Gruppo del Sassolungo, Torre Innerkofler (m.3098) - via Della Falce
Dettagli
- Accesso stradale: arrivare al Passo Sella (Dolomiti), raggiungibile dalla Val di Fassa, dalla Val Gardena, dal Passo Gardena (provenendo dalla Val Badia) o dal Passo Pordoi (provenendo dall’agordino). Parcheggiare poco sotto il passo, versante Val Gardena, nella zona sotto il gruppo del Sassolungo.
- Avvicinamento: prendere il sentiero che va verso il rifugio Demetz, alla Forcella del Sassolungo. Prima di arrivare al pendio che sale verso la forcella, piegare a sinistra seguendo un sentiero meno marcato. Lo si segue lungamente, compiendo un semicerchio verso sinistra, fino ad arrivare nei pressi della seggiovia, su una strada sterrata. Individuare un sentierino che sale su una marcata cresta terrosa che va verso le pareti. La si segue fino al suo termine, arrivando ad un traverso che passa nel versante dove si trova la parete. Seguire il traverso, su grande pendio ghiaioso. È possibile salire ad una traccia superiore, vicina alle pareti, o continuare col traverso principale e poi puntare a salire all’attacco. (1h10)
- Attacco: in corrispondenza di roccette facili (II) che portano alla base dello sperone al termine del quale si vede una grossa nicchia. Sosta di partenza su due chiodi poco visibili, in comune con la via Del Calice.
-
Discesa:
data la complessità nel descrivere la discesa, la descrizione di seguito è da ritenere indicativa. Noi stessi non ci siamo trovati completamente con altre relazioni.
Descrizione in direzione di cammino, e poi faccia a valle.
È importante seguire sempre gli ometti, alcuni verniciati di rosso.- Dal pianoro dell’anticima, andare verso sinistra, individuando parecchi ometti. Seguendoli, si arriva sul bordo della parete;
- scendere con facile arrampicata ad un ripiano, individuando una sosta di calata (cordone su spuntone + chiodo);
- fare una breve calata al pianoro sottostante;
- andare verso destra arrivando ad una sosta inox con catena. Fare una breve calata ad un ripiano;
- andare verso destra, raggiungendo un canale con molti ometti;
- scendere nel canale, fino a quando gli ometti portano a destra;
- si raggiunge una calata inox con catena; si può usare per scendere delle roccette, oppure scendere in arrampicata;
- traversare verso destra, raggiungendo una sosta di calata su clessidra. Poco distante, alla sua sinistra, si trova una sosta inox con catena;
- fare una breve calata, arrivando ad un canale. Lo si segue brevemente, fino ad un’altra sosta su clessidra a sinistra. Da questo punto meglio fare calate con due corde da 60 metri;
- fare un’altra calata fino ad una sosta su chiodi, a destra (eventualmente si trova una sosta intermedia);
- fare una calata fino ad una sosta a spit sulla destra;
- un’altra calata porta ad una sosta su clessidra con cordoni, a destra;
- con una ultima calata si arriva alla base, nel canale Moppo, più sotto della forcella con il Dente del Sassolungo;
- scendere il ripido canale, fino al suo termine, dove si individua il sentiero che va a sinistra;
- si passa sotto la parete dove passa la via e si ritorna con il sentiero usato nell’accesso.
- Difficoltà: VI e A1. Alcune lunghezze con difficoltà abbastanza continua. Proteggibilità: R3, zone R4.
- Sviluppo: circa 500 metri.
-
Attrezzatura:
serie di friend fino al 4 BD, meglio raddoppiarli fino al 3 BD (non raddoppiare i micro), serie di nut, una staffa a testa, martello e chiodi per emergenze.
Soste attrezzate con spit datati, chiodi, clessidre. Nei tiri presenti pochissimi chiodi, tranne nel V tiro, molto chiodato. - Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: dolomia di qualità mediamente buona, ma nei gialli occorre fare attenzione.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: Circa 6h00 fino al termine della lunghezza 7. Fino in cima circa 8h20.
- Primi salitori: Ivo Rabanser, Andrea Andreotti, Fabio Bertoni, 25/06/98.
- Riferimenti bibliografici: Rabanser I., Sassolungo, Guida dei Monti d’Italia.
- Relazione
- Lunghezza 1, IV, V, A1, VI, 40 metri: salire lo sperone appoggiato, verso la nicchia dove si vedono dei cordoni. Proteggibilità molto bassa inizialmente, poi si trova un chiodo con cordone nel muretto prima della nicchia. Si entra nella nicchia e si supera lo strapiombo che la chiude, grazie a un paio di chiodi con cordini. Si esce con passo delicato e si prosegue qualche metro su rocce appoggiate, fino alla sosta su chiodi.
