Dolomiti Orientali, Gruppo di Fanis, Piccolo Lagazuoi (m.2778) - via Odio la Guerra

Dolomiti Orientali, Gruppo di Fanis, Piccolo Lagazuoi (m.2778) - via Odio la Guerra

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere il Passo Falzarego dalla Val Badia, oppure dall’agordino o ancora da Cortina d’Ampezzo. Parcheggiare nel parcheggio della funivia per il Lagazuoi (a pagamento), oppure in uno dei parcheggi-slarghi sterrati in zona (molto frequentato).
  • Avvicinamento: dal parcheggio della funivia, seguire un sentiero e poi una strada sterrata che sale verso la destra del Lagazuoi. Quando si incontra un sentiero che va a sinistra, tra i mughi, seguirlo (sentiero Kaiserjäger). Il sentiero traversa, a distanza dalle pareti. Quando si arriva sotto la direttiva dell’attacco della via, abbandonarlo e salire sul pendio ghiaioso fino alla parete. (0h20)
  • Attacco: circa 50 metri a destra di uno spigolo, e più a sinistra di una fascia verticale nera segnata dall’acqua nella roccia. Targhetta col nome alla base.
  • Discesa: due possibilità.
    • in corda doppia da S6, ma l’andamento della via è obliquo (soluzione non verificata);
    • seguendo il sentiero della Cengia Martini, consigliato e molto bello.
    Indicazioni in senso di marcia: dalla fine di L7 seguire le tracce che scendono a destra, fino a riallacciarsi con l’evidente sentiero che segue la parete, su piccola cengia (Cengia Martini). Continuare per esso, verso destra, con tratti spesso in piano e zone attrezzate con cavo metallico, passando per postazioni e tunnel della Grande Guerra (buie, non molto lunghe ma potrebbe tornare utile una frontale). Si continua seguendo l’evidente sentiero, evitando le svolte che salgono al Lagazuoi. Si arriva ad un sentiero che scende, più marcato, che al termine si ricollega alla sterrata utilizzata per l’avvicinamento alla parete. Seguendo questa si arriva al parcheggio della funivia. (0h45)
  • Difficoltà: 6c (6b e A0). Proteggibilità: prevalentemente S2, qualche tratto impegnativo S1.
  • Sviluppo: circa 220 metri, compreso l'ultimo tratto facile per arrivare al sentiero.
  • Attrezzatura: friend poco utilizzabili, ma potrebbero tornare utili fino al n°1 BD.
    Soste attrezzate con due fix e catena (tranne sosta di L6 con 1 solo fix e la eventuale sosta di L7 da attrezzare), nei tiri presenti fix e qualche raro chiodo.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia grigia, di qualità ottima, bellissima.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Mario Dibona e Andrea Bacchin, ottobre 2014.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5c, 35 metri: partire a sinistra della targhetta con il nome della via, arrivando per gradoni ad un chiodo con cordone. Ora la lunghezza sale tendenzialmente in obliquo leggermente verso destra, per poi tornare verso sinistra alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6a, 6b, 40 metri.: si sale su muro ora più compatto, con alcuni buchi, prima dritto, poi leggermente a sinistra, fino a salire ad un chiodo con cordone, dopo il quale si trova un fix da cui traversare a destra alla sosta.
  • Lunghezza 3, 6a+, 15 metri: salire verso destra ad uno strapiombo (utile friend n° 1 BD in una fessura orizzontale). Si affronta il pronunciato strapiombo in corrispondenza dei fix (vicini dove difficile, faticoso), per poi salire più facilmente verso sinistra alla sosta.
  • Lunghezza 4, 6a+, 35 metri: proseguire per bel muro, obliquando poi verso sinistra, fino ad arrivare ad uno strapiombo. Superarlo (delicato, attenzione alla cengia rocciosa alla sua base). Continuare fino ad uscire su una cengia, verso un muro compatto nerastro, dove si trova la sosta.
  • Lunghezza 5, 6c, oppure 6b e A0, 25 metri: salire il bellissimo muro, prima per diedro a destra, poi traversando a sinistra con buone prese. Dopo queste, un tratto di qualche metro è molto difficile, con piccole prese per le dita e quasi nulla per i piedi. Si sale ad un fix con cordone (tratto di 6b obbligato), dopo il quale la difficoltà diventa minore. Si sale verso sinistra alla sosta, su una cengia. Chiodatura abbastanza ravvicinata.
  • Lunghezza 6, 6c o 6b e A0, poi 6a+, 45 metri: salire direttamente uno strapiombo a sinistra della sosta (partenza molto difficile, pericoloso per la cengia, ma fix vicini per possibile A0). Si continua verso destra, superando altri tratti verticali e impegnativi, fino ad un roccione verso sinistra, alla fine delle difficoltà, dove si sosta su un solo fix con maglia rapida (rinforzabile con friend). Da qui eventualmente si può scendere in doppia, ma alcune lunghezze in traverso potrebbero essere un problema, salvo scendere sulla linea di vie vicine (soluzione non verificata).
  • Lunghezza 7, II, 30 metri: salire per pendio ghiaioso, arrivando ad un roccione con fix. Si continua a salire alla sua sinistra, fino a quando spiana, in corrispondenza di una traccia che scende verso un sentiero. Eventuale sosta da organizzare.
  • Note: bellissima via, con roccia super! Non è per nulla banale, dato che la distanza tra i fix è spesso grande.
    Il ritorno dalla Cengia Martini aggiunge fascino all’ascensione, e fa meditare sulle condizioni dei soldati che furono coinvolti.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 28 luglio 2024 con Said Taghipour e la cordata Alessandro Ceriani, Max Garavaglia.
     
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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