Argentina, Patagonia, Gruppo del Fitz Roy, Aguja Guillaumet (m.2580) - via Brenner-Moschioni
Dettagli
- Accesso stradale: el Chalten si raggiunge dall’Italia, solitamente volando su El Calafate, percorrendo la Ruta Nacional 40 e successivamente la Ruta Provincial 23 (pullman o mezzi privati) si arriva in città. Da qui tramite servizio taxi o bus privati, è necessario raggiungere il Ponte Rio Elettrico (18.000 pesos a testa per i bus nel 2026), altrimenti sono 17 km di strada sterrata.
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Avvicinamento:
Primo giorno: da Ponte Rio Elettrico seguire il sentiero in falsopiano che conduce verso il rifugio Piedra del Fraile (2 ore) (dal 2025 per accedere al parco “sarebbe” necessario pagare un ticket di circa 50 € al giorno, con un minimo di fantasia è possibile imboccare il sentiero “giusto”). Da qui seguire le indicazioni per il Campamiento Piedra Negra/Paso del Cuadrado, tramite un sentiero molto ripido, ma ben segnato (3 ore dal Fraile). Presso il campo si hanno numerose piazzole per tende, ma risulta poco riparato in caso di forti venti, volendo è possibile anche accamparsi presso il bosco a metà della via di salita.
Secondo giorno: da Piedra Negra risalire la morena sulla sinistra del ghiacciaio (faccia a monte), fino a raggiungere il canale sulla sinistra che porta al passo Guillaumet e consente di accedere al ghiacciaio di Rio Blanco Superior (passi di III grado). Seguire per qualche metro la cresta rocciosa fino all’attacco della via (2 ore). - Attacco: sulla placca interrotta da una grossa lama.
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Discesa:
scendere disarrampicando il nevaio sommitale, e con 5 doppie da 30 metri tutti tiri in cresta (il traverso di II grado sono poco più di 30 metri) fino ad arrivare al colle in comune con la via Amy-Vidhalet: da qui 4 doppie da 50 metri lungo la via Amy fino a saltare la terminale e rientro tramite il ghiacciaio ed il Passo Guillaumet.
In caso di scarso innevamento del canale e alto rischio di caduta sassi si consiglia di scendere per la via Comesana Fonruge. - Difficoltà: 6b.
- Sviluppo: 400 metri la via più 200 metri la parte in comune con la Comesana Fonruge
- Attrezzatura: normale dotazione alpinistica per ghiacciaio (ramponi e picozza potrebbero servire anche nella parte in alto), friend doppi dal BD 0.3 a 2, singolo 3, qualche micro.
- Esposizione: nord.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: estate australe.
- Tempo salita: 5h00.
- Primi salitori: Eduardo Brenner e Eduardo Moschioni nel 1981.
- Riferimenti bibliografici: Garibotti R., Macizo de El Chalten, Climbing Guidebook, 2022.
- Cartografia: Chalten trekking map, 1:50.000, Chalten Outdoor.
- Relazione
- Lunghezza 1, V, 30 metri: salire la grossa lama e successivamente arrivare in sosta per terreno più appoggiato (passaggio infame in partenza).
- Lunghezza 2, V, 60 metri: continuare per la bellissima fessura fino ad uscire su una cresta più facile (sosta intermedia) e continuare per la stessa fino a raggiungere la successiva balza (sosta da attrezzare su spuntoni).
- Lunghezza 3, V, 40 metri: salire la balza e continuare per terreno più facile fino alla sosta sotto le fessure parallele.
- Lunghezza 4, 6b+, 30 metri: la guida dice che si può scegliere tra tre fessure, quella giusta è la quarta! Noi abbiamo salito la terza da destra che prevede incastri di mano stretti. Alla fine della fessura sustare su un pulpito (sosta da rinforzare).
- Lunghezza 5, V+, 20 metri: continuare per il camino a lame sovrastante (spesso intasato di ghiaccio) in alternativa è possibile salire qualche metro più a destra sempre per lame.
- Lunghezza 6, 6a, 25 metri: continuare sopra la sosta per diedro e poi fessura fino a una sosta da rinforzare alla base di un altro diedro.
- Lunghezza 7, 6a+, 55 metri: continuare per il diedro sopra la sosta fino ad uscirne a sinistra e continuare per fessure oblique fino a un terrazzino dove si sosta (tiro molto sostenuto).
- Lunghezza 8, III, 40 metri: seguire le facili balze rocciose fino a fare sosta sotto un torrione (da attrezzare, oppure sosta a circa 30 metri su spuntone).
- Lunghezza 9, IV, 50 metri: risalire, aiutandosi con le belle fessure, il torrione, continuare in cresta, disarrampicare qualche metro e risalire su rocce più facili fino ad attrezzare una sosta su spuntone.
- Lunghezza 10, III, 50 metri: continuare per la facile cresta rocciosa fino a raggiungere (disarrampicando 5 metri) l'intaglio in comune con la via Amy.
- La via Brenner termina qui, è possibile raggiungere la cima tramite gli ultimi 5 tiri della via Comesana, che di seguito riportiamo.
- Lunghezza 11, IV, 30 metri: seguire le facili balze stando in cresta, fino ad una placca molto appoggiata, dove si si sosta.
- Lunghezza 12, II, 35 metri: seguire il percorso più facile aggirando un gendarme sulla destra e sostando alla base di un evidente diedro.
- Lunghezza 13, V, 30 metri: risalire il diedro e continuare in piano fino alla sosta alla base di un camino.
- Lunghezza 14, IV+, 30 metri: salire il camino e fare sosta al termine di quest'ultimo.
- Lunghezza 15, II, 30*, 100 metri: procedere assicurati per sfasciumi o per nevaio, a seconda delle condizioni, fino alla cima vera e propria.
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Note:
la Guillaumet è la sorella più piccola del gruppo del Fitz, ma comunque propone un’ambiente alpino di primo livello, e la salita regala una soddisfazione incredibile, la via si snoda su roccia da buona a ottima, con una varietà di passaggi in fessura di prima categoria, decisamente da consigliare agli amanti del genere. Si suggerisce di verificare le soste ed i materiali tessili in loco prima di usarle.
Trattandosi di una via in ambiente bisogna tenere presente che i tiri potrebbero presentare verglass, passaggi su ghiaccio (come nel nostro caso) e le fessure potrebbero essere intasate, è quindi necessario saper dialogare con queste situazioni.
Come tutte le cime patagoniche, anche questa, può essere soggetta al famoso brutto tempo (che è veramente brutto!), richiede comunque diverse ore di avvicinamento, non si ha comunicazione, se non con strumenti satellitari, e un’eventuale evacuazione potrebbe richiedere molto tempo (sempre se possibile). Il terreno morenico dell’avvicinamento potrebbe essere soggetto a smottamenti a seguito di alte temperature. Infine, in tutto il gruppo del Fitz l’unico rifugio esistente è situato a Piedra del Fraile, in tutti gli altri accampamenti è necessario provvedere autonomamente al riparo ed al cibo. - Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani da un'ascensione effettuata con Francesco Mariani il 17 e 18 gennaio 2026.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.