- Lunghezza 2, V+, 50 metri: salire verticalmente, seguendo un vago diedro. Prima di arrivare ad una zona gialla, che poi fa un arco verso destra, abbandonarlo e traversare a destra, in leggera ascesa, per poi puntare verso l’alto ad un diedro grigio visibile. Con percorso non sempre evidente, raggiungere la base del diedro, dove si sosta. Poche possibilità di protezione.
- Lunghezza 3, VI abbastanza continuo, 50 metri: salire il diedro sopra la sosta, che presenta dei passi impegnativi e qualche zona con erba. Usciti dal diedro traversare a sinistra e salire verso un altro diedro. Salire anche questo diedro e al suo termine andare a sinistra, dove si trova una sosta. È possibile evitarla e continuare seguendo una rampa-lama verso sinistra, che porta ad una sosta su spit.
- Lunghezza 4, VI, 40 metri: salire seguendo una fessura sopra la sosta, quindi si continua per rampa abbastanza verticale, fino ad un diedro. Salirlo e poi continuare verso sinistra. Ora ci si trova sotto un altro diedro. Salirlo e poi spostarsi a sinistra, traversando infine nettamente a sinistra (esposto e delicato, attenzione a non andare troppo in alto), alla sosta in una nicchia. Probabilmente il secondo diedro si può evitare, traversando prima a sinistra e salendo direttamente alla sosta (soluzione non verificata). Sosta su due spit e chiodo. Attenzione alla roccia friabile a zone.
- Lunghezza 5, VI, A1, 35 metri: salire a destra della sosta, per muretto che porta alla base di un muro compatto, sotto la "falce" (spaccatura arcuata) che contraddistingue la via. Si trovano numerosi chiodi e spit, ma qualche passo obbligato in arrampicata libera c'è. Prima si sale verticalmente, poi si va a destra e si sale ad un ripiano. Traversare a destra, arrivando sotto un ultimo muretto protetto con un fittone, ed uscire su buone rocce alla sosta, su spit e chiodo.
- Lunghezza 6, VI, 50 metri: salire per roccia più lavorata. Si può puntare direttamente ad un canale a destra, oppure salire per diedrino strapiombante subito alla sinistra del canale (opzione scelta da noi, chiodo alla base). Si supera il diedro e si continua su rocce verticali, raggiungendo la sosta all'interno del canale, sotto la direttiva di un camino con grosso masso incastrato. Sosta su chiodi.
- Lunghezza 7, IV+, 65 metri: salire nel camino e passare sotto al masso incastrato, quindi continuare per camino fino ad uscire su una spalla, dove si sosta su spuntone con cordoni. Se la corda non basta, poco sotto è possibile organizzare una sosta su friend in una bella fessura (lasciato un nut incastrato). Questa dovrebbe essere l'ultima sosta che permette la discesa in doppia (soluzione non verificata).
- Lunghezza 8, IV+, circa 35 metri: salire verso sinistra e traversare raggiungendo una clessidra con cordone. Traversare ancora a sinistra e raggiungere un'altra clessidra con cordone, dove si sosta.
- Lunghezza 9, V+, IV, 35 metri: traversare a sinistra, raggiungendo un diedro. Salire con qualche passo non facile (chiodo), poi continuare più facilmente. Si trova un chiodo e si continua fino alla fine del diedro, dove si sosta su grosso masso con cordone, poco sotto una selletta.
- Lunghezza 10, IV+, circa 60 metri: qui percorso non particolarmente obbligato. Nel nostro caso salire stando alla sinistra dello spigolo, arrivando ad un muro poco proteggibile ma con roccia molto ricca di appigli. Si sale tutto il muro e si arriva alla base della cresta finale.
- Lunghezza 11, III, Circa 70 metri: seguire la cresta, scegliendo i punti più facili. Con un percorso un po' a semicerchio si arriva al breve pendio finale.
- Lunghezza 12, I, II, Circa 50 metri: salire il pendio, arrivando al pianoro dell'anticima. Da qui, volendo, si può salire alla cima vera e propria (pendio evidente), oppure iniziare la discesa (nostra scelta).
- Note: salita di soddisfazione, per nulla banale e da salire ben preparati. Se ci si ferma fino alla spalla l’impegno risulta inferiore, ma non abbiamo testato personalmente la discesa in doppia dalla via. Proseguire fino in vetta è certamente un’altra cosa, con un impegno complessivo più alto. Attenzione ad alcuni tratti sui gialli con roccia friabile e alla chiodatura minimale.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori e Alessandro Ceriani, da una salita del 4 luglio 2026.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.