Briancon, Petite Aiguillette du Lauzet (m.2611m) - via Les Beaux Quartiers
Dettagli
- Accesso stradale: arrivare a Briancon, paese situato in Francia poco a valle del Passo del Monginevro, raggiungibile dalla Val di Susa. Da Briancon si continua sulla strada che sale al Colle du Lautaret - Grenoble. Arrivati alla località Pont de l’Alpe (cartello, ponte), si parcheggia l’auto (prima e dopo il ponte presenti ampi parcheggi).
- Avvicinamento: proprio in prossimità del ponte (fontanella), parte un sentiero verso la sinistra orografica della valle (prima del ponte, a destra). Si trova una palina dei sentieri, dove c’è l’indicazione per L’Alpe du Lauzet (GR n°50). Seguire il sentiero. Quando questo svolta verso destra, continuare dritto per sentiero marcato ma più piccolo. Evitare alcune tracce verso destra, seguire sempre il sentiero, fino a sbucare su un sentiero più grosso. Salire verso sinistra lungamente, fino ad arrivare ad un ampio pianoro con piccole baite. Continuare nel pianoro, fino ad individuare sulla destra una palina di sentieri. Prendere a destra il sentiero Chemin du Roy. Il sentiero sale in obliquo a destra e poi continua lungamente in piano, passando sotto la Petite Aiguillette du Lauzet. Proseguire leggermente oltre la direttiva della parete, per poi salire verso di essa, faticosamente per ripido pendio con erba e detriti. Arrivati contro la parete, costeggiarla verso sinistra, oltrepassare un piccolo zoccolo e arrivare fino all’attacco della via. (1h30)
- Attacco: sopra lo zoccolo si vede un evidente diedro, a destra, con fix visibili (partenza diretta di Voi de l’Etoile). Più a sinistra, oltre lo zoccolo, si trova un muro con alcuni fix che passano sotto una lama rovescia e poi salgono verso un punto debole più in alto (dove c’è un passaggio in un buco), spit visibili (variante Goulotte della via Beaux Quartiers). Ancora più a sinistra inizia un muro più verticale, con fix visibili che vanno verso sinistra: è l’attacco della via.
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Discesa:
- in doppia sulla via (soluzione non verificata e sconsigliata, dato il tipo di terreno);
- da sentiero: consigliato. Dalla cima scendere sul versante opposto per tracce molto evidenti. Si passa alla destra di una crestina e si arriva al sentiero che scende verso destra. Non seguire delle tracce che vanno dritte, ma stare sulle tracce principali, che costeggiano un crestone e poi scendono verso dei prati (visibile anche dall’alto). Continuare lungamente, arrivando ad un pendio più ripido con sentiero a zig-zag che arriva al sentiero orizzontale del Chemin du Roy. Seguirlo a destra, ricollegandosi al tratto utilizzato all’andata, da percorrere a ritroso.
- Difficoltà: 6b+ max., 6a+ obbligato e A0, A1. La parte alta presenta difficoltà abbastanza continue. Proteggibilità: S1-S2.
- Sviluppo: circa 540 metri, compresa la grande cengia.
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Attrezzatura:
soste su due fix, qualche volta su fix e chiodi. In prevalenza fix recenti, ma presente anche qualche vecchio fix. Sui tiri fix (presente qualche raro chiodo e fix vecchio). Portare 14 rinvii, consigliato portare anche una serie di friend e dadi (utilizzabili in qualche punto).
Nella lunghezza 10 manca la piastrina di un fix, in una zona difficile! - Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: bellissima, molto salda. Si tratta di un calcare particolare, con varie intrusioni che lo rendono molto bello. In qualche tratto roccia più liscia. Poche le zone a cui fare attenzione per roccia delicata, principalmente nelle cenge, dove sono presenti detriti e roccette delicate.
- Tempo salita: 6h00/7h00.
- Primi salitori: Gerard Fiaschi, 1986.
- Riferimenti bibliografici: Cambon J. M., Oisans Nouveau, Oisans Sauvage – Livre Est.
- Relazione: estate-autunno, parete al sole verso le 12:00 a fine luglio.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+, breve tratto 6b+, 35 metri: salire dritto e poi in traverso a sinistra su muro molto tecnico e compatto. Si torna a salire dritto. Dopo un primo tratto facile vicino ad una lama, occorre affrontare un breve tratto particolarmente difficile; infine si va leggermente a destra alla sosta su due fix.
