Meisules Dala Biesces - via L'Nein

Meisules Dala Biesces - via L'Nein

Dettagli

  • Accesso stradale: arrivando dalla Val di Fassa o dalla Val Gardena, si sale verso il Passo Gardena. Giunti al rettilineo che costeggia l’evidente Hotel Chalet Gerard, si può parcheggiare di fronte (ampio parcheggio), oppure si può salire ancora in macchina, passare un primo tornante e parcheggiare al successivo (a sinistra), di fronte alla traccia di avvicinamento.
  • Avvicinamento: sul tornante, verso la parete, si trova una evidente traccia che sale in traverso verso di essa.
  • Attacco: in corrispondenza di un tratto piano sotto la parete, prima della rampa obliqua che sale verso destra. Si trova una clessidra con un foro trapanato (senza cordone).
  • Discesa: possibile in doppia (consigliato dalla sosta 8), soluzione non verificata.
     
    Molto bella per i panorami e l’ambiente selvaggio anche la discesa a piedi, ma alpinistica e abbastanza lunga. Indicazioni faccia a monte:
    • dall’uscita della via traversare lungamente a destra sui prati, senza scendere, puntando ad un grande canalone sotto le pareti;
    • individuare un canale facile di detriti ed erba che scende in quel canalone, e seguirlo;
    • si arriva ad una traccia di sentiero (visibile già dall’alto), che va verso le pareti gialle di fronte, e poi traversa sotto di esse, verso valle;
    • seguire le tracce ed alcuni ometti, che arrivano ad un canale incassato e a tratti ripido;
    • scendere il canale (trovato all’inizio di esso un cordino su sasso, decisamente pericoloso per una doppia, evitare!);
    • con alcuni tratti di arrampicata (II, III), si arriva in fondo al canale e si costeggia una falesia, arrivando infine alla strada che arriva dal passo Sella. Andare verso destra, direzione di marcia, e poi svoltare a destra per il Passo Gardena, fino a raggiungere la macchina.
    Tempo: circa 1h30.
  • Difficoltà: VI max
  • Sviluppo: circa 380 metri arrivando sui prati sommitali
  • Attrezzatura: serie di friend fino al 3 BD (n°4 eventualmente utilizzabile in qualche punto), serie di nut (non indispensabile). Soste genericamente attrezzate su anelli cementati, fittoni, clessidre. Nei tiri qualche chiodo (alcuni cementati), qualche cordone in clessidra, molto radi.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: dolomia-calcare di qualità buona/ottima, tranne qualche tratto iniziale e soprattutto finale a cui fare attenzione.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno: parete solare. Verificare la presenza di neve per la discesa a piedi.
  • Tempo salita: circa 5h00 uscendo in cetta.
  • Primi salitori: Ivo Rabanser e Klaus Malsiner, 14 settembre 1986.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+, 50 metri: salire la rampa erbosa a saltini verso destra, fino ad un tratto pianeggiante con una sosta con anellone. Conviene continuare, fino a raggiungere un diedro liscio. Salirlo e quando possibile uscire da esso per continuare sulla paretina di destra, salendo fino ad una cengetta dove si trova la sosta su chiodo e clessidra con cordone.
  • Lunghezza 2, IV, 35 metri: salire a destra della sosta, su roccette, per poi traversare verso sinistra, sotto la direttiva degli strapiombi. Un ultimo saltino porta ad una nicchia scura, dove si trova, poco visibile, la sosta su fittone resinato. Una variante sale direttamente a sinistra della sosta, nel proseguo del diedro (V+?).
  • Lunghezza 3, V+, passaggio di VI, 15 metri: salire lo speroncino dove si trova la sosta, che permette di uscire a sinistra sopra di esso. Si sale ora in una spaccatura, dove si trova un chiodo cementato (cordone). Un passo in strapiombo fa accedere alla spaccatura, da salire direttamente. Ci si sposta poi leggermente a destra a prendere una fessurina, per arrivare ad una cengia dove si sosta, su anello cementato.
  • Lunghezza 4, V+, 30 metri: superare uno strapiombo a destra della sosta, per raggiungere un diedro-fessura, da seguire fino a quando non è possibile spostarsi a destra per evitare la parte più difficile del diedro. Si sale per paretina, per poi spostarsi al termine a sinistra, sulla direttiva del diedro lasciato, sosta su fittone resinato e chiodo.
  • Lunghezza 5, VI-, 30 metri: salire sopra la sosta, seguendo un diedro. Si supera un passo leggermente strapiombante, poi verso la fine si piega verso destra. Si sale una paretina che porta ad una cengia, sosta su anello cementato.
  • Lunghezza 6, V, 30 metri: salire sopra la sosta, quindi piegare a destra per raggiungere delle fessure. Si sale ora circa sul filo dello spigolo, per poi stare leggermente a destra, cercando i tratti più arrampicabili, fino alla sosta su chiodo e fittone resinato.
  • Lunghezza 7, VI max, 30 metri: bellissimo tiro su roccia nera compatta. Salire sopra la sosta, puntando ad un cordone in clessidra. Si sale ancora, andando leggermente verso destra, ad un chiodo con cordone. Ora salire dritti, senza possibilità di proteggersi, fino ad una buona maniglia a sinistra, e ad un buco a destra che permette di raggiungere il secondo chiodo con cordone. Salire ora direttamente alla sosta, su anello cementato. Possibilità in diversi punti di proteggersi con micro friend.
  • Lunghezza 8, V, 50 metri: salire a destra della sosta (lama), per poi spostarsi a sinistra ad una clessidra con cordone. Salire dritti, poi andare a sinistra, cercando i punti deboli. Si raggiunge una spaccatura, da seguire fino ad uscire a sinistra alla sosta, su anello cementato, dove si trova il libro di via. Se si vuole scendere in doppia probabilmente conviene farlo da qui.
  • Lunghezza 9, IV+, 45 metri: salire sopra la sosta su paretina ammanigliata. Spostarsi a sinistra e salire ad una selletta. Ora traversare a destra, fino a raggiungere un canaletto, da salire fino ad un ripiano, dove si sosta su anello cementato.
  • Lunghezza 10, III, 15 metri: salire dritti (o salire da sinistra evitando un tratto più verticale ma facile), continuare su roccette a cui fare attenzione, fino ad un masso con anello cementato, dove si sosta.
  • Lunghezza 11, III, 55 metri: salire a destra, per crestina e poi in un canale alla sua sinistra, fino ad arrivare sui prati al termine della via, sosta da attrezzare su masso. NB: a destra, faccia a monte, è possibile vedere un grosso masso con un anello di calata, da cui è possibile scendere in doppia.
  • Note: via molto bella, soprattutto nelle lunghezze centrali. La via è classica, sale nei punti di debolezza caratterizzati da diedri e fessure, ma nel tiro 7 affronta direttamente un muro nero compatto di soddisfazione. Rispetto al passato, ora i cordoni nelle tre protezioni presenti sono molto utili nel capire dove salire.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, salita del 09 luglio 2022 con Alessandro Ceriani.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.