Monte Cimo (m.955), Brentino, Boomerang - via Il giorno della merla
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, seguire le indicazioni per Brentino. Oltrepassato l'abitato di Tessari, poco dopo la strada piega a sinistra e passa sotto l'autostrada. Sulla sinistra, in corrispondenza di una curva, si trova una piccola fabbrica. Parcheggiare, evitando di oltrepassare la sbarra che segnala la proprietà privata.
NB: ci sono alcune segnalazioni per furti in questa zona. Probabilmente conviene parcheggiare nel paese successivo (Preabocco), e tornare a piedi, o almeno parcheggiare a bordo strada, dove le auto risultano più visibili. - Avvicinamento: prima di oltrepassare la sbarra, individuare una traccia che piega a destra. Seguirla in piano (ometti), fino ad una traccia che va a sinistra (targhetta metallica “S6” e grosso ometto). Salire lì, lungamente, anche in traverso, fino alla base della parete, dove si trova un cartello in legno con la scritta “Davide Tomelleri” (presenti diverse tracce, non è sempre immediato arrivare qui). Andare verso sinistra, seguendo in senso contrario il sentiero di discesa dalla parete. Si trovano man mano delle targhette metalliche col numero delle vie, in senso decrescente, fino al Pilastro Bianco e, subito dopo, Il giorno della Merla.
- Attacco: in corrispondenza della targhetta numero 3, poco dopo la targhetta numero 4 con la scritta “Pilastro Bianco”.
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Discesa:
arrivati nel bosco, alla fine di L6, salire tendenzialmente sempre verso l’alto, con qualche traverso a destra. Il percorso non è obbligato. Noi siamo arrivati ad una casetta dei cacciatori e, subito dopo, ad una strada forestale. Andare a sinistra, lungamente. Fare attenzione sulla sinistra ad individuare un ometto e una targetta metallica “S6” su un albero. Ora seguire una traccia, a zone un po' labile. In un punto si deve scendere su terreno ripido, in corrispondenza di un ometto. Seguono a zone corde fisse su terreno ripido, e varie traversate su cenge, fino al cartello in legno “Davide Tomelleri”. Tornare all'auto percorrendo a ritroso il sentiero di avvicinamento. (1h00)
Dovrebbe essere possibile anche scendere in doppia sulla via, dalla sosta 4, con tre doppie, di cui la seconda e la terza fuori via, dirette sotto la sosta 4 (attenzione, soluzione non verificata).
All’uscita della via, è anche possibile andare alla Parete di Castel Presina, per continuare ad arrampicare. Arrivati alla strada forestale, andare verso a destra (poco dopo la Parete Rossa di Castel Presina è già visibile). La strada passa quasi sotto la parete, ma più in basso. Sotto la direttiva della parte sinistra della parete, subito dopo un canaletto, individuare una labile traccia che sale verso di essa, anche con traversini nel bosco, fino a sbucare sulla grande cengia sotto la parete.
Per tornare, dall’uscita delle vie si arriva in cima e si segue poi il sentiero di avvicinamento alla parete (in discesa, vedere relazioni), continuando poi ripercorrendo al contrario la traccia e la strada forestale, per poi scendere alla base del Boomerang, come descritto sopra. In alternativa occorre avere lasciato una seconda auto sulla strada all’uscita delle vie di Castel Presina. - Difficoltà: 6b+ e A0 (6a+ e A0). Proteggibilità: S1, S2 qualche punto.
- Sviluppo: circa 115 metri fino a S4, poi altri 70 metri su terreno ripido e qualche passo di arrampicata per arrivare al bosco da dove raggiungere il sentiero.
- Attrezzatura: soste attrezzate con fix e catene, sui tiri fix. Friend non indispensabili, eventualmente utile qualche friend da piccolo a medio se ci si vuole proteggere in maniera più ravvicinata, in qualche punto.
- Esposizione: est, sud-est.
- Tipo di roccia: ottimo calcare.
- Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Silvio Campagnola, F. Corso, aprile 1999.
- Riferimenti bibliografici: Arrampicare in Valdadige - Monte Cimo (difficilmente reperibile)
- Relazione
- Lunghezza 1, 6b, 30 metri: attacco dalla via "Pilastro Bianco" (soluzione seguita da noi per errore). Superare il primo muretto strapiombante sopra l'attacco, continuare poi in una zona con vegetazione e roccette, arrivando verso sinistra ad una parete verticale. Qui si arriva anche dall’attacco originale, che si trova più a sinistra, sotto la verticale di questo punto. Seguire i fix sul lato sinistro di uno spigolo (via "Il giorno della Merla", mentre "Pilastro Bianco" va a destra). Con arrampicata sostenuta, arrivare ad una fessura a sinistra e continuare per essa (tratto più impegnativo, qualche presa dubbia), uscendo poi a sinistra. Salire sulla destra dell'ultimo muretto (fix un po' nascosto, non andare a sinistra dove si vede un altro fix), raggiungendo la sosta.
- Lunghezza 2, 5c, 35 metri: visibili dei fix che salgono verso sinistra, salire invece sopra la sosta e continuare per diedro articolato abbattuto. Dopo un alberello, non proseguire in verticale, ma salire leggermente a destra, dove si trova un fix dietro una pianta (non visibile). Poco più sopra si trova la sosta.
- Lunghezza 3, 6a+, 25 metri: continuare su bei muretti verticali, con vegetazione che disturba un po', salendo man mano verso destra. Si sale ancora e poi si va verso sinistra, raggiungendo un bel muro compatto, con alcune lamette molto belle. Purtroppo, le prese contengono spesso ciuffetti d'erba. La sosta è visibile, qualche metro sopra.
- Lunghezza 4, 6b+ e A0, 25 metri: salire verso destra, su roccia molto compatta e appoggi obbligati, fino ad un muro strapiombante. Lì si traversa a destra e si sale il muro, molto difficile nella parte iniziale, fino alla sosta scomoda e appesa. Probabilmente conviene fermarsi qui e calarsi in doppia, come scritto più sopra, ma non abbiamo verificato questa possibilità.
- Lunghezza 5, 5b, 45 metri: salire a destra della sosta, raggiungendo gradoni con vegetazione. Proseguire verso l'alto, su pendio terroso, arrivando alla base di un saltino con due fix, da superare direttamente su buone lame. Si continua su terreno facile, fino ad un tratto più ripido da evitare verso destra, salendo in un punto più facile. Sostare su albero poco sopra. Attenzione a non fare cadere sassi in questa zona.
- Lunghezza 6, II, 25 metri: meglio salire con un'ultima lunghezza su terreno ripido facile, fino ad arrivare al bosco in una zona abbattuta.
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Note:
alcune prese da verificare, ma in genere roccia solida. Purtroppo, presenza di zone erbose che disturbano l’arrampicata. Uscita verso il sentiero di discesa tra la vegetazione ripida, con parecchi sassi mobili, attenzione.
L’intenzione era quella di salire Pilastro Bianco, ma dopo i primi metri abbiamo seguito, senza saperlo, la via Il giorno della Merla (non avevamo relazioni affidabili in mano…). Abbiamo successivamente concatenato la via con "Evitando el Frio" a Castel Presina, ottenendo una bella combinazione. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 1° giugno 2024 con Claudio Boldo Boldorini.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.