Gruppo della Vallaccia, Zoccol (m.2661) - via dei Tre Settori

Gruppo della Vallaccia, Zoccol (m.2661) - via dei Tre Settori

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Pozza di Fassa e da lì proseguire in auto nella valle di San Nicolò. La strada al momento è chiusa dopo la località Vidor (campeggio, ampi parcheggi). Lasciare lì l’auto.
  • Avvicinamento: salire brevemente sulla strada asfaltata, ma lasciarla poco dopo prendendo un sentiero-strada forestale a destra (palina indicatrice per Malga Crocefisso, Val dei Monzoni, Val San Nicolò, sentiero 615). Si continua sulla strada sterrata fino alla palina indicatrice a destra per il bivacco Zeni. Si sale per sentiero, fino ad allacciarsi ad un altro sentiero che sale dalla strada principale. Si continua lungamente, entrando nella valle. Si supera un tratto roccioso attrezzato molto bene con cavi metallici e gradini, e si continua fino ad arrivare al Bivacco Zeni, in ottima posizione. (1h30)
    Si segue il sentiero che sale verso il canale che porta alla cima della Vallaccia, e quando è facile traversare, andare direttamente verso la base della parete. (0h15)
  • Attacco: a destra di un grosso lamone-camino che sale obliquo da sinistra verso destra, in corrispondenza di un muro dove è visibile una clessidra cordonata leggermente in alto. L’attacco si trova molto più a sinistra della direttiva del caminone di uscita finale.
  • Discesa: indicazioni in direzione di marcia.
    • Dalla fine della via, seguire la crestina con detriti ed erba, che sale a sinistra.
    • Non arrivare al culmine della crestina, perché poi precipita con un salto. Poco prima dell’ultimo tratto, individuare a sinistra un punto dove è possibile traversare sul lato di sinistra (delicato), fino a raggiungere il pendio che inizia a monte del canale che si trova a sinistra della crestina.
    • Ora salire un breve pendio ripido con erba e roccette, raggiungendo il bell’altipiano erboso della Vallaccia (più avanti visibile la cima vera e propria, con una grande croce).
    • Ora seguire una buona traccia che va a destra, su un grande crestone erboso.
    • Non raggiungere un sentiero che si vede più in basso a sinistra, ma continuare nei pressi del crestone, fino ad un culmine, da cui scendere brevemente alla forcella contro la parete della Torre di Mezzaluna, dove si trova una grossa scritta “Bivacco Zeni”, che indica di scendere nel canalone ripido e ghiaioso a destra.
    • Seguire il canalone, che arriva poi a ricongiungersi al sentiero usato per l’avvicinamento, e da lì scendere a valle.
    Tempo: 1h15 fino al bivacco.
  • Difficoltà: VI, VII, con qualche passaggio di VII- obbligato. Proteggibilità: R3.
  • Sviluppo: circa 530 metri.
  • Attrezzatura: soste generalmente attrezzate con un fix con anellone, qualcuna su clessidre.
    Nei tiri presenti cordoni in clessidra (un po' datati ormai) e qualche chiodo. Portare una serie di friend fino al n° 3 BD (eventualmente utilizzabile in qualche punto anche il n° 4).
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare, roccia mediamente molto buona, ma non in tutte le lunghezze.
  • Periodo consigliato: fine primavera (ma attenzione alle colate di acqua e alla discesa), estate e autunno.
  • Tempo salita: 8h30.
  • Primi salitori: Heinz Grill, Sigrid Konigseder, 2005.
    Nel 2010 la via è stata migliorata nella linea e nella attrezzatura. I tiri del terzo settore sono stati aperti da Heinz Grill, Florian Kluckner, Franz Heiss, Walter Mainau.
  • Riferimenti bibliografici: https://www.arrampicata-arco.com/via-dei-tre-settori.html
  • Relazione
  • SETTORE 1
  • Lunghezza 1, VI+, 30 metri: salire in direzione del cordone in clessidra, poi seguire altri cordoni che si trovano verso sinistra e poi di nuovo a destra. Si supera uno strapiombetto difficile in corrispondenza di un chiodo, quindi si continua più agevolmente, prima verso sinistra e poi puntando ad una cengia, dove si sosta su fix con anello.
  • Lunghezza 2, VI-, 45 metri: traversare a sinistra sulla cengia erbosa, fino ad un cordone. Superare un piccolo strapiombo e continuare su una placca abbastanza liscia. Superare una zona verticale e poi obliquare lungamente verso destra, su rocce man mano più facili, fino alla sosta su fix con anello e chiodo.
  • Lunghezza 3, IV, 50 metri: salire su roccette abbastanza facili, e poi obliquare lungamente verso destra, fino ad una specie di piccolo canale che scende a destra e si collega ad una evidente cengia, da dove è possibile scendere alla base della parete. Superare il canale e salire un piccolo risalto. Scendere brevemente alla sosta, su fix con anello.
