Dent d’Herens (m.4173) - Cresta Tiefenmatten
Dettagli
- Accesso stradale: da Valpelline (Valle d’Aosta) raggiungere la diga di Place Moulin. Facile possibilità di parcheggio, a pagamento (quota 1950 metri circa).
-
Avvicinamento:
lasciata l’auto, prendere il sentiero che costeggia il lago e raggiunge il rif. Prarayer (m.2005, 6 km circa dal parcheggio). Proseguire nella valle costeggiando il torrente glaciale Buthier, su un sentiero indicato all’inizio da paline poi da bolli ed ometti nella morena, fino a raggiungere il Rif. Aosta (m.2781). Attenzione nella morena nella parte finale dell’avvicinamento: con il ritiro del ghiacciaio, il vecchio sentiero (che saliva a mezza costa sul versante nord) è stato sostituito da una nuova tratta che, cento metri circa sotto il rifugio, sale su placche appoggiate (delle catene semplificano l’ascesa) (vedi prima foto - Alta Valpelline ed Il Rifugio Aosta sulla destra).
NOTA: è’ possibile raggiungere il rifugio Prarayer percorrendo la carrareccia che costeggia il lago agevolmente anche in bici (scelta che abbiamo fatto noi), lasciando poi le bici nel bosco dietro il rifugio per riprenderle al ritorno. - Attacco: dal rifugio Aosta, puntare verso Ovest percorrendo il sentiero che risale il vallone che scende dal Ghiacciaio des Grandes Murailles. Il sentiero si snoda lungo la morena lasciata dalla lingua del ghiacciaio che ormai si ferma a quota 3000 metri (seguire gli ometti). Raggiunta la lingua (che noi abbiamo trovata innevata), proseguire sempre verso nord mantenendosi i contrafforti rocciosi sulla sinistra. La lingua che scende nel vallone presenta una pendenza di 30 gradi prima di raggiungere l’attacco, tra 3200 e i 3300 metri. Raggiunti circa i 3400 metri, con pendenza più dolce, sulla sinistra sarà possibile notare un largo diedro che attraversa il contrafforte roccioso, la cui sommità è il Colle di Tiefenmatten (Tiefenmattenjoch) di quota m.3562. L’attacco è la base del diedro.
-
Discesa:
dalla stessa via di salita, oppure (consigliato) sfruttare le calate in doppia attrezzate che partono proprio in prossimità della fine della cresta rocciosa, a quota 3800 metri. In discesa dalla vetta, finito il nevaio ed iniziata la cresta rocciosa, la prima sosta di calata si trova sul versante italiano, montata su una paretina di 2 metri raggiungibile camminando inizialmente sulla cresta e, appena possibile, spostandosi sulla sinistra (faccia a valle) del primo risalto roccioso che si incontra. Le soste di calata sono calcolate per una doppia da 30 metri.
Calcolare almeno 4h00/5h00 per il rientro al rifugio.
- Difficoltà: AD, III, neve 45°
- Sviluppo: 720 metri di dislivello.
- Attrezzatura: N.D.A. (normale dotazione alpinistica), una picozza e ramponi, set protezioni veloci per roccia (cordini, friend, nut), viti da ghiaccio. Necessaria mezza corda (o singola, a scelta) da 60 metri per effettuare le doppie da 30 metri.
- Esposizione: ovest.
- Tempo salita: 5h00/6h00 dal rifugio.
-
Relazione:
Diedro: (circa 100 metri di dislivello)
Raggiungere il diedro risalendo il nevaio su pendenza via via più elevata (in base alla stagione, fare attenzione alla crepaccia terminale: noi l’abbiamo trovata chiusa in prossimità dell’attacco). Risalire il diedro, pieno di sfasciumi, aiutandosi con le corde fisse, raggiungendo il Colle a quota m.3562.
Cresta rocciosa: (circa 250 metri di dislivello)
Dal Colle, proseguire lungo il filo di cresta per via intuitiva (passi di II, III) in conserva proteggendosi dove può servire con protezioni veloci, facili da piazzare nei tanti spuntoni o con friend. Nell'ultimo tratto di cresta rocciosa si troveranno alcuni passaggi esposti protetti da chiodi, da percorrere sul versante svizzero appena poco sotto il filo di cresta. A circa m.3800 il pendio svizzero (nord) diventa più dolce con la neve che copre anche la cresta. (vedi FOTO 2 – Sulla cresta rocciosa; FOTO 3 – Col des Grande Murailles dalla cresta).
Nevaio e paretina finale: (circa 250 metri di dislivello + ulteriori 100 metri di dislivello)
Da quota 3800 metri circa, si lascia la cresta rocciosa e si percorre, rimanendo vicini alla cresta, il nevaio che porta fin sotto le ultime rocce e cresta sommitale. Pendenza variabile dai 30°/35° ai 35°/40°. Salire fino a raggiungere la parete rocciosa (esposizione Ovest) e puntare ad un piccolo ma evidente intaglio/diedro che permette di prendere quota per raggiungere la cresta sommitale. In base all’innevamento, la base dell’intaglio (circa 4000 metri) potrebbe essere raggiungibile o su placche rocciose oppure ancora su neve. In quest’ultimo tratto sono presenti 5 fittoni ad U fissati al suolo e distanti circa 20 metri l’uno dall’altro, permettendo la salita del pendio finale in conserva protetta. La base dell’intaglio dovrebbe essere attrezzata con sosta a spit: noi non l’abbiamo potuta osservare, poiché l’innevamento trovato raggiungeva di fatto l’ultima sosta a spit alla fine del diedro, posta sotto una parete strapiombante, ormai a circa 15/20 metri sotto la cresta finale (neve a tratti gelata, pendio di 45°). Dalla ultima sosta del diedro, la cresta finale si guadagna spostandosi in traverso su neve verso destra (una decina di metri) ed ultimi 10 metri, sempre su neve, sulla verticale (quota circa 4150 metri).
Cresta finale e cima: (circa 20 metri di dislivello)
Considerato che il nevaio è tutto esposto ad Ovest, in cresta si guadagna improvvisamente la vista sul versante svizzero (FOTO 4 - Cervino e Monte Rosa dalla Cresta finale). La cresta non presenta particolari problemi (I, II) se non l’esposizione e la possibilità di trovare qualche placca con ghiaccio o verglass. La vetta si raggiunge facilmente seguendo il filo di cresta (quota m.4173).
- Note: in Valpelline ci si ritrova in un ambiente davvero molto selvaggio. Sulla Cresta Tiefenmatten, bellissima vista sul ghiacciaio della Grandes Murailles e sul versante svizzero del Dent d’Herens trovandosi davanti la Dent Blanche, Cervino e Monte Rosa.
- Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Valenti e Marco Russo, da una ripetizione del 7 Luglio 2023.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.