percorso verso valle porta verso il canale di accesso della cascata, a sx.
    NB: nel caso di pendii carichi di neve instabile, conviene scendere in doppia sulla cascata, realizzando una sosta per scendere il saltino del tiro 3 o cercando di aggirarlo (soluzione non verificata, da valutare con attenzione).
  • Difficoltà: 4+/III
  • Sviluppo: Circa 300 metri, compresi i canali nevosi.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: nord.
  • Tempo salita: 3h00/4h00
  • Primi salitori: Cascata di Patrì: C.G.Grassi, P.Marchisio, 1985. Candelone: P.Sobrà & C., 1984.
  • Riferimenti bibliografici: Grassi G.C., Cambiolo A., Diamanti di cristallo, Vivalda Editori
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 70°-80°, 40 metri: attaccare la cascata verso sx, salendo una placca e dei successivi rigonfiamenti più ripidi. Prima di arrivare contro le rocce che sbarrano la via (vecchia sosta su roccia visibile in un grottino roccioso a sx), deviare verso dx e poi, quasi contro le rocce, traversare decisamente a dx e raggiungere un canale nevoso, dove a dx si trova subito una sosta a spit su roccia.
  • Lunghezza 2, breve tratto a 85°, 55 metri: salire nel canale a raggiungere un saltino sulla sx, superarlo e arrivare un ampio pendio nevoso, da percorrere fino ad un roccione con sosta a spit.
  • Lunghezza 3, tratto a 70°-80°, 50 metri: continuare per il pendio nevoso, fino ad arrivare ad un piccolo saltino da superare; si arriva ad un altro pendio nevoso, e si continua lungamente. Non ho trovato soste (roccioni presenti, probabilmente sosta coperta dalla neve). Sosta su ghiaccio o su neve.
  • si continua ora camminando, passando quasi sotto al salto ghiacciato di sx (Patrì classica, 3+/4), per poi piegare verso dx e raggiungere l'evidente candela di dx.
  • Lunghezza 4, 4+, 45 metri: salire il candelone, solitamente più facile nel centro, dove forma dei diedri, ma possibile salirlo anche in altri punti. Si esce verso sx e si arriva ad un canale nevoso, dove a sx su roccia c'è una sosta a spit. Al momento della ripetizione era quasi coperta di neve. Possibile anche sostare a dx, sempre su spit, comodo se si è saliti più a dx sul candelone.
    Se si sale in altri punti la difficoltà può arrivare a 5.
  • Note: bella e ripetutissima cascata. Abbiamo trovato il candelone molto lavorato e divertente. Peccato per il forte vento che ci ha sferzato per la gran parte del tempo.
    Complimenti a Sabrina e Lorenzo, che sono saliti senza problemi!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 9 febbraio 2014 con Sabrina Fiarè e Lorenzo Farina, durante un'uscita del corso di arrampicata su ghiaccio verticale ACG1-2014.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.