Dôme de Cian, Cima Centrale (Punta Sud, m3342.6) - via Bazzi
Dettagli
- Accesso stradale: con l’autostrada della Valle d’Aosta (A5) fino all’uscita di Châtillon/Saint-Vincent, proseguendo poi per la SR46 della Valtournenche fino al bivio per Torgnon, dove si svolta a sinistra. Raggiunto il paese di Torgnon proseguire fino alla sommità degli impianti di risalita, in località Chamtorné Inferiore (m.1889) e parcheggiare all’imbocco della poderale per Col de Fort/Bivacco Rivolta (limitazioni di accesso).
-
Avvicinamento:
seguire lungamente (~ 8.5 km) la poderale e la segnaletica ai vari crocicchi fino al suo termine (m.2150) ove inizia il sentiero n. 5 per Col de Fort/Bivacco Rivolta. Fin qui è raccomandabile l’utilizzo di MTB (~ 1 ora) particolarmente utile anche al rientro, quando seguendo il panoramico tracciato del “Tour des Alpage de Torgnon” e la facile pista DH nel bosco, si ritorna agevolmente al parcheggio di partenza.
Dal punto dove si abbandonano le bici, per sentiero si raggiunge il bivacco Renzo Rivolta posto appena sotto il Col de Fort (m.2906), passando per Les Grand Drayres (m.2352). Dal colle si scende sul lato opposto per un centinaio di metri (bolli gialli) fino a quando è conveniente iniziare a risalire la pietraia in direzione del Col de Cian e della parete Sud-Est del Dôme de Cian, già ben visibile dal colle. - Attacco: osservando la parete sud-est è riconoscibile la caratteristica forma a Y marcata dai tetti superiori e dal diedro verticale sottostate. L'attacco è situato in corrispondenza di un evidente blocco posto circa 5 metri a destra della nicchia al piede della verticale della Y.
- Discesa: dalla vetta (m.3342.6) abbassarsi in direzione sud fino allo sbocco del canale fra la punta Sud della cima Centrale e la cima Sud del Dôme. Contornare in direzione sud le rocce montonate scoperte dal ritiro del ghiacciaio, al limitare con esso, fino a quando è conveniente abbassarsi per continuare a traversare e raggiungere il Col de Cian (m.3220) rinvenendo qualche raro ometto. Dal colle, giù direttamente nella comba percorsa per andare all’attacco su terreno parzialmente sabbioso/franoso (neve assente alla data della ripetizione) e ridiscendere poi la pietraia fino al punto di risalita al Col de Fort e al sentiero n. 5 che riconduce a valle.
- Difficoltà: III e IV, passi di V. D.
- Sviluppo: 10 lunghezze, per circa 350 metri di sviluppo. Dislivello 250 metri.
- Attrezzatura: soste con 2, talvolta 3, chiodi e cordoni di collegamento (buoni alla data della ripetizione). Portare materiale d’assicurazione (lungo i tiri solo qualche chiodo nei punti più difficili). Martello utile per ribattere i chiodi delle soste. Corde da 50 metri sufficienti.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: da giugno a settembre.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Itala Bazzi con le guide Camillo Pellissier e Lino Tamone, il 3 settembre 1955.
-
Riferimenti bibliografici:
-
Buscaini G., Guida dei Monti d’Italia, Alpi Pennine vol. II, Edizioni CAI-TCI, 1979 (it. 179l)
-
https://www.gulliver.it/itinerari/cian-o-tzan-dome-de-parete-se-via-bazzi/#main
-
- Cartografia: https://mappe.regione.vda.it/pub/geoCartoSCT/
- Relazione
- In linea generale, riconosciuta la grande Y, l'itinerario percorre il tratto verticale per poi contornare i tetti seguendo la diramazione destra, e dopo un breve tratto verticale risalendo logicamente verso sinistra fino ad una terrazza su una crestina secondaria. Una rampa inclinata a destra porta ai camini sommitali che si seguono fino in vetta. Assai esplicativo è il tracciato messo a disposizione dalla G.A. Rocco Perrone (cfr. https://www.gulliver.it/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20200831-WA0013.jpg).
- Lunghezza 1, un passo V-, poi III e IV, circa 30 metri: dal dado roccioso (cfr. foto) alzarsi e traversare a dx con un passo difficoltoso per ristabilirsi su un terrazzino (ch.) da cui si prende la rampa ascendente verso sx che conduce alla sosta, nella Y. S1 su 2 chiodi con cordone.
- Lunghezza 2, IV, poi III+, circa 25 metri: alzarsi verticalmente e proseguire puntando al tetto della Y per rocce compatte; S2 su 2 chiodi con cordone (questa lunghezza si può unire alla successiva).
- Lunghezza 3, III+, circa 25 metri: ancora dritto per rocce compatte ma gradinate fino a raggiungere la sosta sotto al tetto della Y; S3 su 2 chiodi con cordone (questa lunghezza si può unire alla precedente).
- Lunghezza 4, IV e III, un passo di V, circa 40 metri: dirigersi a dx per contornare il tetto, inizialmente abbassandosi leggermente (ch.) e saltando poi una sosta intermedia (2 ch. non collegati) ma proseguendo oltre un risalto (2 ch.) e puntando a quella più in alto che si riesce a scorgere sul filo dello spigolo; S4 su 3 chiodi con cordone.
- Lunghezza 5, passi di V, poi IV+, circa 15 metri: alzarsi sul filo dello spigolo fino all'altezza del chiodo con cordone, traversare a sx e raggiungere la sosta salendo prima dritti e poi leggermente a dx rinvenendo 3 ch.; S5 su 2 chiodi con cordone.
- Lunghezza 6, III, un passo di IV, circa 45 metri: salire verso sx seguendo il terreno logico e gradinato fino a un diedrino biancastro fessurato da superare direttamente per accedere ad una zona facile a forma di canale con rocce biancastre; S6 da realizzare su spuntoni/fessure.
- Lunghezza 7, III, circa 45 metri: proseguire tenendo a sx e seguendo la logica del facile terreno, puntando ad una crestina appena accennata fino a reperire la sosta su una comoda e ampia terrazza; S7 1 chiodo universale giallo.
- Lunghezza 8, IV, circa 40 metri: seguire verso dx l'evidente rampa ascendente che porta alla base del camino sommitale; S8 su 3 chiodi con cordone.
- Lunghezza 9, IV, circa 45 metri: su verticalmente nell'ampio camino terminale, superando una sosta intermedia; S9 su 2 chiodi con cordone.
- Lunghezza 10, IV, circa 45 metri: ancora verticalmente (1 ch.) fino ad uscire a dx su un terrazzo appena sotto la vetta, superando una eventuale sosta intermedia; S10 da realizzare su spuntone.
- Note: bella scalata su ottima roccia. Chiodatura essenziale ma integrabile. Ambiente ameno e via poco frequentata. Consigliata. Soprattutto con avvicinamento/rientro ciclistico e pernotto al bivacco Rivolta per godere anche la salita della classicissima Cresta Rey alla Punta Cian. Fare provvista d’acqua nella comba dopo Les Grand Drayres, a q. 2500 m circa; al bivacco non si trova, se non scendendo a cercarla oltre il Col de Fort.
- Aggiornamento: relazione a cura di Davide Rogora, dopo una ripetizione con Alfredo Sangalli del 8 agosto 2026.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.