Zucco di Pesciola (m.2092) - via Diedro Bramani

Zucco di Pesciola (m.2092) - via Diedro Bramani

Dettagli

  • Avvicinamento: da Barzio (Lecco) raggiungere i Piani di Bobbio: funivia (http://www.pianidibobbio.com, tel. 0341.996101 per periodi di apertura ed orari) o strada sterrata (1h30). Salire poi al rifugio Lecco (0h20). Dal rifugio inoltrarsi nel Vallone dei Camosci con andamento ovest-est lungo strada sterrata. Dopo qualche centinaio di metri abbandonare la sterrata e prendere un sentierino che scende nel vallone risalendo sull'altro versante: ci sono più sentieri che si staccano dalla sterrata, non imboccare il primo ma uno dei successivi. Risalire verso la base dello Zucco Pesciola rimanendo a sinistra di alcuni grossi macigni.
  • Attacco: e' posto su uno speroncino che rimane a sinistra di tre grossi macigni: evidenti fittoni resinati e scritta "Via comune" (il primo tratto, che risale uno zoccolo, è infatti in comune alle vie Bramani e Casari-Zecca).
  • Discesa: dalla Madonnina di vetta verso est si scende per sentiero alla Bocchetta di Pesciola, da cui verso sinistra (nord) per ampio e ripido canale di sfasciumi, innevato fino a tarda primavera, si torna sul fondo del Vallone dei Camosci e quindi al rifugio Lecco. (0h30)
  • Difficoltà: max V-.
  • Sviluppo: 7 lunghezze per circa 150 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: soste attrezzate, anche per eventuali calate di emergenza (ma evitare di scendere a doppie). In via fittoni resinati ravvicinati (quasi come in falesia) nei tratti difficili, più distanziati nei tratti semplici. Consigliati comunque friend/nut/cordini per opportune integrazioni.
  • Esposizione: nord.
  • Periodo consigliato: tarda primavera/estate a causa dell'esposizione.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: V. Bramani, E. Bozzoli Parasacchi, 30 agosto 1925.
  • Riferimenti bibliografici: Mozzanica I., Zuccone Campelli: le trenta vie più belle, 1986
  • Cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 4b, 25/30 metri: risalire lo spigoletto seguendo nella sua parte iniziale un evidente diedro (percorso non obbligato). Fittoni resinati ed un chiodo normale.
  • Lunghezza 2, 5b (passi), 25/30 metri: appena a destra della sosta, salire verticalmente sfruttando alcuni maniglioni: partenza decisamente atletica. Ritornare poi a sinistra e, su difficoltà più contenute, proseguire per un canaletto. Arrivati ad uno spiazzo è possibile fermarsi su un vecchio anellone cementato, o proseguire a sinistra rimontando un risalto (fittone, passo impegnativo, stare un poco a sinistra).
  • Lunghezza 3, 2a, 35/55 metri: salire su difficoltà moderate fino ad arrivare al termine dello zoccolo. Si scende in un intaglio quanto bassa per attraversarlo, risalendo e proseguendo su una cengia con erba e detriti. Possibilità di sostare su di un fittone su un masso isolato, o di proseguire fino alla sosta (scritta con il nome della via) alla base della parete successiva.
  • Da quì proseguire per poche decine di metri fino alla sosta posta a sinistra dell'evidente diedro che solca la parete.
  • Lunghezza 4, IV+, 30 metri: salire a destra per spigolino fino ad entrare in un'ampia nicchia alla base del diedro. Risalire il lato sinistra della nicchia: solo dopo essersi alzati si potrà moschettonare agevolmente la protezione a destra. Proseguire in spaccata, con arrampicata esterna e ben protetta. Più sopra si sfruttano una serie di gradini formati dal lato sx del diedro (una specie di lama). Si esce infine con qualche difficoltà alla cengia di sosta (eventualmente in uscita clessidra a destra).
  • Lunghezza 5, III e IV, 20 metri: la via originale sale probabilmente l'evidente canale che sale a destra, ma che in alto è detritico. La chiodatura rimane esterna al canale, sulla sinistra, superando una serie di gradoni con qualche passo delicato. Sosta comoda.
  • Lunghezza 6, V-, 30 metri: salire a destra l'evidente placca fessurata, che è più verticale e impegnativa di quanto sembri. Si arriva così ad una specie di canaletto, da cui poi salire obliquamente a sinistra fino ad una grossa lama che si segue a sinistra e poi verticalmente (impegnativo, scarsi appoggi per il piede sinistro). Più sopra le difficoltà diminuiscono, e la parete si abbatte un poco. Uscire infine a sinistra per pilastrino, e spostarsi poi a destra della sosta.
  • Lunghezza 7, III, 25 metri: tornare a sinistra sulla cengia: il tiro segue un diedro-canale da salire con ampia spaccata, non difficile ma "arioso". Al suo termine sosta attrezzata fuori dal diedro-canale.
  • In pochi metri alla Madonnina di vetta.
  • Note: bella via su roccia buona.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 21 luglio 2007. Revisione relazione per le zoccolo (prime tre lunghezze) del 20 settembre 2020.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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