  • SETTORE 2
  • Lunghezza 4, VI, 30 metri: traversare a destra (cordone visibile) e doppiare uno spigoletto, raggiungendo una bella parete. Salire abbastanza linearmente, con arrampicata tecnica di soddisfazione, fino a qualche metro sotto la direttiva di uno strapiombino. Sosta su fix con anello e chiodo.
  • Lunghezza 5, VI, 30 metri: salire verso lo strapiombino, quindi traversare a destra per aggirarlo, e salire ad un evidente grosso buco. Andare verso sinistra (clessidra senza cordone che può essere usata, fino a qui nessuna possibilità di proteggersi). Salire verticalmente; si trovano alcune protezioni, all'ultima di esse traversare nettamente a destra (diversi metri non proteggibili), fino ad un chiodo ed un cordone in corrispondenza di un tratto di parete liscio. Traversare a desta (A0) e raggiungere una fessura (cordone). Poco sopra si trova la sosta su fix con anello e chiodo.
  • Lunghezza 6, VII (qualche passaggio), 25 metri: seguire la fessura sopra la sosta, con alcuni passaggi difficili. Terminata la fessura, si prosegue brevemente fino ad una nicchia, dove si sosta su clessidre con cordone.
  • Lunghezza 7, VII (passi), 20 metri: traversare a sinistra e salire poi in obliquo a sinistra, puntando ad un cordone abbastanza alto. Ora salire dritti (meglio leggermente alla sinistra del cordone), fino a raggiungere un altro cordone (tratto di roccia compatta, impegnativo e obbligato). Si raggiunge un ulteriore chiodo e da lì si va verso sinistra ad un cordone, sempre su roccia compatta, fino alla vicina sosta su fix con anello.
  • Lunghezza 8, V+, passi di VI, 53 metri: si sale abbastanza linearmente, per poi andare a destra verso un chiodo. Salire ora su rocce più ammanigliate, fino ad una bella placconata, che porta alla sosta a sinistra, su fix con anello e chiodo.
  • Lunghezza 9, IV, 60 metri: salire uno speroncino, direttamente sopra la sosta o partendo più facilmente a sinistra. Si prosegue su roccette delicate, fino ad un masso con cordone in clessidra. Conviene continuare su breve pendio erboso, salendo in obliquo verso destra a raggiungere la traccia di discesa di alcune vie. Seguirla a destra, fino ad un cordone sotto la direttiva di un canale-camino (circa 60m, IV). NB: se sul pendio erboso si sale direttamente, arrivati alla parete si trova un cordino su clessidra, per una eventuale sosta da rinforzare. Dalla traccia di discesa, andando verso destra, è possibile scendere come per le vie alla Piramide Armani (vedere https://www.scuolaguidodellatorre.it/relazioni/VallacciaArmani-via%20Saturno/717/).
  • SETTORE 3
  • Lunghezza 10, IV, 30 metri: salire lo speroncino dove si trova la sosta, quindi entrare nel canale e seguirlo fino alla sosta su cordone in clessidra, a sinistra.
  • Lunghezza 11, passo V+, 45 metri: continuare nel canale, superare un tratto verticale con roccia da verificare e proseguire ancora. Il canale si presenta ora con uno sperone di roccia che lo divide in due. Salire per puntare alla sosta su fix con anello nel ramo di destra.
  • Lunghezza 12, VI, passo VII-, 30 metri: salire il muro a buchi di destra (cordone, chiodo). Si supera uno strapiombino difficile, per proseguire un po' più facilmente fino ad arrivare ad uno spigolo a destra. Lo si segue (roccia friabile verso la fine) e si arriva su un pulpito, dove si sosta su fix con anello.
  • Lunghezza 13, VI+, passi VII-, 25 metri: scendere leggermente a destra e spaccare a destra, per raggiungere un gradone di massi friabili. Ora si trova una fessura. Salire il muretto alla sua destra, poi continuare seguendo la fessura gialla e strapiombante. Quando possibile traversare a sinistra (cordone) su bella parete verticale, per poi salire di nuovo, puntando al terrazzino a destra sotto un grande camino, sosta su fix con anello.
  • Lunghezza 14, V+, 30 metri: salire faticosamente per entrare nel camino, quindi seguirlo, stando verso l’esterno (roccia migliore). Verso la fine si esce sulla bella parete di sinistra, fino alla sosta su fix con anello e clessidra.
  • Lunghezza 15, passo V+, poi IV, 30 metri: su per bel muretto, fino ad un chiodo. Traversare delicatamente a destra di uno spigolo, raggiungendo una parete più facile. Continuare su rocce belle e sempre più appigliate, fino alla sosta su cordoni in due clessidre distanti, poco sotto la crestina terminale.
  • Note: via da non sottovalutare. Presenta delle discontinuità, ma diverse lunghezze sono impegnative. Rispetto ad altre vie della Vallaccia, abbiamo trovato questa via un po' diversa, perché sfrutta anche diedri e camini, anche di roccia gialla. Da considerare alpinistica.
    Protezioni spesso distanti, in base alla proteggibilità naturale della roccia (no fix).
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Alessandro Ceriani del 25 luglio 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.