- Lunghezza 2, II, 30 metri: salire leggermente a destra per raggiungere una piccola cengia molto detritica (attenzione!), da seguire verso sinistra, fino ad arrivare ad un vago spigolo, dove si sosta.
- Lunghezza 3, passo 6b+, poi 6a e 5c, 25 metri: salire un muretto ostico, poi leggermente a destra e poi più facilmente dritto su terreno più appoggiato, individuando poco dopo la sosta su fix, chiodo e vecchio cordone di calata, sul bordo inferiore di una grande cengia.
- Lunghezza 4, III, 70 metri: salire sulla cengia, abbastanza linearmente, con roccette facili e ghiaie, terreno delicato, fino alla base della parete successiva, dove si trova la sosta su due fix e cordini, un po' più a sinistra di una evidente zona di gradini erbosi che contorna la parete e sale verso destra.
- Lunghezza 5, 6a, 45 metri: salire dritto su muretti, stando a sinistra di una evidente zona bianca franata, sosta su due fix e cordoni.
- Lunghezza 6, 5b, 45 metri: su per pilastrino, uscendo su una zona facile, poi raggiungere la parete con la sosta su fix e chiodo.
- Lunghezza 7, 6a, 5c, 30 metri: partire a destra della sosta, salire su muretto con passo delicato e poi continuare su muretti con bei passi, sosta su due chiodi e un fix.
- Lunghezza 8, 6b, 35 metri: salire su muro verticale fin sotto un tettino. Superarlo con bei passi tecnici e continuare su muro fino ad uno strapiombino, che si passa verso sinistra e poi dritto. Si sosta su due fix, dopo un canalino. Presente anche una sosta leggermente più in basso a destra.
- Lunghezza 9, 6a+ continuo, 40 metri: su per muro compatto, fino ad una bella fessura atletica, dopo la quale si continua ancora su muro non banale, sosta su tre fix.
- Lunghezza 10, 6b+, 45 metri: tiro chiave. Salire su roccia compatta, arrivando ad un diedro e ad una zona articolata. Si raggiunge il bordo destro del grande diedro superiore, con bella roccia rossastra (due fix per eventuale sosta). Salire ora verso destra, su bellissima roccia difficile. Nel tratto centrale del traverso manca la piastrina di un fix, attenzione! Dopo il traverso si sale verticalmente, su muro bellissimo, fino alla sosta.
- Lunghezza 11, 6a+, 40 metri: scendere leggermente per raggiungere il muro successivo. Varie possibilità: -si trova un camino a sinistra con alcuni fix, che portano ad un terrazzino con una sosta (evitabile). Da lì è possibile salire per camino da proteggere (visibile in alto un chiodo), che dovrebbe uscire alla sosta originale, a destra (soluzione non verificata); -la via originale sale dritto per diedro-spaccatura strapiombante ben protetto a fix, che continua su lame fino ad uscire ad una piccola cengia, sosta su due fix (40m, 6a+); -salendo il diedro-spaccatura, circa nel suo centro si vedono dei fix a destra di una variante difficile, su muro molto compatto (soluzione non verificata).
- Lunghezza 12, 6b, 40 metri: su a raggiungere una bella ed evidente fessura-lama. Si sale un breve tratto della lama, per poi andare a destra (passo ostico iniziale). Dopo un breve traverso salire dritto fino alla sosta, sempre su muro fantastico e atletico.
- Lunghezza 13, 6a, 60 metri: traversare a destra, scendere leggermente e spaccare sopra un canale terroso, verso la parete opposta, raggiungendo una placca compatta appoggiata e ben protetta a fix. Salirla, uscendo su roccette facili e sfasciumi, verso sinistra, dove si trova una sosta da evitare. Salire verso destra e poi raggiungere l'evidente croce di vetta a sinistra. Sosta su grossi massi. Attenzione agli attriti.
- Note: magnifica e impegnativa via. Già il primo tiro chiarisce il carattere della salita, con fix non sempre vicini. Purtroppo la parte bassa comprende una grossa cengia e qualche tratto di discontinuità, ma la via merita comunque. E’ da affrontare ben allenati; la parte alta è magnifica, ma le difficoltà sono continue, con lunghezze atletiche.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, salita del 22 luglio 2023 con Battista Casiraghi.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.