Zucco dell'Angelone, Primo Sperone - via Del verme

Zucco dell'Angelone, Primo Sperone - via Del verme

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire in Valsassina e raggiungere l'ampio parcheggio della funivia per i Piani di Bobbio. Tenere presente che nel periodo di apertura degli impianti da sci potrebbe essere difficoltoso o impossibile parcheggiare.
  • Avvicinamento: dal parcheggio imboccare il sentierino nel bosco (cartello "Falesie dell'Angelone" con mappa dei vari settori) e seguire le indicazioni per il "Primo sperone". Alla base del primo sperone targa con l'indicazione "Primo sperone". (0h15)
  • Attacco: gli attacchi dei tiri e delle vie del "Primo Sperone" non sono marcati. Dalla guida l'attacco dovrebbe essere la quarta fila di spit da sx: attraversate alla base della parete scendendo a sx (viso a monte) nel canale e da lì risalite contando le file di spit.
  • Discesa: con due doppie da 45/50 metri.
    Calandosi dritti si arriva ad una sosta posta a una decina di metri a sx (viso a monte) della seconda sosta di salita. Questa sosta sembra essere funzionale solo alla calata (non si vedono spit intorno) e vi permette di scendere abbastanza linearmente (attenzione ad un grosso cespuglio una decina di metri sopra la sosta).
    Con un'ulteriore calata si torna alla base della parete.
  • Difficoltà: 5c
  • Sviluppo: 80 metri
  • Attrezzatura: via ben chiodata, non cortissima sul primo tiro.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera.
  • Tempo salita: 1h30.
  • Primi salitori: A. Savonitto, M. Villa, P. Ferrari, G. Favetti, 1981.
  • Riferimenti bibliografici: Pesci E., Buzzoni P., Lario Rock Falesie, Edizioni Versante Sud, 2018.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 4b, 25 metri: lunghezza molto placcosa e a tratti delicato: occorre un minimo di abitudine per muoversi con disinvoltura sulle placche di calcare, individuando piccoli appoggi. Due consigli: 1. non si sale quasi mai direttamente lungo la linea degli spit: è una "danza" a dx e sx alla ricerca di piccoli appoggi, rugosità, ecc. che vi permetteranno di progredire; 2. calma: non sarete mai "appesi alle dita", avrete sempre il tempo per fermarvi a guardarvi intorno per indivuduare la giusta sequenza di appoggi (non contate molto sugli appigli). Sosta su spit e catena.
  • Lunghezza 2, 2b, 15 metri: proseguire verticalmente (un paio di spit) e poi piegare decisamente a dx in obliquo: qualche spit, gradoni semplici, qualche sasso mobile: fare molta attezione, specie se alla base della parete c'è altra gente che arrampica. Sosta su spit e catena.
  • Lunghezza 3, 5a, 20 metri: salire a sx verticalmente (ottimi appigli) e seguire poi una fessura appoggiata, uscendo infine a sx su un comodo terazzo di sosta, poco sotto una grossa macchia bianca, segno di una frana.
  • Lunghezza 4, 5c, 20 metri: salire a a sx, rimontare un primo risalto, e superare poi uno strapiombino (azzerabile) uscendo quindi su una magnifica placca. Seguire una fessura ascendente verso dx e poi delle concrezioni fino in sosta.
  • Note: bella vietta, ben chiodata (non cortissima sul tiro in placca), varia (placca, poi più verticale e lavorata).
    Molta attenzione sul tiro di traverso (il 2°) per evitare di smuovere sassi. Si consiglia di evitare la salita in caso di affollamento.
     
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una salita del 14 febbraio 2021 con Alvise Girardi e Claudio Boldorini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.